Un partito nella tempesta

Una festa PD con la sindrome della contestazione, allestita in un’area non più grande di un recinto per cavalli ospita un Bersani che non riesce a scaldare la platea amica. Anche la natura si accanisce.

Prologo

–          Tu non entri! – mi dice un energumeno con una finestra sui denti davanti

–          Perché? – faccio io

–          Perché dalla porta ci hanno segnalato che non devi entrare! Per ragioni di sicurezza.

–          Chi l’ha detto?

–          Ti hanno segnalato e basta!

–          Ma io sono un giornalista…- e sfodero il tesserino

–          Non mi interessa, tu non entri!

–          E chi lo dice? Chi sei, come ti chiami? – insisto

–          Lo dico io – dice un altro energumeno – io sono Marco

–          E perché non mi lasci entrare?

–          Perché sono stronzo

–          Be’, se lo dici tu…

Il primo energumeno con la finestra nei denti comincia a spintonare: Adesso basta, comincia ad andartene!

Individuo due poliziotti vicino alla prima porta: Gliel’avete detto voi che non posso entrare? – chiedo. No – dicono loro

Vedo che si avanza il Dott. Ferrara della Digos e faccio a lui la domanda. La risposta è negativa. Gli spiego il problema e lui si avvicina ad un barbuto con barba grigia, felpa nera e auricolare e gli dice “Fatelo entrare! E’ uno abbastanza tranquillo” Non so se essere offeso o lusingato e dico: “Ma questo chi è?”. Maglietta nera si dice Resposabile della sicurezza del Pd e poi “Se lo dice Ferrara fatelo entrare!” Entro col beneplacito della Digos. Leggi il resto dell’articolo

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Un oltraggio spregevole

Rimosso il pilone votivo in Clarea. Un’ondata di sdegno e commozione investe la Val Susa. Era una sfida spirituale alle ‘forze del male’, il simbolo di un’alleanza per la Terra. E’ stato sfregiato dai poliziotti e dagli operai delle ditte mafiose e gettato in una discarica del cantiere.

 

Ieri, le forze dell’ordine con rinforzo di militari e cingolati con antenna satellitare hanno rimosso il pilone votivo costruito dai valsusini in Val Clarea sull’area del cantiere Ltf e gettato in un angolo di detriti. Dalle foto, sembra anche che almeno una delle immagini sacre riprodotte sui lati sia stata danneggiata.  Tale Vincenzo Russo, operaio delle ditte mafiose impiegate al cantiere, si fa fotografare vicino al trofeo violentato e pubblica le immagini sulla sua pagina Facebook.

Il pilone, decorato da due donne di S. Antonino con le immagini di San Michele, Maria Maddalena, la Madonna del Rocciamelone e San Francesco era stato eretto non solo per i credenti ma per tutti coloro per cui la spiritualità è un valore importante nello spietato mondo contemporaneo. Era stato consacrato ma il Vescovo Nosiglia non l’aveva mai neanche considerato malgrado le ripetute richieste dei valsusini, un Vescovo che si è totalmente allineato alle ‘forze del male’, come le aveva definite Ceronetti , che mirano alla distruzione del mondo per il profitto. I Cattolici per la Vita della Valle  l’avevano detto: chi violerà questo segno di spiritualità ne risponderà nella prossima vita e brucerà all’inferno. C’è da sperarlo. Maverick non è un credente ma vive questo ennesimo sfregio alla sensibilità dei valsusini come un atto spregevole, una pura e semplice offesa, una delle tante in venti anni di attacco alla Valle, perpetrata per mortificare lo spirito della collettività. I valsusini dovranno ancora soffrire molto per mano della cricca di affaristi che vuole il Tav ma c’è da augurarsi che le forze spirituali della terra violata ora in qualche modo dicano la loro.(F.S. 9.8.2012)

 

La forza dei simboli, l’arroganza del Potere

 di Massimo Bonato

Ho ripensato alla statua di Lenin abbandonata in un magazzino vuoto, forse un posteggio coperto di Soroca, nella Moldova di una quindicina d’anni fa, in cui le automobili si contavano ancora sulle dita. Mi aveva turbato la sua solitudine, come fosse cosa viva e lasciata in disparte; non fatta a pezzi e demolita sotto il maglio della rivalsa, divelta e atterrata nella foga della rabbia, ma semplicemente spostata. La Storia aveva spostato un regime, forse con minore fragore che altrove, con una eco meno enfatica, ma ora quella statua proprio dov’era non poteva rimanere. La Storia, e in un certo qual modo il popolo, avevano deciso diversamente, imponendosi sul passato, e il passato diventava ipso facto memoria museale.  Leggi il resto dell’articolo

Scientology contro Numa

Iniziativa giudiziaria contro il giornalista dei Si Tav. La prima di altre in arrivo?

 A qualcuno sarà sfuggita la notizia di qualche giorno fa, diffusa da www.quotidianopiemontese.it, secondo cui il famigerato “giornalista” Massimo Numa de La Stampa ed il suo direttore Calabresi jr. sono stati rinviati a giudizio per il reato di diffamazione aggravata nei confronti della Chiesa Scientology. All’origine uno o più articoli del Numa del 2009 che gli hanno procurato anche un esposto all’Ordine dei Giornalisti: uno dei tanti incidenti giudiziari che incombono sul quotidiano torinese che per ora continua a puntare (ed a spendere soldi – fino a quando?) sulla difesa Leggi il resto dell’articolo