La Bella Scuola in piazza

ScuolapiazzacastelloMigliaia di persone a Torino fanno muovere un grande corteo di tutte le componenti scolastiche, compresi i genitori, contro la riforma di Renzi e il suo governo.

Tanti, entusiasti, colorati, consapevoli, magari non tanto o non tutti arrabbiati ma quel che conta è che siano scesi in piazza. Tutti decisi a opporsi a una riforma che è stata loro imposta dall’alto, come al solito, intrisa  di autoritarismo, che cambia le regole del gioco in corsa per docenti, precari e personale non insegnante, che non si misura con la crisi della scuola sia per infrastrutture che per funzionamento, che taglia i fondi pubblici ma ne regala alle scuole private.

Questi e tanti altri gli annosi problemi del settore che dopo lungo tempo i sindacati hanno deciso di affrontare insieme e in sintonia con i comitati di istituto. La scuola – dicono – deve essere inclusiva, non selettiva a discapito dei meno abbienti, deve utilizzare tutte le creatività e le capacità di chi la vive nei vari ruoli e nelle tante Leggi il resto dell’articolo

1° Maggio. Il Pd sfila tra fischi e cordoni di polizia

PrimoMaggioCopsUn corteo blindato dalla polizia per proteggere il partito responsabile dello smantellamento dei diritti dei lavoratori e della corruzione diffusa. Ma la gente si fa sentire.

 

Dopo essersi preso qualche pesce in faccia dai sindacati per aver tentato di alzare la tensione nei giorni scorsi, il sen. Esposito non si è presentato in piazza e di conseguenza non ci sono stati incidenti.  Sottolineo volutamente la coincidenza.

Il solito corteo sindacale, reso vivace solo da gruppi di lavoratori più colpiti da crisi e esuberi, si è mosso da piazza Vittorio trainandosi dietro un centinaio scarso di aderenti del Pd, prevalentemente anziani e apparato, tutti vivacemente fischiati e insultati dalla folla ai lati lungo tutto il tragitto. Deve essere stato un calvario per quei pochi parlamentari, funzionari e vecchi nostalgici, protetti da un servizio d’ordine mercenario e da un anello di digos (per il Pd si è scomodato persino il Gran Capo Petronzi) e agenti in tenuta antisommossa, mentre sfilavano dietro uno striscione impudico con la scritta “Dalla parte del lavoro“. La gente gridava “Vergogna“, “Fuori il  Pd dal corteo“, “Via via Pd e polizia” e i loro volti lividi tradivano il disagio. Insomma, un successo di pubblico e di immagine. Li seguiva a ruota uno spezzone sociale di dimensioni quasi eguali al corteo sindacale, talmente da vicino che a metà di via Po, senza apparente causa scatenante, la polizia si inseriva con un reparto costretto da quel momento a farsi tutto il percorso camminando all’indietro come gamberi per timore che un’accelerazione improvvisa potesse portare a contatto la gente con il Pd. Leggi il resto dell’articolo