Sinistra. Superare l’equivoco per andare avanti

L’equivoco è l’affannosa ricerca di una sinistra che non c’è. Le vicende politiche degli ultimi dodici mesi dovrebbero aver fatto chiarezza.

di Fabrizio Salmoni

C’è un equivoco che corre per tutta Italia (e non solo), che non riguarda solo le scadenze elettorali. Anzi ce n’è più di uno. Il grido di dolore che si leva dai media è: dov’è la sinistra, dove va la sinistra, cosa fa la sinistra, intendendo con quell’appellativo tutta quella che si autoqualifica sinistra istituzionale. Interrogativi e richiami accorati che in realtà, qui sta il secondo equivoco, sono rivolti sostanzialmente al Pd.

Noi cittadini ci facciamo sempre un po’ intortare dai media, talvolta ci facciamo coinvolgere in sterili dibattiti e ci preoccupiamo persino. A mente lucida e scevra da condizionamenti, da sensi di appartenenza, da retaggi remoti, dovremmo metterci in grado di vedere la dura realtà e ragionare per metterci l’animo in pace: quella sinistra non esiste più. Non ce n’è traccia. E non c’è bisogno di risalire a Renzi, è ben da prima. Ma restiamo all’oggi.

Ciò che si è già detto di Zingaretti dovrebbe bastare: la prima cosa che fa da neosegretario è venire a Torino per sostenere il Tav e il “vecchio che avanza” Chiamparino, che vuol dire industriali, commercianti, costruttori e banche, non proprio simboli di progresso sociale se non quello che fa comodo a loro; la seconda è di riciclare nell’apparato Leggi il resto dell’articolo

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Oggetto sconosciuto su Malpensa

Scalo in allarme per un’ora, voli dirottati. Dopo Gatwick e Heathrow tocca al maggiore aeroporto del nord Italia subire un’incursione che lascia molti interrogativi. I media banalizzano grossolanamente. Le risposte dovrebbero competere all’Enac e ai ministeri di Difesa, Interno, Infrastrutture. Ma nessuno fa loro domande. Clamoroso seguito all’evento: una straordinaria danza di luci sopra Linate (video in fondo).

 di Fabrizio Salmoni

Sono state le piccole testate locali a diffondere la notizia dell’ennesima “intrusione” di oggetti non identificati su un aeroporto europeo, in questo caso del nostro Malpensa. Dopo i casi di Gatwick (22 dicembre 2018) e Heathrow (8 gennaio 2019), bloccati per ore, anche ripetutamente, per due giorni dalla presenza nello spazio di servizio di presunti “droni” mai altrimenti identificati (v. https://mavericknews.wordpress.com/2018/12/22/incidente-a-gatwick-aeroporto-bloccato-da-droni/ , e https://mavericknews.wordpress.com/2019/01/09/droni-britannici-dopo-gatwick-tocca-a-heathrow/ ), l’inspiegabile sequenza è continuata qui da noi.

Verso le ore 19 di domenica 3 marzo, un oggetto luminoso è stato segnalato “ad altitudine non autorizzata” a circa 5 km dalla torre di controllo al limite di una delle piste di atterraggio quindi in posizione di minacciare seriamente la sicurezza dei voli e costringendo l’autorità aeroportuale a dirottarne diversi (sette o trenta a seconda delle testimonianze. Più plausibile la seconda ipotesi sulla base dell’intensità giornaliera di traffico).

L’intruso luminoso si è poi spento scomparendo anche dai radar senza essere stato disturbato da alcuna misura di sicurezza. A traino delle varie testate locali online che hanno registrato l’accaduto sono arrivate le testatone online a fornire versioni banali e tranquillizzanti le cui contraddizioni hanno servito l’effetto opposto indicando Leggi il resto dell’articolo

Bernie Sanders. Un mondo diverso

Un ritratto del candidato presidenziale che dà nuove speranze agli americani. Il racconto della campagna 2016 da chi l’ha vissuta direttamente.

di Patrizia Antonicelli *

Bernie apre il cuore, fa sorridere, da’ il senso che con lui ce la si fa. Si può parlargli senza timore perché e’ uno di noi!

Anche nel 2016, come oggi, si sentiva il bisogno di qualcosa di positivo. La caduta di Obama dal pilastro dell’eroe senza macchia e dal sorriso strappacuori e le nefandezze di Hillary, prima e durante, avevano tolto ogni speranza che il Partito Democratico avrebbe potuto riprendere   una qualche dignita’ ed avviarsi in una nuova campagna dove questo vecchietto sembrava tremendamente fuori luogo. Una situazione senza speranze nel clima depressivo e pieno di ansieta’ pre elezioni, che dura un’infinita’ di tempo e logora chi agisce e chi segue.

Oggi non e’ meglio, un panorama dove tutto e tutti dicono un’accozzaglia di cose in gran parte false. Dire di SI significa per gli insider dire NO. Ma Bernie e’ ancora Bernie, migliorato, organizzato, fedele ai suoi punti di forza: la sua Jane e i collaboratori, e i 27 dollari di contributi alla campagna.

Qui da noi, purtroppo, e’ forse peggio, anzi tutto e’ rafforzato dagli attacchi morali e fisici, politici e mediatici buttati li’ alla rinfusa, calunnie, qualcosa si acchiappa prima o poi. La nostra informazione e’ molto, ma molto peggio perche’ e’ urlata, rancorosa,non c’e’ molta professionalita’, è volgare e troppo personale. Negli USA, devo ammetterlo, c’e’ una gran professionalita’ anche nel dire bugie, preparazione, intelligenza, nel Male e nel Bene. Poi ci sono alcune eccellenze. Ma Bernie e’ emerso dalla confusione della classica politica tra potenti che sanno dove vogliono arrivare anche se pretendono di odiarsi. Una tempra d’acciaio dal sorriso dolce. Leggi il resto dell’articolo

Si Tav. Flashflop del flashmob di Pd e madamine

Meno di trecento persone tra apparato Pd, anziani borghesi e personaggi della politica. Trenini e slogan. Lega non visibile.

di Fabrizio Salmoni

Che sia stata la presa di posizione di Conte contro la Torino-Lione a far crollare il morale delle masse Si Tav o una più generale stanchezza di una massa di manovra poco avvezza a proteste di piazza reiterate, sta di fatto che il flash mob convocato ieri sui social dal Pd è stato piuttosto un flash flop: meno di trecento persone intorno al monumento di piazza Carignano e una specie di picchetto davanti al portone del Palazzo guidato col megafono da una delle madamine. Lo stratagemma banale di convocarsi in mezzo alla folla dello shopping del sabato per sembrare di più funziona poco perchè il passeggio fluisce ininterrotto tra il Palazzo e il monumento senza mostrare particolare interesse mentre altra gente sta in attesa di entrare al teatro. Qualche cartello, qualche bandiera assortita, ma non vedo segni evidenti di presenza di Lega, Fratelli d’Italia e fratelli fascisti (Casa Pound, Fuan, Forza Nuova) dei primi appuntamenti.

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Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili. Roma 23 marzo

Non serve il governo del cambiamento, serve un cambiamento radicale

Chi siamo
Siamo i comitati, i movimenti, le associazioni e i singoli che da anni si battono contro le grandi opere inutili e imposte e per l’inizio di una nuova mobilitazione contro i cambiamenti climatici e per la salvaguardia del Pianeta. Abbiamo iniziato questo percorso diversi mesi fa, ritrovandoci a Venezia lo scorso settembre, poi ancora a Venaus, in Val Susa e in molti altri luoghi, da nord a sud, dando vita ad assemblee che hanno raccolto migliaia di partecipazioni. Siamo le donne e gli uomini scesi in Piazza lo scorso 8 dicembre a Torino, a Padova, Melendugno, Niscemi, Firenze, Sulmona, Venosa, Trebisacce e in altri luoghi.
Dall’assemblea di Roma del 26 gennaio lanciamo l’invito di ritrovarsi a Roma il 23 Marzo per una manifestazione nazionale che sappia mettere al centro le vere priorità del paese e la salute del Pianeta.

Grandi opere e cambiamento climatico
Il modello di sviluppo legato alle Grandi Opere inutili e imposte non è solo sinonimo, come denunciamo da anni, di spreco di risorse pubbliche, di corruzione, di devastazione e saccheggio dei nostri territori, di danni alla salute, ma è anche l’incarnazione di un modello di sviluppo che ci sta portando sul baratro della catastrofe ecologica.
Il cambiamento climatico è uscito da libri e documentari ed è venuto a bussare direttamente alla porta di casa nostra.
Nel nostro paese questa situazione globale si declina in modo drammatico. La mancanza di manutenzione delle infrastrutture, la corruzione e la cementificazione selvaggia seminano morti e feriti a ogni temporale, a ogni ondata di maltempo, a ogni terremoto.
Il cosiddetto “governo del cambiamento“ si è rivelato essere in continuità con tutti i precedenti, non volendo cambiare ciò che c’è di più urgente: un modello economico predatorio, fatto per riempire le tasche di pochi e condannare il resto del mondo a una fine certa. Le decisioni degli ultimi mesi parlano chiaro.
Mentre ancora si tergiversa sull’analisi costi benefici del TAV in Val di Susa, il governo ha fatto una imbarazzante retromarcia su tutte le altre grandi opere devastanti sul territorio nazionale: il TAV terzo Valico, il TAP e la rete SNAM, le Grandi Navi a Venezia, il MOSE, l’ILVA a Taranto, il MUOS in Sicilia, la Pedemontana Veneta, oltre al al tira e molla sul petrolio e le trivellazioni , con rischio di esiti catastrofici nello Ionio, in Adriatico, in Basilicata ed in Sicilia. Leggi il resto dell’articolo

Politica e X Files. Il progresso negato

Come si coniuga la politica agli X Files? Capendone le connessioni. Come quella tra avanzamento scientifico e potere. Un breve studio che invita ad ampliare la propria visuale sulla realtà a costo di farsi qualche problema in più.

di Fabrizio Salmoni

Ho un’auto diesel euro 5 vecchia di sette anni con una prossima prospettiva di rottamazione, un problemino comune a chissà quanti altri. La tendenza veicolata in pubblicità dalle imprese dell’automotive e dalle sirene ambientaliste sembra essere quella dei modelli “ibridi”: gas/benzina, elettricità/benzina, questi ultimi in pole. Le prime informazioni danno notizie confortanti su consumo e inquinamento ma schiudono anche scenari di qualche perplessità: sembra che ci si stia orientando a disseminare le strade o le aree di servizio di colonnine di ricarica, tipo quelle delle auto pubbliche elettriche già in uso in varie città. L’auto elettrica impone la questione dello smaltimento finale degli accumulatori. Dove si metteranno? Si aggiungeranno alla plastica nei mari e alle scorie nucleari seppellite, se va bene in qualche bunker sotterraneo, e dovranno tutte prima o poi essere spedite in orbita? Sono meglio le batterie dei carburanti biodiesel o dei motori all’idrogeno ( conosco qualcuno che si è fatto installare un po’ clandestinamente – non è omologato – un motore all’idrogeno e ne è entusiasta)?

Tutto il resto del mercato “green”, dal pellet da riscaldamento agli elettrodomestici, agli immobili, ai pannelli solari, ai materiali ecologici per le nuove case e accessori di vario tipo, è da anni prodotto e marketizzato con i suoi notevoli margini di profitto. L’energia eolica fornisce alcune quote ed è utilizzata soprattutto nel nord Europa e nei paesi anglosassoni.

Ciononostante, secondo il parere degli scienziati del clima, l’inquinamento globale sta peggiorando e si prevede un punto di crisi di non-ritorno tra 2030 e 2050.

A leggere, siamo tutti molto ambientalisti e cerchiamo di fare del nostro meglio sulle piccole cose (vedi la raccolta differenziata) sebbene la quotidianità e le comodità ci facciano sovente uscire di strada.

Ma guardiamo più lontano delle nostre contraddizioni. Se con l’auto elettrica saremo permanentemente impegnati a ricaricare le batterie con la stessa frequenza con cui facciamo rifornimento di carburante, ci sarà probabilmente un aumento dei consumi di energia e quindi di petrolio. Forse dunque inquineremo un pochino meno l’aria che respiriamo ma saremo ancora più dipendenti dalle fonti fossili. Poco cambierà per l'”ambiente e per tutti noi che continueremo a ingrassare produttori di auto e industria petrolifera. Poco o niente cambierebbe in materia di sostenibilità. Del resto Trump non ha deciso di rinnovare l’estrazione del carbone? Dove sta il progresso?

 Risulta che sia altrove. Le voci che filtrano dalla comunità scientifica “privata” o da ambienti militari d’oltreoceano raccontano di linee di frontiera della ricerca varcate da decenni e di traguardi raggiunti quasi incredibili.   L’argomento è stato toccato recentemente dall’inserto Tuttoscienze de La Stampa riferendosi a leaks (“soffiate”) da fonti del Pentagono corredate da commenti di questo tenore:”Ciò che un tempo era fantascienza ora è un solido fatto scientifico” (1). Nell’articolo si legge di 38 files ottenuti tramite FOIA (Freedom of Information Act) da un’organizzazione scientifica indipendente nei quali si parla di “wormholes e stargates” per muoversi nello spazio-tempo, di invisibilità connessa alle proprietà dell’ottica quantistica, di warp drive. Leggi il resto dell’articolo

Comunicato Anpi sez. Nizza Lingotto Millefonti Filadelfia di Torino. Mattarella e giorno del ricordo

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Ente Morale con D.L. 224 del 5 aprile 1945
Sezione “Giacomo Perotti MAVM – Alberto Appendino” Nizza Lingotto Millefonti Filadelfia (Torino)
c/o Circolo Mario Dravelli, Strada Praciosa 11, Moncalieri (To) – anpinizzalingotto@gmail.com
alla c.a. del Comitato ANPI Nazionale
alla c.a. del Comitato ANPI Regionale del Piemonte
alla c.a. del Comitato ANPI Provinciale di Torino

Torino, 13 febbraio 2019
Il Comitato di Sezione Nizza Lingotto esprime profondo sconcerto per il discorso che il Presidente
della Repubblica Sergio Mattarella ha pronunciato il 9/02/2019 in occasione del Giorno del Ricordo.
Discorso apertamente politico in senso anticomunista e nazionalista, che rovescia le responsabilità
storiche di quanto avvenuto sul confine orientale, facendo sua la tesi di “italiani brava gente”, negando
quindi che i drammi che le popolazioni di lingua e cultura italiana hanno subito con la fine della seconda
guerra mondiale, sono conseguenza diretta delle politiche razziali che il governo italiano aveva
precedentemente perpetrato contro le minoranze slave in Dalmazia, Istria e Venezia Giulia, politiche
che hanno avuto la loro massima espressione nei campi di sterminio della Risiera di San Sabba e
dell’isola di Arbe.
Il Presidente della Repubblica si rende in questo modo complice di quell’operazione politicoculturale
iniziata dai neofascisti di AN e portata a compimento con la Legge 92/04, che vorrebbe
equiparare i morti di entrambi gli schieramenti, dimenticando chi era dalla parte della ferocia
nazifascista e chi questa ferocia la combatteva, e che vorrebbe insinuare l’idea che ci sia una
resistenza buona ed una cattiva, per finire col criminalizzare il partigianato di orientamento comunista.
Dichiarare che i partigiani comunisti jugoslavi non hanno agito per “ritorsione contro i torti del
fascismo…… ma per un odio, che era insieme ideologico, etnico e sociale”, vuole dire conoscere la
storia di questa parte Europa in modo superficiale, vuole dire sopratutto dimenticare le enormi
responsabilità che ebbe l’Italia fascista, a partire dai gerarchi fino alla gente comune, che tacque e girò
la testa dall’altra parte.
Il Comitato di Sezione Nizza Lingotto chiede che gli organi dirigenti della nostra associazione inizino
un percorso che faccia piena luce su quanto accadde sul confine orientale e, contemporaneamente,
chieda l’abolizione della Legge 92/04.

Il Comitato di Sezione ANPI Nizza Lingotto di Torino

Movimento No Tav. “Chiudere il cantiere e via i militari!”

   

Il punto della situazione in conferenza stampa Tutti i temi attuali: governo, prefetti, Foietta, Francia. Si annuncia una manifestazione nazionale a Roma il 23 marzo. Il video della conferenza stampa.

di Fabrizio Salmoni

E’ la prima e più forte richiesta del Movimento al governo esposta in conferenza stampa questa mattina nella sede di Pro Natura. L’analisi costi e benefici conferma quanto diciamo da più di venti anni: il tav è inutile, è uno spreco di soldi pubblici. Gli italiani dovranno essere grati alla Val Susa se quest’opera verrà fermata“.

La situazione politica contingente è tale da permettere solo un moderato ottimismo sul futuro della vicenda Tav anche perchè, ribadiscono, la fiducia in questo governo è al minimo visto come sono stati liquidati Tap e Terzo Valico. “Questo è un governo meno ostile di tutti quelli che l’hanno preceduto” dice Alberto Perinoma teniamo alta la guardia nel caso venisse comodo lasciar cadere il governo per far posto ad un altro, di destra e di nuovo asservito alle lobby industriali e agli interessi clientelari dei partiti. Tutta questa esitazione puzza. Si sbaracchi il cantiere e finiamola con questa brutta storia! Se no, sappiano che ci troveranno di fronte per altri venti anni!”.

Per ribadire e rinforzare il concetto i No Tav stanno preparando insieme a tutti i protagonisti delle lotte sociali nel Paese una grande manifestazione a Roma per il 23 Marzo contro tutte le grandi opere imposte. Lo annuncia Lele Rizzo che aggiunge la battuta sarcastica per il Commissario di governo Foietta, da oggi decaduto dalla carica (non senza spargere gli ultimi veleni): “E’ l’unico posto di lavoro perduto per cui non ci rammarichiamo“. E il benservito è dato. “Ora vogliamo che tocchi la stessa sorte a Virano“. Leggi il resto dell’articolo

Anpi Grugliasco. Un impegno senza fine

di Fabrizio Salmoni

Vita non facile per una sezione Anpi che si misura quotidianamente con i temi delle odierne “resistenze”. La sezione di Grugliasco non è sola in questo lavoro di costante osservazione critica delle lotte sociali. Diverse altre nel torinese rinnovano un lavoro di coniugazione della memoria con l’attualità e per questo viaggiano sempre su un sottile filo di tolleranza da parte di un corpaccione Anpi “vecchio” e legato ancora per nostalgiche appartenenze a un Pd che per le politiche sociali dei suoi governi e per essersi ritrovato in piazza Castello con Forza Italia e i fascisti di Fuan e Forza Nuova per chiedere il Tav, ha messo seriamente in discussione la sua posizione nella sinistra e la sua anima antifascista.

Oggi, all’incontro pubblico di Grugliasco c’erano tre generazioni di resistenti: l’ultimo partigiano Albino Zucchetto, reduci dell’antifascismo militante degli anni Settanta, giovani No Tav, nuovi immigrati e quattro torinesi tornati da un’esperienza di guerra anti-Isis nella brigata internazionale del Ypg curdo. A loro è andata la tessera onoraria della Leggi il resto dell’articolo

Tav, la chiave di tutti gli inganni

   

Lo scontro sul Tav rivela la natura del sistema: capitalismo parassitario, clientelismo, informazione malata, corruzione. Gli industriali e le corporazioni puntano alla caduta del governo, a far fallire l’esperimento Cinque Stelle prima che si decida la sospensione dell’opera.

di Fabrizio Salmoni

I valsusini l’hanno sempre detto: il Tav non è un problema della Val Susa, sul Tav si giocano i governi e il sistema stesso delle grandi opere e mai come oggi l’Italia può rendersene conto.

Perchè Tav vuol dire linfa vitale per un capitalismo parassitario che non vive di innovazione, investimenti e competizione ma di grandi commesse pubbliche, vuol dire alimento per flussi enormi di tangenti e fondi neri, vuol dire foraggiamento permanente del sistema clientelare dei vecchi partiti, vuol dire soffocamento della democrazia nelle aree direttamente interessate con l’imposizione di leggi-obiettivo e militarizzazione in caso di dissenso, con l’adozione di ogni mezzo e trucco (vedi falsi Osservatori “tecnici”, vedi entità-fantoccio come le madamine) per nascondere i veri interessi e la natura perversa del sistema.

Nell’attuale fase dello scontro sulla Torino-Lione, più ancora che su Tap, Terzo Valico o altre opere, c’è in gioco la sopravvivenza di tutto quello. Leggi il resto dell’articolo