Ritorno alla Maddalena

Cronaca della “visita” dei neoparlamentari al cantiere Tav tra emozioni contrastanti, anfitrioni imbarazzati e truppa di pessimo umore.

Basterebbe confrontare l’insolenza con cui un mese fa Virano si rivolgeva per iscritto al Sindaco di S. Ambrogio con il balbettio imbarazzato mostrato ieri davanti ai microfoni dei giornalisti per capire che qualcosa di sostanziale è cambiato nella questione Tav e che lui lo sa. Anche l’ evidente  entusiasmo dei valsusini che hanno accompagnato i parlamentari Sel e 5Stelle al cantiere di Chiomonte era un indizio della nuova fase che si è aperta con le elezioni.

Fin dal ritrovo a Bussoleno per imbarcarsi sui bus l’atmosfera è rilassata. I parlamentari arrivano alla spicciolata e si incontrano con gli “accompagnatori” anche quelli “indesiderati”: Abbà, Perino, Rizzo che vogliono sfidare Ltf  a respingerli. C’è una pattuglia del legal team che ha il compito di fare un rapido ripasso della complicata materia Tav per i non piemontesi; ci sono diversi tecnici della Comunità Montana che si preparano a “mordere” di domande i rappresentanti di Ltf.  Leggi il resto dell’articolo

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Un Virano verso il suo destino

Con il nuovo parlamento, le difficoltà del suo partito e le misure che proporranno i neoeletti, si minacciano tempi duri e un epilogo poco confortante per il Commissario al Tav che fino a ieri si permetteva di sbeffeggiare e insolentire i valsusini.

 Da beffardo, arrogante a mellifluo. Recentemente il Commissario per il Tav Virano ha dato il meglio di sé poi, forse allarmato dal corso degli eventi, ha iniziato a correggere il tono pescando nel suo infinito repertorio di trasformista. Rimane l’impressione che non si renda conto che le cose stanno cambiando e che la sua carriera di garante degli interessi delle lobby e dei partiti ha superato la cresta della collina avviandosi in discesa. La lettera con cui risponde al sindaco di S. Ambrogio sul sito sitavtorino è un capolavoro di arroganza e disprezzo per il piccolo, coraggioso, pignolo sindaco no tav e rivela clamorosamente la sua vera natura, quella che in tv cela abilmente dietro una calma Leggi il resto dell’articolo

Ustica: un segreto più grande

Un caso in cui la verità è forse più evidente di quanto sembri. Le versioni finora accreditate dipingono però scenari incoerenti e contradditori. Facciamoci delle domande.

 E’ di poche settimane fa la sentenza della Cassazione civile che stabilisce che ad abbattere l’aereo Itavia quel 27 Giugno 1980 fu un missile  e che lo Stato italiano deve rimborsare i parenti delle vittime. Tutti dunque sembrano propensi a mettersi l’animo in pace. Se non fosse che la verità rimane sequestrata da una versione poco convincente, contradditoria,  non coerente pur nelle versioni finora raccontate e evidentemente monca di dettagli cioè esattamente dove, secondo la vox populi, si nasconde il diavolo.  A fronte della versione ufficialmente accreditata, la prima domanda viene spontanea: ma chi sparò il missile e contro chi (o cosa)? La versione più condivisa ad oggi è quella del giudice Rosario Priore che parla di almeno due (o forse sei) velivoli militari  presumibilmente francesi e/o americani  provenienti da ovest (Corsica?) che assumono dapprima una rotta parallela nord-sud a quella del DC9; poi uno di quelli improvvisamente assume una cosiddetta rotta d’attacco a 90° ovest-est e spara un missile verso un presunto mig libico, su cui forse c’era Gheddafi o che forse si apprestava a scortare Gheddafi, che viaggiava “nell’ombra” cioè poco dietro e sotto l’aereo Itavia. Leggi il resto dell’articolo

Processo ai No Tav. Breve cronaca dell’udienza dell’8 Marzo

 Giornata grigia e pioggia. I celerini stanno rintanati nei blindati ma i No Tav non hanno chiamato alla mobilitazione per oggi: il momento è delicato e si vuole che l’udienza sia tranquilla per non turbare la corte. Dopo tre udienze preliminari, oggi si comincia  a fare sul serio: le difese faranno le eccezioni sulle costituzioni di parte civile. Sono da attaccare e smontare soprattutto le costituzioni della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri e dei sindacati di polizia. Leggi il resto dell’articolo