Tav, tempo di trattare

Non può andare avanti così. Chiunque conosca i veri termini della situazione sa che con l’affondare della crisi così come si sta manifestando, la Torino-Lione dei progetti Ltf e Rfi non si potrà fare. Già a Milano hanno messo in dubbio il progetto Expo e suggerito di ripiegare sull’area della Fiera di Rho perché i soldi non ci sono. Pochi giorni fa anche l’Onlit ha incluso la Torino-Lione nei progetti ‘sacrificabili’. Ci sono ancora resistenze ad ammettere la realtà delle cose ma un amministratore in buona fede sa che i margini si fanno di giorno in giorno più stretti. Leggi il resto dell’articolo

Un potere cinico che cerca il morto

Per questa volta è andata bene. Alle 18 di oggi Turi è sceso dall’albero dove è rimasto per tre giorni dopo aver ricevuto Don Ciotti, unico personaggio pubblico venuto ad incontrarlo. C’è stata gioia, commozione e soddisfazione per come si è conclusa la vicenda che avrebbe potuto avere una conclusione tragica. Turi è sceso dall’albero con le sue braccia, è sfuggito ai poliziotti che avrebbero voluto prenderlo, ha scalato l’argine della Dora per essere preso nelle braccia della folla che lo aspettava. Ha alzato le mani per salutare ed ha esposto una bandiera No tav. Don Ciotti ha rilasciato poi dichiarazioni ai giornalisti presenti chiedendo che cambino le priorità e che si rispetti la gente e l’ambiente. Duro colpo di immagine per la lobby del Tav. Ma ci sono ancora Nicola e Stefanino che continuano lo sciopero della fame per chiedere di ridiscutere i progetti e di parlare dei contenuti della critica al Tav. Leggi il resto dell’articolo