Il dovere di non collaborare. Storie e idee dalla Resistenza alla nonviolenza.

di Pietro Polito

con prefazione di Paolo Borgna

Ed. Seb 27 – € 15

 

di Fabrizio Salmoni

Ho letto con grande commozione questo lavoro di riflessione di Pietro Polito (che io chiamo affettuosamente “vice-Bobbio” perchè ha assistito il filosofo torinese nei suoi ultimi anni curandone il trasferimento dell’archivio personale al Centro Studi Piero Gobetti di cui è attualmente direttore) perchè coinvolge un numero di persone che ho avuto la fortuna di conoscere o frequentare fin dagli anni della mia infanzia e adolescenza. Oltre a una in particolare, Bianca Guidetti Serra che è mia mamma. Mi riferisco soprattutto alla famiglia Gobetti con cui sono cresciuto e che considero la mia seconda famiglia “storica”. Bobbio, Antonicelli, Galante Garrone come anche Giorgio Agosti, Massimo Mila e tanti altri sono state presenze costanti nell’ambiente partigiano in cui mi sono formato, persone che, senza neanche accorgermene, ho ammirato e, perchè no, amato perchè erano un tutt’uno con la mia famiglia, di fatto una famiglia “estesa”. Da loro ho saputo e capito precocemente cos’erano stati il fascismo e la Resistenza, da loro ho assorbito anche indirettamente idee, principi, ragionamenti, comportamenti. Quanto io sia stato capace di interpretarli non so dirlo ma so che un libro come questo , pur nella sua ardita impostazione, ne celebra in qualche misura pensiero e azione. E ci fa sentire la loro mancanza come figure-guida da prendere a esempio e riferimento nella confusione dominante dell’oggi, sempre più difficile da interpretare e da vivere con coerenza. Leggi il resto dell’articolo

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Atlantide su Ustica. Una puntata poco utile

Una puntata di Atlantide su La7 annunciata come risolutiva in realtà non scioglie il nodo principale: contro chi/cosa fu sparato il missile che abbattè il Dc9 Itavia?

di Fabrizio Salmoni

E’ abbastanza incomprensibile che sia stata dedicata un’intera puntata di quasi due ore della serie Atlantide a cura di Andrea Purgatori per presunte “rivelazioni” sull’incidente di Ustica del 27 giugno 1980. Rivelazioni che hanno aggiunto in realtà molto poco a quanto già si sa o realisticamente si deduce dalle inchieste finora condotte.

Ricordiamo innanzitutto che Purgatori è il giornalista che grazie a particolare intuito e a una buona testardaggine scopri gli intrighi che stavano dietro all’insabbiamento del caso Ustica, immediatamente dopo l’incidente. La sua inchiesta fu tradotta nel film Il Muro di Gomma di Marco Risi di cui lo stesso Purgatori fu sceneggiatore. Un film per cosi dire “autobiografico” che documenta tutti i passi dell’investigazione che portò all’incriminazione e alla condanna in primo grado di quattro generali per alto tradimento, per aver trattenuto informazioni cruciali sull’accaduto. Leggi il resto dell’articolo

12 e 15 Dicembre 1969. Per non dimenticare Pinelli e la strage di Stato

Avevamo ragione. Quella ragione che non si può ancora ammettere, pena la delegittimazione del sistema. Oggi sappiamo quasi tutto anche se la verità giudiziaria rimane negata con l’ultima archiviazione del 2013.

di Fabrizio Salmoni. Foto di Bruno Marro

Ci sono date che hanno cambiato la vita a molti di noi. Qualcuno dice che la strage a piazza Fontana ci ha traghettato dall’età dell’innocenza alla consapevolezza. E’ stato vero per quelli che erano più giovani. Per gli altri forse non è stato proprio cosi: avevano già vissuto le trame dei Carabinieri di De Lorenzo e avrebbero dovuto subito mettere in guardia sulle degenerazioni del Potere. Non tutti l’hanno fatto. Tanti hanno avuto paura e si sono ritratti. Ma altrettanti di noi sono stati spinti ad un impegno maggiore e più maturo.

 

Ieri a Milano si è commemorata la memoria di quei morti, di Pinelli, di Valpreda con due cortei, uno istituzionale con Pd, sindacati, Anpi da piazza della Scala; l’altro, autonomo, da piazza Fontana a piazza Santo Stefano per scoprire la lapide restaurata a Zibecchi e Varalli, martiri delle giornate antifasciste dell’aprile 1975. Peccato aver dimenticato Saverio Saltarelli, ucciso dalla polizia nel primo anniversario della strage. Leggi il resto dell’articolo

Processo Numa vs. Maverick. Terzo round

L’udienza di oggi era imperniata sulle deposizioni dei testi a difesa. L’avv. Danilo Ghia ha riassunto la vicenda del caso Alessio/Lupi da cui è evidente l’uso da parte di Numa dello pseudonimo Alessio per le pressioni volte a far dichiarare a Lupi che le sue ferite non erano state causate da un candelotto di lacrimogeno sparatogli in faccia da distanza ravvicinata. Ghia ha poi sostanzialmente confermato il report del processo fatto dal sottoscritto nell’articolo “incriminato”. Leggi il resto dell’articolo

Giaglione. La mancia dei poveri

Un consiglio comunale esemplare nel descrivere la dipendenza dalle pressioni della lobby del Tav sulle comunità locali.

di Fabrizio Salmoni

Serata buia e gelida il 20 Novembre scorso a Giaglione, avamposto simultaneamente dei No Tav verso il cantiere e dei Si Tav che nelle ultime elezioni hanno ottenuto la maggioranza. Il sindaco Ezio Paini, comunista rifondatore in origine, nel 2014 ha fatto un salto mortale all’indietro ed è rientrato, in controtendenza rispetto ai 23 comuni della Bassa Valle, nell’Osservatorio tecnico senza delibera di consiglio. Nel 2012 aveva fatto smantellare il locale presidio No Tav e Rifondazione gli aveva ritirato la tessera. Viene poi riconfermato sindaco da un corpo sociale in buona parte legato storicamente per mero interesse pecuniario e di sopravvivenza quotidiana alle ditte che governano le grandi opere devastanti il territorio: prima solo Sitaf e Sitalfa poi Ltf e Telt (il consorzio franco-italiano che guida la realizzazione della Torino-Lione). Leggi il resto dell’articolo

Processo Numa vs. Maverick. Secondo round

 

Si è tenuta questa mattina la seconda udienza del processo intentato da Massimo Numa, il cronista de La Stampa BEN NOTO per i suoi articoli velenosi sulle lotte sociali, contro il sottoscritto per averlo definito “famigerato” in un articolo di cronaca giudiziaria del 2013.

Dopo l’ammissione delle prove è stata data la parola al querelante perchè spiegasse le ragioni del suo sentirsi diffamato. Questi si è lanciato nella descrizione di uno scenario di persecuzioni da parte di ogni sorta di No Tav e antagonisti di cui Maverick non sarebbe che un portavoce o una sorta di moltiplicatore su web di quella persecuzione che lo costringerebbe ad avere una scorta di polizia e a vivere una vita infelice. Leggi il resto dell’articolo

Il Fondo No Tav al Centro Studi Piero Gobetti

 

La documentazione recuperata dall’Istoreto dopo anni di ostruzionismo è stata adottata dal Centro Studi che già custodisce le carte di Piero e Ada Gobetti e gli archivi Bobbio, Galante Garrone, Guidetti Serra. Verrà catalogata e messa a disposizione del pubblico. Le indicazioni per implementare la raccolta dei materiali.

di Fabrizio Salmoni

Si è risolta dopo anni di polemiche e grazie a un intervento di mediazione legale la sorte del Fondo di documentazione del Movimento No Tav assemblato dal sottoscritto e affidato in prima battuta all’Istituto Storico della Resistenza di Torino (Istoreto) con accordi verbali basati su un rapporto di fiducia e collaborazione di decenni con la famiglia Guidetti Serra/Salmoni.

Vale la pena, per i posteri, di fare un brevissimo riassunto degli accadimenti che hanno rallentato i tempi di disponibilità della documentazione. Leggi il resto dell’articolo

Val Susa. Le fiamme e il silenzio

Il fuoco in Valle e i silenzi sul cantiere. L’insistenza sospetta dei media sulla ricerca di presunti piromani Il racconto di due volontari che rende giustizia ai valsusini.

di Fabrizio Salmoni

Di Tav non bisogna parlare, mai. C’è una specie di consegna del silenzio che i media locali, i giornaloni e i televisioni hanno acconsentito mutamente a seguire. Non è probabilmente un divieto esplicitato, è una consuetudine acquisita col servilismo maturato in anni di regime di partiti che rappresentano nelle istituzioni la lobby del Tav. Avevano deciso a un certo punto che di Tav non bisognava più parlare, bisognava farlo e basta: il confronto (?) c’era stato, la discussione nell’Osservatorio Tecnico (?) pure (che importa se 23 sindaci non c’erano), i riti della finta democrazia espletati (“Si discute…ma poi noi decidiamo) e quindi fine delle trasmissioni. Tutti nelle redazioni si sono adeguati. Leggi il resto dell’articolo

Cristoforo Colombo e un mare di sciocchezze

L’ipocrisia del politically correct di qua e di là dell’ Atlantico chiama a “condannare” Cristoforo Colombo per gli eventi storici che hanno portato alla definizione della nazione Americana. E’ una “sinistra” perdente che promuove processi per non processare se stessa. Il valore dell’indipendenza del pensiero.

di Fabrizio Salmoni

Sono sempre stato un sostenitore, nel pensiero e nei fatti della mia vita, dell’indipendenza di giudizio: un’arma formidabile, insieme alla cultura, per l’emancipazione individuale e collettiva. L’indipendenza della mente permette di distinguere buona parte delle verità oggettive dal flusso di immondizia mediatica e ideologica che ci frastorna quotidianamente, permette di leggere tra le righe, di capire quali e quante balle ci raccontano, di avere un proficuo approccio all’interpretazione della realtà.

Questa del “perfido Colombo” schiavista, assassino ecc. è l’ennesima bufala del politically correct, un espediente della “sinistra” parolaia per coprire vuoti di conoscenza e di analisi, per perpetuare il predominio dell’opinione ingessata e delle idee vacue sul bisogno di capire e studiare la realtà, passata, Leggi il resto dell’articolo

Processo Numa vs. Maverick. Primo round

 Maverick e la “scorta popolare”

La prima udienza del processo intentato da Massimo Numa, il cronista de La Stampa BEN NOTO per i suoi articoli velenosi sulle lotte sociali, contro Maverick per averlo definito “famigerato” in un articolo di cronaca giudiziaria del 2013, si è fermata alla costituzione delle parti e al rinvio al 27 novembre, ore 9,30, aula 86 del Tribunale di Torino. Leggi il resto dell’articolo