Centenario di Bianca. Un pomeriggio d’estate a Meana

di Fabrizio Salmoni

A Bianca facevano ovviamente piacere i riconoscimenti ufficiali o i “premi” provenienti da istituzioni con cui si trovava in sintonia. Ma amava molto di più i segni d’affetto e di stima da parte della gente comune, dei colleghi, delle piccole platee che sentiva stringersi intorno a lei con affetto o con riconoscenza per qualche sentenza positiva. Quante volte andava a parlare o ad assistere a qualche incontro nelle sezioni Anpi con un pubblico di dieci, quindici, venti persone che poi festeggiavano insieme l’occasione con piccoli presenti, con un semplice brindisi, una cena in trattoria o una merenda sinoira (per chi non è piemontese, è una abbondante merenda che sostituisce la cena. Oggi la chiamerebbero forse apericena…).

Proprio come è stato l’incontro di domenica 30 giugno al Tempio Valdese di Meana, Val Susa, per ricordare tre donne che a Meana e in Valle hanno lasciato un segno: Ada e Carla Gobetti, e Bianca Guidetti Serra. A Meana Ada aveva la casa che fungeva da rifugio temporaneo per i partigiani a cui anche Bianca da staffetta faceva riferimento per i collegamenti ma anche per incontrare fugacemente il suo fidanzato partigiano Alberto Salmoni tra un’azione e l’altra tra Val Susa e Val Chisone.

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Il Pd ha paura e chiama la questura

L’arroganza degli apparati sindacali per cui il Primo Maggio è solo cosa loro. Un Pd ai minimi termini che sfila (ancora una volta) con Fratelli d’Italia e Forza Italia. Una giornata di festa dei lavoratori macchiata ancora una volta dai soliti violenti (quelli in divisa).

di Fabrizio Salmoni

La tregua è durata solo un anno. L’anno scorso, 2018, la questura si era tenuta alla larga dal Primo maggio a seguito di appello della sindaca di lasciare sfilare lo spezzone sociale. E tutto era filato liscio e tranquillo, a prova dell’identità dei responsabili delle violenze degli anni precedenti.

Oggi siamo tornati indietro, la sindaca non si è ripetuta, anzi ha fatto il pesce in barile di fronte ai ripetuti tentativi di chiedere il suo intervento, ha simulato meraviglia poi non ha trovato di meglio che fare proprio lo slogan di Pd e sindacati “Oggi si parla di lavoro e non di Tav” come se il Tav non c’entrasse niente con la qualità e i numeri del lavoro. Del resto c’è poco da stupirsi: è una sindaca che ha fatto qualche compitino No Tav di malavoglia e solo perchè pressata dalla sua stessa maggioranza che infatti oggi sfilava con i No Tav e l’ha lasciata sola con Chiamparino e tutta la banda del Tav, cioè la destra. Infatti, nell’allegra compagnia, come ormai consuetudine, c’era Agostino Ghiglia, postfascista ex AN ora Fratello d’Italia (“Vengo perchè il Primo Maggio non è più una festa comunista“), Giachino ex Forza Italia oggi lista civica per il Tav, Alberto Cirio candidato Forza Italia: una volta acquisite è difficile poi scrollarsi di dosso le cattive compagnie. Sembra che le sezioni dell’Anpi in prima fila, quelle a firma Pd, non avesser nulla da dire. Altre sezioni Anpi sfilavano con i No Tav. Leggi il resto dell’articolo

Bianca Guidetti Serra e la Val Susa: un grande amore ricambiato

Un bell’inizio per il calendario del Centenario di Bianca quello tenutosi ieri 27 aprile alla Biblioteca comunale di Condove per il penultimo giorno del 23° Valsusa Filmfest. Ospite il Comune rappresentato dall’Assessore alla Cultura Chiara Bonavero e presente la famiglia di Bianca.

Il pomeriggio era dedicato a ricordare Bianca e il suo rapporto con la Valle fin da quando giovanissima la esplorava in bicicletta con gli amici soffermandosi a contemplarne la natura ancora inviolata dalla guerra e dalle speculazioni del dopo: i laghi di Avigliana, la Sacra, il Musinè e le cime più alte. Poi le avventure rischiose come staffetta tra Torino e la banda partigiana di Ada Gobetti e ancora: i processi a difesa delle lotte operaie del cotonificio, le gite con la famiglia e le interminabili passeggiate con Primo Levi, Carlo Mussa Ivaldi, Carla Gobetti e i tanti amici di sempre. Leggi il resto dell’articolo

In libreria la seconda edizione di “Resa dei conti alla Maddalena” di Fabrizio Salmoni!

La cronaca dei due anni cruciali (2010.2011) della lotta No Tav in Val Susa. Venti anni di resistenza contro i devastatori di ambiente e democrazia. Dal 2005 un crescendo di tensione: la campagna delle trivelle, poi…la resa dei conti!

Prefazione di Marco Revelli, foto di Luca Perino e Camilla Pasini.

In Appendice Le cronache del processo ai No Tav

“…una cronaca appassionata, ma mai trionfalistica. A tratti spigoloso nei giudizi, l’autore si tiene volutamente distante dal politically correct,..Spigoloso, come il carattere delle popolazioni locali…

Sandro Moiso, Carmilla Online

 

“Fabrizio Salmoni fa la cronistoria degli eventi che portarono prima alla nascita della “Libera Repubblica”, poi al suo smantellamento. La narrazione di quei fatti, in questa seconda edizione, è stata ampliata con dettagli acquisiti dagli atti del processo...”

Marco Lazzaretti, Com. La Gronda No Tav

 

Presentazioni (in progress)

Venerdi 19 Aprile, Radio Blackout (105,5), programma letterario “La Perla di Labuan” di Riccardo Borgogno, con l’autore, ore 15-17

Giovedi 9 maggio, Edera Squat, via Pianezza, con Tobia Imperato, ore 21

Martedi 14 maggio, Circolo La Poderosa, via Salerno 15 A, con Marco Scavino, ore 21

Venerdi 17 Maggio. Alpignano, Ass. AlViSe, sede da definire, con Claudio Giorno e Marco Lazzaretti, ore 20,45

Venerdi 14 giugno, Grugliasco, Barocchio, con Mario Frisetti, ore 21

Venerdi 26 luglio, Festival Alta Felicità, Venaus, Spazio Libri, ore 14

 

 

 

Resa dei conti alla Maddalena si trova presso le seguenti librerie:

VALLE DI SUSA

Città del Sole, Bussoleno

 

TORINO

Comunardi, via Bogino 2, Torino

Belgravia, v. Monginevro 44 B

Melograno, c. Racconigi 15

 

MILANO

Feltrinelli – sedi

 

ROMA

Odradec, via dei Banchi Vecchi 57

Anomalia, v. dei Campani 73 (San Lorenzo)

Farheneit, Compo dei Fiori 44

Claudiana, piazza Cavour 32

 

ALTRE

Modo, via Mascarella 24 B – BOLOGNA

Rinascita, v. della Posta 7, BRESCIA

Fenice, v. Mazzini 15, CARPI (Mo)

Galla, c. A. Palladio 11, Vicenza

La Torre, v. Vittorio Emanuele II 19G, ALBA

Quarto Stato, v. Magenta 78, AVERSA (Ce)

Robin, v. Seminari 8, BIELLA

Volare, c. Torino 44, PINEROLO (To)

 

Si può richiedere o prenotare a

Edizioni Lu:Ce https://luce-edizioni.it

Diest Libri: posta@diestlibri.it , 011.8981164

o presso redazionemaverick@yahoo.it

 

 

 

 

 

 

Si Tav. Flashflop del flashmob di Pd e madamine

Meno di trecento persone tra apparato Pd, anziani borghesi e personaggi della politica. Trenini e slogan. Lega non visibile.

di Fabrizio Salmoni

Che sia stata la presa di posizione di Conte contro la Torino-Lione a far crollare il morale delle masse Si Tav o una più generale stanchezza di una massa di manovra poco avvezza a proteste di piazza reiterate, sta di fatto che il flash mob convocato ieri sui social dal Pd è stato piuttosto un flash flop: meno di trecento persone intorno al monumento di piazza Carignano e una specie di picchetto davanti al portone del Palazzo guidato col megafono da una delle madamine. Lo stratagemma banale di convocarsi in mezzo alla folla dello shopping del sabato per sembrare di più funziona poco perchè il passeggio fluisce ininterrotto tra il Palazzo e il monumento senza mostrare particolare interesse mentre altra gente sta in attesa di entrare al teatro. Qualche cartello, qualche bandiera assortita, ma non vedo segni evidenti di presenza di Lega, Fratelli d’Italia e fratelli fascisti (Casa Pound, Fuan, Forza Nuova) dei primi appuntamenti.

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Movimento No Tav. “Chiudere il cantiere e via i militari!”

   

Il punto della situazione in conferenza stampa Tutti i temi attuali: governo, prefetti, Foietta, Francia. Si annuncia una manifestazione nazionale a Roma il 23 marzo. Il video della conferenza stampa.

di Fabrizio Salmoni

E’ la prima e più forte richiesta del Movimento al governo esposta in conferenza stampa questa mattina nella sede di Pro Natura. L’analisi costi e benefici conferma quanto diciamo da più di venti anni: il tav è inutile, è uno spreco di soldi pubblici. Gli italiani dovranno essere grati alla Val Susa se quest’opera verrà fermata“.

La situazione politica contingente è tale da permettere solo un moderato ottimismo sul futuro della vicenda Tav anche perchè, ribadiscono, la fiducia in questo governo è al minimo visto come sono stati liquidati Tap e Terzo Valico. “Questo è un governo meno ostile di tutti quelli che l’hanno preceduto” dice Alberto Perinoma teniamo alta la guardia nel caso venisse comodo lasciar cadere il governo per far posto ad un altro, di destra e di nuovo asservito alle lobby industriali e agli interessi clientelari dei partiti. Tutta questa esitazione puzza. Si sbaracchi il cantiere e finiamola con questa brutta storia! Se no, sappiano che ci troveranno di fronte per altri venti anni!”.

Per ribadire e rinforzare il concetto i No Tav stanno preparando insieme a tutti i protagonisti delle lotte sociali nel Paese una grande manifestazione a Roma per il 23 Marzo contro tutte le grandi opere imposte. Lo annuncia Lele Rizzo che aggiunge la battuta sarcastica per il Commissario di governo Foietta, da oggi decaduto dalla carica (non senza spargere gli ultimi veleni): “E’ l’unico posto di lavoro perduto per cui non ci rammarichiamo“. E il benservito è dato. “Ora vogliamo che tocchi la stessa sorte a Virano“. Leggi il resto dell’articolo

Tav, la chiave di tutti gli inganni

   

Lo scontro sul Tav rivela la natura del sistema: capitalismo parassitario, clientelismo, informazione malata, corruzione. Gli industriali e le corporazioni puntano alla caduta del governo, a far fallire l’esperimento Cinque Stelle prima che si decida la sospensione dell’opera.

di Fabrizio Salmoni

I valsusini l’hanno sempre detto: il Tav non è un problema della Val Susa, sul Tav si giocano i governi e il sistema stesso delle grandi opere e mai come oggi l’Italia può rendersene conto.

Perchè Tav vuol dire linfa vitale per un capitalismo parassitario che non vive di innovazione, investimenti e competizione ma di grandi commesse pubbliche, vuol dire alimento per flussi enormi di tangenti e fondi neri, vuol dire foraggiamento permanente del sistema clientelare dei vecchi partiti, vuol dire soffocamento della democrazia nelle aree direttamente interessate con l’imposizione di leggi-obiettivo e militarizzazione in caso di dissenso, con l’adozione di ogni mezzo e trucco (vedi falsi Osservatori “tecnici”, vedi entità-fantoccio come le madamine) per nascondere i veri interessi e la natura perversa del sistema.

Nell’attuale fase dello scontro sulla Torino-Lione, più ancora che su Tap, Terzo Valico o altre opere, c’è in gioco la sopravvivenza di tutto quello. Leggi il resto dell’articolo

L’Ondina Si Tav è la maggioranza silenziosa di sempre

Mezzo flop della manifestazione pro Tav. Ma il peggio non sono i numeri, è la qualità di quella folla.

di Fabrizio Salmoni

Giornata campale per le forze del Tav. Dopo due settimane di una campagna mediatica senza precedenti negli ultimi quarant’anni, i promotori davano i numeri già prima dell’oggi fatidico: la seconda “marcia dei quarantamila”, 100.000 adesioni sui due appelli postati in rete, quello delle “sette bellezze” sedicenti apartitiche e quello dell’ex Forza Italia Giachino (quello che vaneggia di Via della Seta...), attese almeno 40.000 persone, no: 50.000, e via sognando a occhi aperti. Si elencavano le adesioni: naturalmente tutte le sigle degli industriali, i partiti sconfitti alle elezioni (più la Lega) le corporazioni cittadine, il sindacatino trilaterale degli edili, l’ordine degli architetti contestato da dentro e da fuori per la scelta pro Tav, e poco d’altro. Niente Università, niente Cgil-Fiom, niente Ordine degli Ingegneri, niente tanti altri.

Siamo andati a vedere e l’Onda si è rivelata nel suo bluff, un bluff che continua sulle pagine web de La Stampa con numeri prevedibilmente falsi (30.000) e titoli trionfali. State tranquilli, non è cosi. Quella mezza piazza piena è stata da sempre omologata per 5/6000 persone. C’era poi un ricambio continuo dalle tre vie principali, molti sembravano arrivare, fermarsi dieci minuti (c’era un pessimo audio, incomprensibile se non si andava sotto il palco) e continuare la passeggiata per una valutazione di altri 2/3000 per un’ora di manifestazione (da non confondere con il pubblico sgranocchiante di Cioccolatò che debordava sulla piazza). Un totale approssimativo quindi di meno di 10.000 persone. Si può definire un mezzo flop? Vedete voi. Leggi il resto dell’articolo

Tav. Fermare la restaurazione dei potenti per fermare l’Opera

Furibonda campagna di Stampa e Repubblica per scatenare il più grande scontro sociale dall’occupazione della Fiat del 1980. Ora bisogna lavorare perchè l’esito sia diverso.

di Fabrizio Salmoni

Chi non l’aveva capito, forse ora potrà capire: il Tav è la madre di tutte le battaglie. Perchè è il simbolo a cui si aggrappa una classe dirigente in via di estinzione, perchè è il simbolo di un modello di sviluppo per un capitalismo straccione che non investe di suo ma vive di soldi pubblici elargiti da partiti complici, perchè   nelle modalità in cui è stato concepito e imposto (project financing e militarizzazione) è la negazione della democrazia partecipata, e infine perchè è la più grande truffa ordita contro i portafogli di TUTTI gli italiani (un’opera che sarà comunque sempre in perdita per le spese enormi di una manutenzione infinita). Per non parlare della devastazione ambientale e dei costi sociali che si prospetterebbero.

Sulla Torino-Lione, dopo l’approvazione in consiglio comunale dell’OdG che chiede al governo di fermarla, si stanno ammassando truppe per scatenare il più grande scontro sociale dopo l’occupazione della Fiat del 1980. E sarà bene non farlo finire allo stesso modo. Leggi il resto dell’articolo

TAV. La Città di Torino chiede al governo di sospendere l’Opera

La posta in gioco è un nuovo modello di sviluppo. Ora i poteri piemontesi e i vecchi partiti preparano lo scontro sociale.

di Fabrizio Salmoni

I nodi prima o poi vengono al pettine. L’approvazione (21 voti M5S + Artesio Sinistra Unita + Montalbano indipendente) da parte del consiglio comunale di Torino dell’Ordine del Giorno che chiede al governo di sospendere i lavori della Torino-Lione a Chiomonte, di esonerare il Commissario Foietta (nominato da Renzi) e il dg di Telt Mario Virano, di destinare i fondi del Tav a infrastrutture utili per la mobilità e la sicurezza del territorio, checchè ne dicano i favorevoli al Tav sottolinea un nodo cruciale della fase politica locale e nazionale. Quel nodo si chiama Grandi Opere e, in particolare per importanza, enormità del malloppo disponibile e cruda rappresentazione degli interessi e delle forze in campo, si chiama Tav.

Più della manovra economica, che si può arrangiare con qualche formula burocratica o con la sottile dilatazione dei tempi, le Grandi Opere rivelano in modo sempre più evidente che la posta in gioco è il modello di sviluppo. Leggi il resto dell’articolo