Adiòs hombre!

Sergio Bonelli, editore e zio di Tex, ci ha lasciati. Se non l’avessi conosciuto, il dispiacere sarebbe comunque grande perché col suo lavoro mi ha arricchito la vita ma l’averlo conosciuto tramuta il dispiacere in dolore. Lo incontrai nel 2007 alla Fondazione Metropolitan di Milano dove si inaugurava una mostra di Kenneth Freeman, artista ebreo di Chicago, membro onorario della Western Artists of America, trasferitosi in Arizona per vivere direttamente il sogno western. Quello che ci ha fatto incontrare. Leggi il resto dell’articolo

Cultura: mecenatismo, sponsor e politici inadeguati

Si è scatenato il dibattito mediatico sui finanziamenti per la Cultura torinese e ci tocca sentire aria fritta dagli eminenti ex Assessori alla Cultura (Alfieri e Perone) che dopo decenni di salotti  non sanno che pesci pigliare. Parla un Perone con frasi intricate auspicando ‘che ci si metta insieme’ (traduzione per noi anime semplici) per programmare (quando non l’hanno già fatto è stato solo per rivalità reciproche), proprio lui che le mostre le voleva gestire in proprio rifiutando progetti ‘esterni’, che fece del suo Assessorato una macchina clientelare, e messaggi fumosi tipo: ‘Dobbiamo arrivare a un’offerta complessiva integrata che ci faccia sentire cittadini di un’area culturale vasta’. Capito qualcosa? Alfieri invece parla di ‘privati’ cioè quelli che sono parte integrante del sistema di potere che domina la città Leggi il resto dell’articolo

Quelle reti illegali, simbolo di violenza

Reti, muri e filo spinato hanno una connotazione sinistra nel mondo odierno. Stanno a rappresentare violenza, oppressione, apartheid, prigioni, torture, campi di concentramento, guerre. Aldilà delle motivazioni di chi li abbia costruiti non possono evitare di farci pensare alla Palestina, a Guantanamo, ai fortini in cui si rinchiudono i militari occidentali in Afghanistan, al confine tra USA e Mexico. Nell’animo di chiunque abbia coscienza di tale realtà, ogni rete Leggi il resto dell’articolo

La Val Susa, portavoce del malcontento italiano

Non è solo più questione di soldi (per quanto questi siano di vitale importanza), è un problema di credibilità del Potere. Questo spiegherebbe, secondo quanto argomentato in Assemblea popolare ieri a Villarfocchiardo, la pervicacia dei Partiti nel voler sconfiggere il Movimento No Tav della Val Susa con ogni mezzo, compreso quelli militare e giudiziario, malgrado la totalità degli esperti e dei tecnici neghino ormai l’utilità e la convenienza del progetto di Alta Velocità. Non è tollerabile per la politica che non si riesca a fare quanto deciso nelle sue stanze, non è Leggi il resto dell’articolo

Esposito (PD) e Montaruli (PDL), specialisti in autogoals

Tutti tendiamo a pensare che chi è al Potere non sbagli mai ed infine ottenga sempre ciò che

persegue e questa percezione è generalmente causa di rassegnazione: ‘Tanto poi fanno quel che vogliono…’  In realtà sovente non è così per ragioni che non sempre appartengono all’area razionale. La vicenda dell’Alta Velocità in Val Susa insegna: dopo quasi vent’anni di opposizione popolare, il progetto non è ancora avviato (e non è detto che si avvii vista la situazione contingente) e quelli precedenti sono stati respinti sul campo o annullati o cambiati. Leggi il resto dell’articolo

Dov’eri quando il mondo smise di girare in quel giorno di Settembre?

E’ la più bella canzone che sia stata scritta sull’11 Settembre. Non c’è Bob Dylan che sia riuscito a rendere così bene la pluralità dei sentimenti e delle reazioni della gente comune di fronte alle notizie degli attacchi tanto sconvolgenti quanto inaspettati per una nazione che mai era stata aggredita sul proprio suolo dal tempo della guerra con gli inglesi del 1812. Alan Jackson, cantautore superstar del country, affronta l’argomento con garbo, compostezza e poesia, senza l’aggressività che sarebbe presto affiorata in altri autori, anche in altri generi musicali. E nell’ascoltare, è difficile non commuoversi. La canzone viene scritta subito, sulla scia delle notizie e viene presentata dal vivo ai primi di Leggi il resto dell’articolo

6 Settembre, una giornata piena

Diverse migliaia di persone hanno partecipato allo sciopero generale indetto dalla CGIL e  al relativo corteo ma come già altri hanno segnalato, quel fiume di gente era agitato da pulsioni, aspettative e richieste diverse, non tutte recepite da quel blocco burocratico che è il Sindacatone. Tanto meno da quegli ottusi militanti, residui di anni di maggiori chiarezze, che hanno tentato invano di impedire allo spezzone No Tav, entrato in piazza san Carlo tra gli applausi di due ali di gente, di salire sul palco a manifestazione conclusa per dare risalto alla sua presenza. Leggi il resto dell’articolo