Riti istituzionali e cambiamento

Ossessione mediatica e condizionamento dell’informazione governano la fase politica. Quanto cambiamento è possibile in questa situazione?

di Fabrizio Salmoni

E’ dura da reggere, credo, per tutti noi “normali”. Intendo, questa fase bizantina della politica istituzionale che si chiama “consultazioni”. Non tanto per la cosa in sè, perchè sono riti apparentemente necessari per la nostra tradizione di matrice democristiana quanto per l’ossesione mediatica che ce le impone e che sta toccando limiti quasi intollerabili: talk show scatenati in radio e tv che dibattono sul niente, opinionisti (sempre gli stessi a rotazione) che si intervistano a vicenda, ripetono gli stessi concetti e le stesse ipotesi che i tg hanno già indicato, gli stessi luoghi comuni che, malgrado i risultati elettorali, si sforzano di interpretare con gli stessi schemi, (la destra, la sinistra, i populisti, ecc.) e da cui non si riesce a uscire, giornalisti e fotoreporter assatanati che assediano i politici cercando di strappare loro un gemito, un apostrofo, un singulto su cui a loro volta gli opinionisti ricamano il niente. C’è da chiedersi quale logica malata ispira l’idea di “speciali” permanenti che durano ore per aspettare dichiarazioni che poi quelle sono e non di più. E’ una sorta di monomania di media che si autoalimentano nel proprio ruolo di manipolazione di un’opinione pubblica che in realtà non si fa un’opinione ma si orienta secondo Leggi il resto dell’articolo

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Fascisti: scioglierli si deve e si può

 Milano, 24 febbraio 2018 *

Condizioni storiche che si ripresentano, necessità attuali, pericoli reali. Le leggi ci sono e bisogna applicarle. L’alternativa è l’iniziativa dal basso, come negli anni Settanta.

 di  Fabrizio Salmoni

(Le fotografie delle manifestazioni di ieri a Milano sono di Bruno Marro tranne dove indicato *)

Una classe politica corrotta e impresentabile, dei media cialtroni, conformisti e complici stanno servendo a un’Italia impoverita, a un corpo sociale diviso, eticamente e culturalmente inquinato, inferocito dalla gestione fallimentare del fenomeno migratorio, il piatto avvelenato del “fascismo del nuovo millennio”. La campagna elettorale a cui Casa Pound e Forza Nuova hanno avuto concessione di partecipare sta contribuendo a diffondere la malattia con le conseguenze che si stanno manifestando nelle tante piccole e grandi situazioni locali.

Un ministro Minniti dall’inquietante pelata che prima minimizza (“…tutto sotto controllo, niente pericolo fascista…”) poi a fronte delle proteste si corregge in peggio (“La situazione è grave”), imitato nei suoi tentennamenti dal segretario del suo partito; la sua polizia che ha tra i dirigenti (vedi le promozioni dei violenti del G7), nella Digos, nei reparti antisommossa e nei suoi sindacati (v. la candidatura per la Lega di Gianni Tonelli del Sap) forti propensioni per l’estrema destra, come sempre Leggi il resto dell’articolo

Il dovere di non collaborare. Storie e idee dalla Resistenza alla nonviolenza.

di Pietro Polito

con prefazione di Paolo Borgna

Ed. Seb 27 – € 15

 

di Fabrizio Salmoni

Ho letto con grande commozione questo lavoro di riflessione di Pietro Polito (che io chiamo affettuosamente “vice-Bobbio” perchè ha assistito il filosofo torinese nei suoi ultimi anni curandone il trasferimento dell’archivio personale al Centro Studi Piero Gobetti di cui è attualmente direttore) perchè coinvolge un numero di persone che ho avuto la fortuna di conoscere o frequentare fin dagli anni della mia infanzia e adolescenza. Oltre a una in particolare, Bianca Guidetti Serra che è mia mamma. Mi riferisco soprattutto alla famiglia Gobetti con cui sono cresciuto e che considero la mia seconda famiglia “storica”. Bobbio, Antonicelli, Galante Garrone come anche Giorgio Agosti, Massimo Mila e tanti altri sono state presenze costanti nell’ambiente partigiano in cui mi sono formato, persone che, senza neanche accorgermene, ho ammirato e, perchè no, amato perchè erano un tutt’uno con la mia famiglia, di fatto una famiglia “estesa”. Da loro ho saputo e capito precocemente cos’erano stati il fascismo e la Resistenza, da loro ho assorbito anche indirettamente idee, principi, ragionamenti, comportamenti. Quanto io sia stato capace di interpretarli non so dirlo ma so che un libro come questo , pur nella sua ardita impostazione, ne celebra in qualche misura pensiero e azione. E ci fa sentire la loro mancanza come figure-guida da prendere a esempio e riferimento nella confusione dominante dell’oggi, sempre più difficile da interpretare e da vivere con coerenza. Leggi il resto dell’articolo

Una buona giornata per sperare

Tre eventi favorevoli nello stesso giorno ad un ampio cambiamento. La speranza sta nella buona politica e nella rinnovata forza dei cittadini attivi.

di Fabrizio Salmoni

Renzitriste

 “Credeva di essere l’uomo più grande del mondo, e ora eccolo li”

Brodo Cattivo, Sioux Hunkpapa di Standing Rock davanti al cadavere di Custer

 

Non mi intendo di astrologia e non leggo i fondi di caffè ma tra ieri 4 Dicembre e oggi deve essersi verificata una qualche congiunzione astrale, un allimeamento di pianeti che ha prodotto almeno tre bei cambiamenti sulla Madre Terra.

  1. Inutile dire che per noi italiani si è compiuto con il migliore dei risultati il referendum costituzionale con la pesante sconfitta del “grand’uomo” nostrano, un sussulto di consapevolezza da parte di un popolo massacrato dalla crisi economica, sospinto nell’abulia dalla cattiva politica imperante e da un’informazione mainstream insopportabile, lobotomizzato dal superfluo tecnologico. Lo si sperava ma sembrava difficile arrivarci vista la quantità di bocche da fuoco a disposizione del premier . E invece di fronte a un eccesso di abusi c’è stato un colpo di coda, di dignità e, forse anche di sensibilità democratica. Si è sventato un tentativo autoritario da parte di una banda di avventurieri pilotati dalla finanza internazionale, dalle banche, da lobby potenti, dal liberismo sfrenato, di cui si è fatto interprete e Richelieu uno dei tre peggiori presidenti della Repubblica insieme ai golpisti Segni e Cossiga.

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