Un contributo illegittimo richiesto dai dirigenti scolastici di Pianezza

Passa sotto silenzio di tutte le forze politiche in Consiglio comunale un’iniziativa già denunciata all’Ufficio scolastico regionale e respinta dal Difensore Civico.

 Come negli anni precedenti, il Dirigente di Scuola media di Pianezza, Giuseppe Tripicchio, ha fatto pervenire ai genitori degli alunni comunicazione in cui si specificano le indicazioni per l’iscrizione. Tra queste c’è la  richiesta di pagamento di € 28 cosi formulata: “…è necessario effettuare il versamento…per Assicurazione, Contributo, Diario Scolastico…”.

Ora, forse non tutti i genitori sanno che già l’anno scorso, il Difensore Civico Regionale, avv. Antonio Caputo – sollecitato dalle segnalazioni di alcuni cittadini – aveva sostenuto che “Le scuole non possono chiedere contributi alle famiglie qualificandoli come obbligatori o comunque dovuti. Allo stesso modo non è consentito destinare tutto o parte del contributo volontario per la copertura, anche parziale, delle ordinarie spese di funzionamento.” La richiesta – sempre secondo il Difensore civico – è discriminatoria perchè “incide sulle famiglie più numerose e più bisognose”. Leggi il resto dell’articolo

Fenomeni aerei misteriosi sulla Val di Susa

Due casi insoliti segnalati alla nostra redazione riaprono forse un capitolo apparentemente chiuso da anni nella storia della Valle.

 Sembra che la Valle non si voglia far mancare niente. Non bastavano il Tav, i treni nucleari e tutte le problematiche connesse. Da oggi tornano anche alla ribalta della cronaca, dopo un lungo periodo di silenzio, testimonianze di eventi misteriosi e suggestivi.

La testimonianza di oggi è di M.C. di Caselette che ci sottopone sei fotografie (v. due sotto) scattate dal cortile di casa sua nell’Ottobre 2012, in data prossima al plenilunio (quindi il 12 Ottobre), intorno alle 22, ad una luna velata, bella e strana  con i suoi riflessi rossastri, nello spazio temporale di circa mezz’ora. Leggi il resto dell’articolo

Maverick querela anche l’on. Silvia Fregolent (Pd)

Dopo la querela per minacce e diffamazione nei confronti del sen. Esposito in relazione all’attacco mediatico scatenato contro Fabrizio Salmoni, titolare di questo blog, per le considerazioni esposte nell’articolo C’è lavoratore e lavoratore: poi ci sono i crumiri, è stata presentata querela per diffamazione anche contro la parlamentare Pd, sodale politica del senatore, per le affermazioni della stessa pubblicate su L’Unità del 16 Maggio u.s. in cui si equiparavano le parole scritte ad “atti di terrorismo“. A una formale richiesta di smentita o correzione delle sue dichiarazioni, la Fregolent ha risposto con l’arroganza che contraddistingue la Casta rendendo inevitabile la querela.

Oltre che difendersi da tali deliranti accuse, con le querele a Esposito e Fregolent, Maverick vuole mettere in risalto la deriva democratica che tali atteggiamenti rispecchiano e  far sapere che anche e soprattutto per i politici ci devono essere limiti invalicabili e regole da rispettare. A chi obietta che “tanto non se ne farà niente” per le immunità e le protezioni di cui i politici godono, Maverick risponde che è sempre comunque importante resistere ai soprusi e che la legislatura non durerà a lungo – come da opinione diffusa. Inoltre, le querele verranno segnalate ai presidenti rispettivamente di Camera e Senato affinchè ne prendano atto e “facciano curriculum”. Nel frattempo, altre querele sono allo studio.

Un messaggio ai valsusini di Valerio Evangelisti

” Quando ho visto a confronto le foto della Val Clarea, com’era due anni fa e com’è oggi, mi sono venute le lacrime agli occhi. Una devastazione scandalosa, un vero e proprio stupro, commesso in nome di niente. Di lì non passerà mai nessun treno ad alta velocità, costerebbe più di quel che rende. Qual è allora il motivo di tanto accanimento contro una popolazione tra le più pacifiche e operose al mondo, che ha il torto di amare la propria terra? Un’astratta idea modernista? Un fumoso calcolo di creazione di posti di lavoro attraverso la distruzione di beni naturali?
No, è una concezione autoritaria del potere, in sintonia con un’Europa in cui ormai scarseggiano gli organi elettivi e le possibilità di controllo dal basso. Nessuno deve ribellarsi a questo nuovo ordinamento. L’economia deve reggere ogni aspetto della vita, e chi la governa va sottratto al giudizio popolare. Ciò vale anche quando le prospettive di profitto sono scarse o nulle. Non è quello l’importante. L’importante è l’obbedienza supina, il “credo quia absurdum” capace di sovrapporsi all’evidenza. E’ la docilità il valore supremo.
Di conseguenza, guai a chi disobbedisce. La resistenza della Valle di Susa va piegata costi quel che costi, perché potrebbe rappresentare un pessimo esempio e incrinare la tenuta del sistema. Ed ecco una repressione feroce, con pene smisurate per punire reati di portata modesta, ammesso che siano tali. Ciò in un paese in cui i crimini commessi da chi appartiene alle cerchie del potere restano il più delle volte impuniti, o sanzionati in maniera ridicola, o lasciati prescrivere con mille pretesti. Con gli autori dei delitti spesso onorati con cariche elargite da governi che nessuno ha eletto. Il delitto più grave – cementificare, distruggere, trasformare il bello in brutto – non va nemmeno nominato. I colpevoli hanno ragione per definizione, gli oppositori vanno trattati da criminali incalliti.
Sarebbe ora il caso di parlare dei complici di questo stato di cose. Mi limiterò a raccontare un aneddoto, riferito al 1884. A Ravenna nascevano le cooperative che sono alle origini di quella impegnata a violentare le terre altrui. Il municipio ravennate indisse un appalto per l’abbattimento di un pineto che circondava la città. Era un’occasione ghiotta per l’Associazione Operai Braccianti, che radunava i lavoratori più poveri di tutti, miserabili, disoccupati. Fu indetta un’assemblea con migliaia di partecipanti. Ebbene, i braccianti decisero compatti di rifiutare quell’appalto. Meglio la fame che rendersi complici dello sconcio del territorio.
Quella era dignità, quella era nobiltà. Dove stanno ora? Non nelle stesse mani, purtroppo. Stanno in quelle dei valsusini che contrastano la più ignobile delle prepotenze. Ed è una lotta che ci riguarda tutti. Se vincono loro, perde l’oligarchia. Se fossero sconfitti, sarebbe il crollo di un bastione contro l’autoritarismo.
Difendiamolo, quel bastione. Sono in gioco la libertà, l’onore, la civiltà.”

Valerio Evangelisti

Maverick: record di contatti!

Maverick ringrazia tutti quelli che lo seguono. L’articolo I black block simpatici sono quelli degli altri, postato domenica 2 giugno, in 36 ore ha fatto 12.580 contatti, 22 commenti, e ha acquisito tanti nuovi utenti, singoli o in blog che hanno riprodotto l’articolo. Con queste cifre, Maverick ha fatto un record. Evidentemente l’aggressione mediatica di due settimane fa sull’articolo C’è lavoratore e lavoratore: poi ci sono i crumiri, oltre alla querela a Esposito ha portato altri risultati positivi.  Ad maiora! (4.6.2013)

I black block simpatici sono quelli degli altri…

Cronaca di un abbaglio rivelatore. Come cambiano le prospettive quando chi protesta non è tra noi. Un caso-studio.

 Stamattina, sfogliando La Stampa, non credevo ai miei occhi ancora senza occhiali: furibondi scontri per il taglio degli alberi. La grande fotografia mostrava alcuni dimostranti definiti con evidente simpatia “i giovani”, con tanto di maschere antigas, caschi, pietre. Un reportage sorprendente, tutto dalla parte dei “giovani” e delle centinaia di castani ultracentenari tagliati in Val Clarea per fare posto a un cantiere che sempre meno gente, anche tra gli alti papaveri (v. Visco), vede con simpatia. Fantastico! – mi sono detto tra un boccone e l’altro dei miei uova e bacon – Cosa è successo? Leggo  una cronaca di fatti di cui non ero stato messo al corrente; devo aver spento il telefono troppo presto ieri sera: “Con gli alberi rischia di venire abbattuta anche una parte della nazione. La Leggi il resto dell’articolo