“Antisionismo non è antisemitismo!”: Risposta di 13 sezioni Anpi alle censure della presidenza provinciale sulla resistenza palestinese

 

E’ pervenuta l’attesa lettera di risposta all’imposizione da parte del direttivo provinciale Anpi di Torino di cancellare l’evento programmato da due sezioni valsusine per il 17 gennaio scorso ad Almese sulla resistenza palestinese a Gaza contro l’occupazione israeliana. Come è noto, sulla questione era già intervenuta la Presidente nazionale dell’Anpi Carla Nespolo per dissociarsi dall’intervento della presidente provinciale Maria Grazia Sestero e per ricordare i termini della posizione sulla questione palestinese.

La presente lettera è  firmata da ben 13 sezioni Anpi e 11 componenti del direttivo provinciale. I tempi cambiano e le spinte dei territori su una dirigenza vecchia, impaludata e legata ai Poteri cittadini si fanno robuste, cosi come quelle delle complesse lotte sociali e antifasciste che trovano sempre nuova ispirazione nei valori della Guerra di Liberazione. Questa lettera fotografa una situazione di scontro politico interno che potrebbe avere ulteriori rilevanti sviluppi.

 

18 febbraio 2020

Alla Presidenza A.N.P.I. Provinciale di Torino
Maria Grazia Sestero
p.c. Alla Presidenza A.N.P.I. Nazionale
Carla Nespolo

“Lasciate i carnefici, scendete dal carro armato e venite ad abbracciare le vittime. Vi aspettiamo a braccia aperte. Restiamo umani.”
[Vittorio “Vik” Arrigoni]

Esprimiamo piena solidarietà alla Sezione A.N.P.I. di Avigliana e alla Sezione intercomunale di CondoveCaprie-Valmessa per la cancellazione, voluta dalla Presidenza A.N.P.I. Provinciale di Torino, della meritoria iniziativa prevista nella sala consiliare di Almese per il 17 gennaio scorso dal titolo “L’assedio di Gaza e la Grande Marcia del Ritorno: pratiche di resistenza e prospettive future”.
Secondo noi il confronto e il dialogo sono il miglior modo di affrontare democraticamente incomprensioni, divergenze e criticità.

Ci saremmo aspettati un momento d’incontro per la reciproca comprensione dell’intera vicenda, come vorrebbe l’elementare prassi democratica e il buonsenso, invece la Presidenza A.N.P.I. Provinciale ha imposto di cancellare un’iniziativa di Sezione a seguito di pressioni politiche da parte di soggetti terzi, fatto grave e inaccettabile di cui esigiamo spiegazioni. Leggi il resto dell’articolo

Memoria e Ricordo, ovvero come le destre manipolano la storia

     

Due date e due verità messe chissà quanto casualmente vicine, quasi in contrapposizione, quasi a dare un contentino alle parti nella speranza da parte di una classe politica miserabile di mettere tutti d’accordo sotto l’ombrello di un parallelismo inaccettabile. Ma anche due verità incomplete.

La Memoria di una Shoah di milioni di morti ebrei che sovrasta e sembra annullare quella di altri milioni di morti internati nei campi nazisti: oppositori politici di tutta Europa, soprattutto comunisti e partigiani, prigionieri civili, soprattutto russi, ma anche operai italiani avanguardie di lotta nelle rispettive fabbriche per gli scioperi dal marzo 1943 all’aprile 1945, soldati italiani catturati dopo l’8 settembre, minoranze etniche e “diversi” di ogni tipo. Si parla di una cifra totale approssimativa tra gli 11 e i 13 milioni, a seconda delle fonti. Per qualche ragione, l’Olocausto ebraico ha oscurato nella Memoria istituzionale e collettiva tutti quegli altri soggetti inviati alla soluzione finale. Se la caccia ai criminali nazisti è stata negli anni monopolizzata dallo Stato di Israele che ben ne aveva il diritto, i sensi di colpa europei e settori della destra ebraica, soprattutto quella americana per potenza politica ed economica, hanno negli anni creato una specie di monopolio mediatico-culturale utilizzando il pretesto dell’antisemitismo per neutralizzare ogni critica alle politiche israeliane. Leggi il resto dell’articolo

Nespolo: “Sul conflitto israelo-palestinese l’ANPI ha sempre mantenuto e mantiene la stessa posizione e condotta”

20 Gennaio 2020

Tav. L’ala politicizzata della Procura torinese rinnova le aggressioni alla Val Susa

L’ha scritto pochi giorni fa Ugo Mattei senza giri di parole: “Da anni il cosiddetto ‘partito Si Tav’ annovera pezzi della procura della Repubblica di Torino fra i suoi principali organi politici“. E malgrado le tante “sconfitte” a giudizio e/o in Cassazione, l’ala estremista di quella procura continua a colpire con una violenza inversamente proporzionale a quella che si addebita ai valsusini e ai No Tav in generale. Pensionato Caselli, promotore di quel team politicizzato in sintonia con l’accanimento del suo partito, pensionato il Rinaudo di estrema destra nel suo ruolo ideale di castigatore delle lotte sociali, esiliato e in attesa di giudizio Padalino per traffici oscuri, i/le superstiti non mollano, facilitati/e dal sostegno di tutte le forze politiche e imprenditoriali al progetto Torino-Lione.

Con i provvedimenti di oggi vanno a colpire, probabilmente a casaccio, quel vasto corpo giovane e militante che si prende carico dell’assedio al cantiere. Devono aver pensato di dare un colpo definitivo a un Movimento ancora frastornato dal tradimento dei 5Stelle ma pur sempre vivo, vegeto e scalciante, quale si è visto l’8 dicembre, intento a rielaborare la propria azione politica, a pensare a nuove forme di lotta, a integrare una nuova componente giovane, a coinvolgere le nuove forze ambientaliste, quelle corteggiate dai peggiori devastatori fintantochè non formulino obiettivi e non indichino chiare controparti.

Tutto in tandem con una Digos che non ha mai abdicato al ruolo di guardia pretoriana dei poteri della città. Vedi Primo Maggio. Leggi il resto dell’articolo

12 Dicembre. “Ormai si sa tutto, o quasi!” Ma i media continuano la disinformazione.

Ipocrisie, distinguo, sottigliezze lessicali, circonlocuzioni, tutto un dire e non dire, un parlare per grandi categorie.Il Potere si difende ancora con il polverone. Cosa scriveva Giorgio Bocca dei giornalisti. Il dovere di ricordare.

Cosa bisogna ancora fare o scrivere perchè si dica chiaramente chi ha ordito e condotto la strategia della tensione? E’ una sospetta schizofrenia informativa quella che continua a dire o scrivere di “servizi deviati”, “pezzi dello Stato” o a circumnavigare i concetti senza mai andare a bersaglio, per dire e non dire quello che ormai processi, atti giudiziari e inchieste hanno reso evidente. E’ più facilmente una coda di paglia del potere e di un giornalismo servo e conformista. Perchè si fa finta di non ricordare che nel 1969 LA DEMOCRAZIA CRISTIANA ERA LO STATO, in tutti i suoi “pezzi”.Nulla, nè politicamente nè culturalmente, sfuggiva al suo controllo. Uno Stato vecchio per un partito cresciuto vecchio in fretta dal dopoguerra, affollato di reduci della Rsi negli apparati, corrotto dai soldi degli americani, autoritario e bacchettone, che in nome della guerra fredda governava col puntello dei partiti minori e occasionalmente tentava l’avventura con il Msi (governo Tambroni) o con i militari (Piano Solo dei Carabinieri con l’appoggio del vecchio presidente Segni).

Vale la pena, vista la memoria corta degli italiani e i pesci in barile dei media, ricordarlo ancora una volta per rendere omaggio ai morti e feriti negli attentati, a Valpreda e a tutti gli innocenti spediti in galera innocenti, a Pino Pinelli “ucciso innocente” nella questura di Milano, come afferma con forza la targa posta in piazza Fontana, a tutti coloro che hanno combattuto nelle piazze e con le controinchieste per denunciare le responsabilità politiche delle stragi.

Ormai si sa tutto, o quasi!” ci dice Saverio Ferrari, direttore dell’Osservatorio sulle nuove destre e autore del più significativo libro dell’anno sull’argomento (La strage di piazza Fontana, Red Star Press, 2019). Stessa tesi già avanzata dall’inchiesta di Enrico Maltini e Gabriele Fuga del 2016 (Pinelli, La Finestra è ancora aperta, Colibri, v.  https://mavericknews.wordpress.com/2017/04/10/pinelli-la-finestra-e-ancora-aperta/ ) L’insieme di verità storica e di quella infrattata negli atti giudiziari dà un verdetto inequivocabile. Leggi il resto dell’articolo

Di Tav non si deve parlare. Il Comune di Grugliasco nega la sala all’Anpi per la presentazione del libro di Maverick

E’ una striminzita e secca comunicazione quella che è arrivata stamattina dal Comune di Grugliasco dopo un’ attesa prolungata: Buongiorno, in merito alla Vostra richiesta di utilizzo di una sala per la presentazione del libro “Resa dei conti alla Maddalena” in data 20 novembre 2019, si comunica che  l’Amministrazione non ha ritenuto opportuno riservarVi uno spazio. Cordiali saluti.  Senza traccia di motivazioni.

E’ indirizzata alla sezione Anpi “68 Martiri” di Grugliasco che promuove l’evento nell’ambito di una serie di incontri culturali sui temi dell’attualità politica.

Il libro di cui non bisogna parlare racconta gli anni della crescita impetuosa del Movimento valsusino di resistenza alla devastazione ambientale e allo spreco di risorse pubbliche per un’opera inutile, costosa e obsoleta. E’ alla seconda edizione ed è già stato presentato in librerie e sedi associative di Torino e cintura.

Sono diverse le ragioni per non stupirsi: Leggi il resto dell’articolo

Crisi di governo. Fallito l’esperimento M5S, per i movimenti si apre una nuova difficile fase.

Finito male il disastroso esperimento Cinque Stelle, per No Tav e le tante lotte ambientali e sociali urgono riflessioni, nuove strategie e nuove forme di lotta.

di Fabrizio Salmoni

Be’, è andata come doveva andare, anzi per il M5S anche un po’ peggio perchè sono persino riusciti a farsi scippare l’iniziativa della crisi di governo. Cosa che avrebbero dovuto fare loro già da tempo, almeno da quando, dopo le europee, Salvini ha cominciato a batterli come tamburi.

A nessun protagonista delle lotte sociali in questo Paese credo interessi il balletto istituzionale, i tempi della crisi e le eventuali soluzioni perchè qualunque sia lo sbocco della situazione non andrà a vantaggio dei movimenti sul territorio dopo la Caporetto dei 5S. Un danno enorme per chiunque voglia in futuro raccoglierne il testimone perchè è andata distrutta la credibilità di un programma, seppur prudente, di alternativa al modello di sviluppo corrente.

Era scritto che questo governo dovesse cadere sul Tav. Lo sapevano anche loro, non per niente si è cercato di posporre all’estremo ogni decisione. Ma era inevitabile, non solo perchè la Torino-Digione (questa è ormai, per decisione francese) è la più grande truffa mai perpetrata ai danni delle tasche degli italiani ma perchè soprattutto, proprio per sua natura, è il simbolo del sistema di potere dei partiti, delle lobby finanziarie, delle corporazioni, degli industriali pezzenti che chiedono alla politica linfa vitale e soldi pubblici per poter continuare a chiamarsi imprenditori. Leggi il resto dell’articolo

M5S. La fine della pista

Con gli ultimi due eventi politici torinesi, l’assemblea M5S di venerdi 12 e la seduta del consiglio comunale di ieri lunedi 15, la sensazione è che l’avventura del Movimento sia quasi terminata. Forse non solo in Piemonte.

di Fabrizio Salmoni

Risposte chiare sul Tav non ci sono state, al di là del generico e ambiguo “Rimango No Tav ma..” di Di Maio. In compenso c’è stato il chiaro endorsement nei confronti della Appendino, suonato come evidente via libera a licenziare Montanari e a procedere sul progetto personale della sindaca. Personale perchè non condiviso nella sostanza e nella forma dalla maggioranza dei consiglieri e, da quanto si è capito in sala, anche da buona parte degli attivisti presenti.

Impressionante è stata l’intervista su La Stampa (13.7) del deputato Luca Carabetta, giovane e geniale ingegnere informatico ma politico deludente, per alcuni passaggi significativi: per lui il dissenso diventa “certi personalismi dannosi” e rifiuto “di certi meccanismi democratici“. Riesce   persino a suonare vagamente Leggi il resto dell’articolo

In libreria la seconda edizione di “Resa dei conti alla Maddalena” di Fabrizio Salmoni!

La cronaca dei due anni cruciali (2010.2011) della lotta No Tav in Val Susa. Venti anni di resistenza contro i devastatori di ambiente e democrazia. Dal 2005 un crescendo di tensione: la campagna delle trivelle, poi…la resa dei conti!

Prefazione di Marco Revelli, foto di Luca Perino e Camilla Pasini.

In Appendice Le cronache del processo ai No Tav

“…una cronaca appassionata, ma mai trionfalistica. A tratti spigoloso nei giudizi, l’autore si tiene volutamente distante dal politically correct,..Spigoloso, come il carattere delle popolazioni locali…

Sandro Moiso, Carmilla Online

 

“Fabrizio Salmoni fa la cronistoria degli eventi che portarono prima alla nascita della “Libera Repubblica”, poi al suo smantellamento. La narrazione di quei fatti, in questa seconda edizione, è stata ampliata con dettagli acquisiti dagli atti del processo...”

Marco Lazzaretti, Com. La Gronda No Tav

 

Presentazioni (in progress)

Venerdi 19 Aprile, Radio Blackout (105,5), programma letterario “La Perla di Labuan” di Riccardo Borgogno, con l’autore, ore 15-17

Giovedi 9 maggio, Edera Squat, via Pianezza, con Tobia Imperato, ore 21

Martedi 14 maggio, Circolo La Poderosa, via Salerno 15 A, con Marco Scavino, ore 21

Venerdi 17 Maggio. Alpignano, Ass. AlViSe, sede da definire, con Claudio Giorno e Marco Lazzaretti, ore 20,45

Venerdi 14 giugno, Grugliasco, Barocchio, con Mario Frisetti, ore 21

Venerdi 26 luglio, Festival Alta Felicità, Venaus, Spazio Libri, ore 14

 

 

 

Resa dei conti alla Maddalena si trova presso le seguenti librerie:

VALLE DI SUSA

Città del Sole, Bussoleno

 

TORINO

Comunardi, via Bogino 2, Torino

Belgravia, v. Monginevro 44 B

Melograno, c. Racconigi 15

 

MILANO

Feltrinelli – sedi

 

ROMA

Odradec, via dei Banchi Vecchi 57

Anomalia, v. dei Campani 73 (San Lorenzo)

Farheneit, Compo dei Fiori 44

Claudiana, piazza Cavour 32

 

ALTRE

Modo, via Mascarella 24 B – BOLOGNA

Rinascita, v. della Posta 7, BRESCIA

Fenice, v. Mazzini 15, CARPI (Mo)

Galla, c. A. Palladio 11, Vicenza

La Torre, v. Vittorio Emanuele II 19G, ALBA

Quarto Stato, v. Magenta 78, AVERSA (Ce)

Robin, v. Seminari 8, BIELLA

Volare, c. Torino 44, PINEROLO (To)

 

Si può richiedere o prenotare a

Edizioni Lu:Ce https://luce-edizioni.it

Diest Libri: posta@diestlibri.it , 011.8981164

o presso redazionemaverick@yahoo.it

 

 

 

 

 

 

Sinistra. Superare l’equivoco per andare avanti

L’equivoco è l’affannosa ricerca di una sinistra che non c’è. Le vicende politiche degli ultimi dodici mesi dovrebbero aver fatto chiarezza.

di Fabrizio Salmoni

C’è un equivoco che corre per tutta Italia (e non solo), che non riguarda solo le scadenze elettorali. Anzi ce n’è più di uno. Il grido di dolore che si leva dai media è: dov’è la sinistra, dove va la sinistra, cosa fa la sinistra, intendendo con quell’appellativo tutta quella che si autoqualifica sinistra istituzionale. Interrogativi e richiami accorati che in realtà, qui sta il secondo equivoco, sono rivolti sostanzialmente al Pd.

Noi cittadini ci facciamo sempre un po’ intortare dai media, talvolta ci facciamo coinvolgere in sterili dibattiti e ci preoccupiamo persino. A mente lucida e scevra da condizionamenti, da sensi di appartenenza, da retaggi remoti, dovremmo metterci in grado di vedere la dura realtà e ragionare per metterci l’animo in pace: quella sinistra non esiste più. Non ce n’è traccia. E non c’è bisogno di risalire a Renzi, è ben da prima. Ma restiamo all’oggi.

Ciò che si è già detto di Zingaretti dovrebbe bastare: la prima cosa che fa da neosegretario è venire a Torino per sostenere il Tav e il “vecchio che avanza” Chiamparino, che vuol dire industriali, commercianti, costruttori e banche, non proprio simboli di progresso sociale se non quello che fa comodo a loro; la seconda è di riciclare nell’apparato Leggi il resto dell’articolo