Un attacco alla democrazia

Un attacco alla democrazia

Venerdi notte in Val di Susa le prove di un regime di partiti corrotti per contenere con la forza la rabbia montante  dell’Italia. Violenze sui fermati e molestie sessuali. Si prepara la manifestazione del 27.

Dalle notizie e dalle numerose testimonianze che stiamo raccogliendo su quanto accaduto la notte scorsa intorno al cantiere Tav di Chiomonte sta emergendo un quadro più che allarmante: sono sette i fermati, decine i feriti che ancora giacciono intorno al presidio di Venaus trasformato in ospedale da campo (“Sembra di essere in un ospedale della prima guerra mondiale” ci dicono), più di un centinaio gli identificati preventivamente e un caso di  molestie sessuali a una fermata. Più i soliti finti “feriti” tra le forze dell’ordine che, vista la cronaca dei fatti, non possono certo essere stati colpiti dai dimostranti, tutt’alpiù si sono incespicati nel bosco e useranno le prognosi per attribuire lesioni ai fermati. Niente di nuovo. Quello che c’è di nuovo è che si è cercato il morto da parte della polizia sotto gli occhi dei due procuratori che gestiscono quasi tutti i processi ai no tav (avranno visto tutto?). E’ stata evidentemente preparata una vendetta per le azioni notturne, fastidiose mediaticamente parlando ma innocue per le persone, per le quali non c’erano stati arresti. Tutta qui la novità: bisognava dare una lezione e per farlo i reparti-killer hanno chiuso i manifestanti da Giaglione in una morsa uscendo inaspettatamente dallo svincolo autostradale Leggi il resto dell’articolo

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Resistenza senza barriere

Aperto un fondo di documentazione che sancisce l’unità dei valori della Resistenza a quelli del Movimento NoTav della Val Susa.

 BALMAFOL-RESISTE-2013Con un notevole atto di coraggio politico e culturale, visti i tempi, l’Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza “Giorgio Agosti” di Torino (via del Carmine 13, tel. 011.4380090, info@istoreto.it) ha istituito un fondo di documentazione sul Movimento No Tav in Val di Susa.

Il fondo comprende ogni tipo di supporto, cartaceo e digitale, dai volantini ai poster, alle locandine, ai dvd, ecc. D’ora in poi quindi, chi vorrà, potrà contribuire ad ampliare la raccolta di materiali con una donazione all’Istituto.

Superfluo soffermarsi sul valore politico dell’iniziativa che associa direttamente la Resistenza storica contro il nazifascismo alla resistenza popolare dei valsusini contro la speculazione, la devastazione del territorio, la mafia e l’occupazione militare. Un’occasione in più per contribuire a rinnovare il dibattito sulle Nuove Resistenze e, perchè no, ad assecondare il ricambio generazionale in un’ Anpi areanta da tempo nelle paludi della retorica istituzionale e in mano a una dirigenza pavida o sottomessa al Pd. Leggi il resto dell’articolo