Accade il 25 Aprile

Grande è la confusione in materia di antifascismo e intanto il Pd usa la Festa della Liberazione per attaccare i 5 Stelle. Corteo a Chiusa, indecente commemorazione a Pianezza.

 Povero 25 Aprile! Ostaggio della Casta e dell’ignoranza, prigioniero di riti ingessati, retorici, di un  patriottismo di facciata che falsa la storia e la avvolge in un manto indefinibile di messaggi generici, tutti istituzionali. Ostaggio di un Anpi ancora in buona misura dominato da vecchi tromboni, per lo più legati ad appartenenze oggi consunte e arrugginite ma ancora tenaci nel proclamarsi depositari dei valori e della tradizione resistenziale mentre il loro mondo crolla, la democrazia recede e il paese cambia. Ostaggio di partiti che l’hanno tradito da tempo per opportunismo sancendo le pari dignità per “i ragazzi di Salò”(per geniale iniziativa di Violante e Fassino nei primi Ottanta) e favorendo l’irrompere del revisionismo storico di storici d’accatto. Una manna dal cielo per fascisti matricolati che dopo pochi anni avrebbero trovato il loro nuovo padrone e con lui lo sdoganamento politico che li avrebbe fatti uscire dalle fogne dove erano stati ricacciati dagli antifascisti negli anni Settanta.

Capita così che lo stesso partito che si accinge senza pudore a governare con Berlusconi e il suo seguito di figuri (lSantanchè, Gasparri & co.), che manda un rappresentante (Giorgetti) a omaggiare la salma del capo degli squadristi romani per qualche malinteso senso di rispetto, abbia usato il 25 Aprile per attaccare a tutto spiano il M5S. Leggi il resto dell’articolo

LA TERRA NON SI GOVERNA CON L’ECONOMIA! NEMMENO IN CONSIGLIO REGIONALE!

Comunicato e conferenza stampa di Fabrizio Biolè, consigliere regionale Gruppo Misto

Martedì 23 aprile alle 13 presso la Sala dei Presidenti di Palazzo Lascaris presenterò alla stampa, alla presenza del Professor Luca Mercalli e dell’Ingegner Angelo Tartaglia, il mio Ordine del Giorno (sottoscritto già da diversi altri colleghi consiglieri, quali Monica Cerutti, Tullio Ponso, Angela Motta)  “La Terra non si governa con l’economia. Le leggi della natura prevalgono su quelle dell’uomo”, col quale intendo impegnare il Consiglio Regionale ad affrontare finalmente la non più rimandabile questione posta nell’omonimo appello a gennaio 2013 da più di 460 docenti e ricercatori italiani attivi nel Paese e all’estero, primi tra tutti proprio Mercalli e Tartaglia.

L’appello costituisce, a mio avviso, un esempio di alta onesta intellettuale e grande coraggio – circostanza rara in questo periodo di oscurantismo culturale e tecnicismo istituzionale – perché rompe il lungo, assordante silenzio sullo stato della situazione globale nell’attuale epoca storica. Si tratta di una situazione allarmante e in rapido deterioramento, considerando le principali tendenze generali in corso come: l’aumento della popolazione, il riscaldamento climatico, la perdita di biodiversità, l’esaurimento delle risorse, l’instabilità politica, la carenza alimentare, la distruzione di suolo fertile, l’accumulo di rifiuti tossici e l’inquinamento persistente nell’aria, nelle acque e nei suoli oltre alla scarsità d’acqua potabile.

Significativamente, l’appello contiene anche una denuncia chiara del dominio culturale del dogma della crescita: crescita della finanza come unica modalità di progresso, crescita della ricchezza come forzata unità di misura del benessere, crescita della produzione come unico rimedio alla delocalizzazione, crescita dei consumi come unica soluzione allo smantellamento industriale. Nonostante la complessità e la quasi irreversibilità dei processi in atto nel mondo sociale e naturale, la  crescita è, infatti, in ogni campagna elettorale e nelle dichiarazioni ufficiali prospettata come l’unica soluzione possibile ed efficace alla crisi in atto.  

In disaccordo con il pensiero unico “crescista”, Mercalli, Tartaglia e gli altri firmatari auspicano e chiedono di prendere in considerazione un radicale cambio di paradigma culturale. In particolare, come ripreso dal mio Ordine del Giorno relativamente al’istituzione di competenza, propongono di aprire un dibattito pubblico, rigoroso e documentato sulla situazione, anzitutto riconsiderando un punto di vista ad oggi sistematicamente e volontariamente escluso dal dibattito main-stream dei media: quello della decrescita.

Il concetto che più intendo sottolineare è la solo apparente aleatorietà dei concetti espressi nell’appello, rispetto alla contingenza legata alle grandi problematiche che affliggono la società piemontese e italiana: niente di più falso! Cambiare punto di vista come rappresentante istituzionale, così come cittadino, rende molto più affrontabili anche le questioni più concrete, non fosse altro che per le soluzioni “laterali” che in questo modo si riesce ad elaborare.

L’invito è dunque per martedì 23 aprile alle 13 in Sala dei Presidenti, via Alfieri 15, Torino.

Fabrizio Biolé – Consigliere Regionale
Gruppo Misto Progetto Partecipato

Torino-Lione: Interpellanza del gruppo M5S al senato e Laura Puppato (Pd)

Il gruppo parlamentare al Senato del Movimento 5 Stelle, con primo firmatario Marco Scibona insieme alla senatrice Laura Puppato (Pd) seconda firmataria, hanno depositato un’interpellanza, rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, in cui chiedono ai Ministri “se siano informati circa il rispetto da parte di LTF delle prescrizioni CIPE, con particolare riferimento alla redazione del progetto esecutivo per il cunicolo esplorativo de La Maddalena”. 

“Da informazioni ci risulta che non sia così: i Ministri devono rispondere dei mancati controlli dei funzionari preposti del Ministero e della cosiddetta “struttura tecnica di missione” ” attacca Scibona. “Vogliamo sapere inoltre se ci sia la volontà di procedere alla sospensione dei lavori intrapresi da LTF, in quanto manifesta violazione di quanto imposto dal CIPE, dove si afferma che i lavori sono subordinati all’approvazione di un unitario progetto esecutivo” conclude Scibona

Mark Bowden. La Cattura (The Finish)

Rizzoli, 2013.

€ 17

Confesso di aver esitato a lungo prima di comprare questo libro. Non sapevo se avevo voglia di leggere un’apologia in chiave eroica di un’azione militare cruenta culminata nell’assassinio a sangue freddo di un uomo seppure responsabile dei tremila morti dell’11 Settembre 2001. Ebbene, di questo si tratta, perché quelli sono i fatti ma non mi sono pentito di averlo comprato perché in realtà Bowden, brillante scrittore di storia militare (suo è il Black Hawk Down – da cui il film omonimo – sulla disastrosa operazione speciale di Rangers e Delta Force del 1993 a Mogadiscio che ebbe come risultato il ritiro Usa dalla Somalia), usa le trecento pagine per raccontare nei dettagli cose ben più interessanti: la ri-organizzazione dell’intelligence americana ed i meccanismi della politica presidenziale, da George W. Bush a Obama. Sono libri come questo che informano, seppure a posteriori, di come funziona la macchina politico-militare della grande potenza, dei progressi tecnologici nel settore bellico-spionistico, di come si muove un Presidente nell’aspro campo delle enormi responsabilità che gli si presentano, Leggi il resto dell’articolo

Tira brutta aria

Un paese senza governo, un forte elettorato di destra, i malcontenti dei militari, una polizia malata di violenza e omertà, dipingono un quadro inquietante. Urgono provvedimenti a tutela della democrazia e dei cittadini.

 Sono tempi di cambiamento, anche piuttosto radicale. Quello a cui assistiamo è un cambiamento reale, a detta di tutti gli osservatori, non a breve scadenza. Un movimento anomalo ha scardinato gli equilibri politici imponendosi come terza (per poco) forza in Parlamento e nel paese e sparigliando i giochi e gli inciuci tanto che si dà per incerta la sopravvivenza del Pd così come lo vediamo ora e non si riesce a formare un governo perché una fetta della torta se la sono presa i nuovi arrivati. Il M5S, col suo progetto poco meno che rivoluzionario di democrazia partecipativa per rimpiazzare per via istituzionale e legale l’attuale sistema rappresentativo, si è imposto innanzitutto come riferimento per tutti i movimenti che animano la società civile e mettono in discussione la classe politica su un’infinità di argomenti: la parte attiva della popolazione, quella disposta a mobilitarsi per le proprie rivendicazioni. Su tutti il Movimento No Tav della Val Susa che è straripato ormai al di fuori dei propri confini e ha assunto connotati politici generali. Ma il cambiamento si sta realizzando in una situazione di forte contrapposizione politica da parte di elementi che rivestono un alto grado di pericolosità. Vediamoli. Leggi il resto dell’articolo