12 e 15 Dicembre 1969. Per non dimenticare Pinelli e la strage di Stato

Avevamo ragione. Quella ragione che non si può ancora ammettere, pena la delegittimazione del sistema. Oggi sappiamo quasi tutto anche se la verità giudiziaria rimane negata con l’ultima archiviazione del 2013.

di Fabrizio Salmoni. Foto di Bruno Marro

Ci sono date che hanno cambiato la vita a molti di noi. Qualcuno dice che la strage a piazza Fontana ci ha traghettato dall’età dell’innocenza alla consapevolezza. E’ stato vero per quelli che erano più giovani. Per gli altri forse non è stato proprio cosi: avevano già vissuto le trame dei Carabinieri di De Lorenzo e avrebbero dovuto subito mettere in guardia sulle degenerazioni del Potere. Non tutti l’hanno fatto. Tanti hanno avuto paura e si sono ritratti. Ma altrettanti di noi sono stati spinti ad un impegno maggiore e più maturo.

 

Ieri a Milano si è commemorata la memoria di quei morti, di Pinelli, di Valpreda con due cortei, uno istituzionale con Pd, sindacati, Anpi da piazza della Scala; l’altro, autonomo, da piazza Fontana a piazza Santo Stefano per scoprire la lapide restaurata a Zibecchi e Varalli, martiri delle giornate antifasciste dell’aprile 1975. Peccato aver dimenticato Saverio Saltarelli, ucciso dalla polizia nel primo anniversario della strage. Leggi il resto dell’articolo

Annunci

Cristoforo Colombo e un mare di sciocchezze

L’ipocrisia del politically correct di qua e di là dell’ Atlantico chiama a “condannare” Cristoforo Colombo per gli eventi storici che hanno portato alla definizione della nazione Americana. E’ una “sinistra” perdente che promuove processi per non processare se stessa. Il valore dell’indipendenza del pensiero.

di Fabrizio Salmoni

Sono sempre stato un sostenitore, nel pensiero e nei fatti della mia vita, dell’indipendenza di giudizio: un’arma formidabile, insieme alla cultura, per l’emancipazione individuale e collettiva. L’indipendenza della mente permette di distinguere buona parte delle verità oggettive dal flusso di immondizia mediatica e ideologica che ci frastorna quotidianamente, permette di leggere tra le righe, di capire quali e quante balle ci raccontano, di avere un proficuo approccio all’interpretazione della realtà.

Questa del “perfido Colombo” schiavista, assassino ecc. è l’ennesima bufala del politically correct, un espediente della “sinistra” parolaia per coprire vuoti di conoscenza e di analisi, per perpetuare il predominio dell’opinione ingessata e delle idee vacue sul bisogno di capire e studiare la realtà, passata, Leggi il resto dell’articolo

Processo Numa vs. Maverick. Primo round

 Maverick e la “scorta popolare”

La prima udienza del processo intentato da Massimo Numa, il cronista de La Stampa BEN NOTO per i suoi articoli velenosi sulle lotte sociali, contro Maverick per averlo definito “famigerato” in un articolo di cronaca giudiziaria del 2013, si è fermata alla costituzione delle parti e al rinvio al 27 novembre, ore 9,30, aula 86 del Tribunale di Torino. Leggi il resto dell’articolo

Robert E. Lee e la storia ovvero I Danni dell’ignoranza

A Charlottestsville uno scontro ideologico che prende spunto dalla storia di ieri deformata dalla non- cultura di oggi.

In questi giorni leggiamo le cronache degli scontri a Charlottesville, Virginia, tra “suprematisti bianchi” e “antirazzisti”, un duro confronto nelle strade che finora ha fatto un morto e decine di feriti. L’oggetto della contesa è la sconsiderata richiesta da parte del Leggi il resto dell’articolo

La guerra “di religione” a Standing Rock

di Francesco Martone *

(per cortesia dell’autore, di Comune Info e del blog La Bottega del Barbieri)

Terroristi di stile jihadista, una forma di insorgenza ideologizzata con forte componente religiosa”, questi i termini usati per descrivere i difensori dell’acqua di Standing Rock, che nel corso di vari mesi si sono opposti alla costruzione della Dakota Access PipeLine su terre ancestrali del popolo Sioux.

La rivista The Intercept ha reso pubbliche a fine maggio un centinaio di corrispondenze interne di un’agenzia privata di sicurezza, la TigerSwan, che ha lavorato con polizie di almeno 5 stati per contrastare con metodi di contro-terrorismo e contro-insorgenza le mobilitazioni contro la DAPL. I documenti contengono informazioni dettagliate sulle tattiche di sorveglianza, schedatura e collaborazione con le polizie locali e di stato. Proprio a Standing Rock si è mostrata con evidenza la deriva delle forze di polizia sempre più militarizzate e addestrate a tattiche di guerra contro la protesta e le mobilitazioni sociali. Leggi il resto dell’articolo

Torino. Caccia ai colpevoli

        

La retorica del dopo-incidenti e le vere responsabilità.

di Fabrizio Salmoni

Non c’è stato bisogno di aspettare le relazione della sindaca in Sala Rossa e i successivi interventi per farsi un’ idea delle responsabilità, quelle vere, degli incidenti di piazza San Carlo. Per la contingenza, bastava leggere i primi rapporti per cestinare mentalmente lamentele (abituali) e pretestuosità varie: le vie di sicurezza (in una piazza che ha sempre ospitato folle più o meno tumultuose, dalle precedenti feste-scudetto, ai Primi Maggio, alla festa appena chiusa di Torino Sette, ai concerti di Capodanno, ecc.); le intrusioni dei venditori abusivi di bottiglie in vetro, denunciate a suo tempo persino dagli attivisti del Gabrio, e soggetti a un’ordinanza “permanente” irregolare per la Consulta (che però non è mai intervenuta sulle ordinanze a raffica imposte ai valsusini per impedire avvicinamenti al cantiere Tav); la logistica e i controlli inadeguati (per cui è sotto accusa il neoquestore Sanna (quello che ha inaugurato il Leggi il resto dell’articolo

Ragionare sui venti di guerra

I giochi sporchi delle potenze e del potere finanziario transnazionale stanno creando con l’appoggio dei media condizioni inaccettabili per l’umanità. Dal buon senso, qualche ragionamento di politica estera per capire cosa vogliamo.

di Fabrizio Salmoni

La situazione è brutta e confusa. Ce ne rendiamo conto ogni giorno di più. E’ chiaramente in corso un build-up di forza militare su tutti gli scacchieri. E’ il caso di elencare? La confrontation nel Pacifico tra Usa e Cina per la supremazia commerciale vede la Corea del Nord come obiettivo più facile da liquidare per dirimere ogni contrasto; la guerra in Afghanistan che Usa, Nato e alleati stanno perdendo e già si parla di trattative con i taleban, cioè ritorno al punto di partenza dopo sedici anni di nutrimento per le industrie delle armi e decine di migliaia di morti (afghani); e quella melma medio orientale dove si sommano tutte le conseguenze epocali del colonialismo occidentale e tutte le schifezze che passano sotto i nomi di “ragione di stato” e “sfere di influenza”. Un intreccio di interessi “nazionali” che sono più interessi di gruppi di potere economico e finanziario che dei cittadini del mondo. Su tutto il terrorismo islamico che ci martella in Europa e ci permette di fare la parte delle vittime. Leggi il resto dell’articolo

Addio a Margherita, custode di memorie

margherita2Ci sono persone che stanno nel cuore di ciascuno di noi più di altre che apparentemente hanno stessi meriti o ruoli simili. Persone che per carattere o umanità o coerenza o lucidità di pensiero si pongono involontariamente come punti di riferimento per chi a un certo punto della vita ha smarrito la strada o il filo conduttore di un proprio percorso. Margherita D’Amico era una di queste persone per i rimasti e i sopravvissuti alla grande esperienza politica di Lotta Continua. O  almeno per una parte di quelli. Quelli che non hanno salutato con gioia la liberazione dalla militanza, quelli che hanno sentito la sconfitta sulla loro pelle, quelli che non lottavano perchè era di moda o una via per esteriorizzare il proprio edonismo, quelli che per estrazione sociale e ruolo di classe avevano da perdere più di altri con la dissoluzione, con il cosiddetto “terremoto”; quelli che in fondo rischiavano più di tutti per difendere fisicamente gli spazi conquistati al contropotere. A tutti quelli soprattutto, Margherita si è offerta fino all’ultimo per riflettere insieme, per ragionare sul passato e trovare un senso al presente, per ricevere e ridistribuire ricordi, per mantenere vivi memoria e orgoglio. Conosceva tutti e tutto dei militanti torinesi, le storie, le qualità e le debolezze, anche i lati del carattere criticabili (e li diceva all’interessato), ma la sua lettura delle persone era sempre in funzione delle rispettive scelte politiche. Leggi il resto dell’articolo

Standing Rock. Anche Intesa Sanpaolo tra i finanziatori del Dapl!

sioux-apicella

L’apporto sostanzioso di ISP al megaprogetto.  La Coalizione chiama al boicottaggio delle banche che finanziano la Grande Opera. La città di Seattle risponde, altre si apprestano a fare passi analoghi. Dai Water Protectors idee e proposte per un fronte mondiale contro il Serpente Nero che distrugge la Terra.

di Fabrizio Salmoni

Sarebbe clamoroso se dovessimo ancora stupirci. Perchè la piovra della finanza internazionale che include una Deutsche Bank, inquisita per riciclaggio e narcotraffico, non dovrebbe includere la più grande banca italiana? E infatti eccola qui, invischiata nello sporco affare della Dakota Access Pipeline, l’oleodotto che la lunga battaglia dei Sioux di Standing Rock e di tutti i nativi e cittadini americani consapevoli ha costretto allo stop (temporaneo) in attesa del temibile intervento della nuova amministrazione. L’oleodotto che i buoni cittadini di Bismarck non hanno voluto sulla loro terra ma sulla Riserva si, che violerà 1300 miglia di suolo per andare a inquinare tutto il midwest, è finanziato per 339 milioni di dollari da Intesa Sanpaolo, insieme ad altre sei grandi banche di cui una, il Credit Agricole, francese, su un totale si 2 miliardi e mezzo di dollari in prestiti. Leggi il resto dell’articolo

Standing Rock. Vittoria temporanea e reazioni

20161126_zba_r01_907-2000px

di Fabrizio Salmoni

A seguito dell’ordinanza del Genio Militare e Civile che la scorsa settimana ha imposto la sospensione dei lavori per l’oleodotto per intervento del presidente Obama, le reazioni non si sono fatte attendere. E sono durissime.

I legali della Etp hanno inoltrato un esposto a una Corte distrettuale di Washington DC chiedendo di revocare l’ordinanza perchè “frutto evidente di pressione politica” mentre Donald Trump ha rivendicato il potere di decidere sulla questione a se stesso, una volta insediato.

Intanto sul terreno si è scatenato un blizzard di neve che costringe chiunque a stare rintanato nelle tende e nei ripari a rischio di congelamento. Molti dei veterani arrivati di rinforzo domenica scorsa si sono fermati a dare una mano pur in quelle condizioni di difficoltà. Gruppi di dimostranti hanno abbandonato i campi per tornare a casa ma ci sono appelli contrapposti a restare e ad andarsene. Dave Archambault, presidente del Consiglio tribale ha ringraziato tutti e ha fatto un appello per la smobilitazione “per ragioni di incolumità e salute dei dimostranti“, viste le condizioni del tempo in peggioramento, ma molti altri gli hanno risposto che “Il serpente non è stato ancora ammazzato“, che bisogna vigilare che i lavori non riprendano malgrado la sospensione dei permessi. Cosi Ladonna Brave Bull Allard, membro del Concilio, che esorta a rimanere e Xhopakelxit dei Cree ha ammonito Archambault a non credere alla burocrazia e al governo: “Quando mai sono stati leali con noi?“. Qualcuno, come Howaste Wakyia, della Nazione Chumash ha attaccato Leggi il resto dell’articolo