Bernie Sanders. Un mondo diverso

Un ritratto del candidato presidenziale che dà nuove speranze agli americani. Il racconto della campagna 2016 da chi l’ha vissuta direttamente.

di Patrizia Antonicelli *

Bernie apre il cuore, fa sorridere, da’ il senso che con lui ce la si fa. Si può parlargli senza timore perché e’ uno di noi!

Anche nel 2016, come oggi, si sentiva il bisogno di qualcosa di positivo. La caduta di Obama dal pilastro dell’eroe senza macchia e dal sorriso strappacuori e le nefandezze di Hillary, prima e durante, avevano tolto ogni speranza che il Partito Democratico avrebbe potuto riprendere   una qualche dignita’ ed avviarsi in una nuova campagna dove questo vecchietto sembrava tremendamente fuori luogo. Una situazione senza speranze nel clima depressivo e pieno di ansieta’ pre elezioni, che dura un’infinita’ di tempo e logora chi agisce e chi segue.

Oggi non e’ meglio, un panorama dove tutto e tutti dicono un’accozzaglia di cose in gran parte false. Dire di SI significa per gli insider dire NO. Ma Bernie e’ ancora Bernie, migliorato, organizzato, fedele ai suoi punti di forza: la sua Jane e i collaboratori, e i 27 dollari di contributi alla campagna.

Qui da noi, purtroppo, e’ forse peggio, anzi tutto e’ rafforzato dagli attacchi morali e fisici, politici e mediatici buttati li’ alla rinfusa, calunnie, qualcosa si acchiappa prima o poi. La nostra informazione e’ molto, ma molto peggio perche’ e’ urlata, rancorosa,non c’e’ molta professionalita’, è volgare e troppo personale. Negli USA, devo ammetterlo, c’e’ una gran professionalita’ anche nel dire bugie, preparazione, intelligenza, nel Male e nel Bene. Poi ci sono alcune eccellenze. Ma Bernie e’ emerso dalla confusione della classica politica tra potenti che sanno dove vogliono arrivare anche se pretendono di odiarsi. Una tempra d’acciaio dal sorriso dolce. Leggi il resto dell’articolo

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