Tav. L’ala politicizzata della Procura torinese rinnova le aggressioni alla Val Susa

L’ha scritto pochi giorni fa Ugo Mattei senza giri di parole: “Da anni il cosiddetto ‘partito Si Tav’ annovera pezzi della procura della Repubblica di Torino fra i suoi principali organi politici“. E malgrado le tante “sconfitte” a giudizio e/o in Cassazione, l’ala estremista di quella procura continua a colpire con una violenza inversamente proporzionale a quella che si addebita ai valsusini e ai No Tav in generale. Pensionato Caselli, promotore di quel team politicizzato in sintonia con l’accanimento del suo partito, pensionato il Rinaudo di estrema destra nel suo ruolo ideale di castigatore delle lotte sociali, esiliato e in attesa di giudizio Padalino per traffici oscuri, i/le superstiti non mollano, facilitati/e dal sostegno di tutte le forze politiche e imprenditoriali al progetto Torino-Lione.

Con i provvedimenti di oggi vanno a colpire, probabilmente a casaccio, quel vasto corpo giovane e militante che si prende carico dell’assedio al cantiere. Devono aver pensato di dare un colpo definitivo a un Movimento ancora frastornato dal tradimento dei 5Stelle ma pur sempre vivo, vegeto e scalciante, quale si è visto l’8 dicembre, intento a rielaborare la propria azione politica, a pensare a nuove forme di lotta, a integrare una nuova componente giovane, a coinvolgere le nuove forze ambientaliste, quelle corteggiate dai peggiori devastatori fintantochè non formulino obiettivi e non indichino chiare controparti.

Tutto in tandem con una Digos che non ha mai abdicato al ruolo di guardia pretoriana dei poteri della città. Vedi Primo Maggio.

Quel 27 luglio scorso, le migliaia di persone che sfidarono l’ennesima, illegittima ordinanza della Prefettura, accolsero con entusiasmo l’abbattimento del cancello di ferro che sbarrava il sentiero per il cantiere e dimostrarono a parole, a pacche sulle spalle, con applausi e aiuto personale, la gratitudine e la solidarietà a quei “travisati” che avevano preso un’iniziativa evidentemente condivisa dalla collettività. Coperti da una sassaiola deterrente, che non fece male a nessuno (di tutta la giornata risulta un ferito tra le FF.OO, probabilmente un’unghia scheggiata da un inciampo).

Accanto all’abituale accanimento poliziesco su persone costantemente nel mirino, non travisate, rimane difficile da capire come siano riusciti a individuare i singoli “colpevoli”. Lo si capirà dagli atti. Ma la tecnica della procura è quella di colpire nel mucchio con provvedimenti cautelari a scopo intimidatorio preventivo. Poi non è escluso che a giudizio possano cadere molte imputazioni: l’importante è l’effetto terroristico: tenere qualcuno in galera per un po’ e dare l’impressione che in qualche modo, anche se rivestiti di scafandro o in tuta da Uomo Ragno, non si sfugga all’identificazione.

Quali le fonti delle identificazioni? Lo si saprà presto. Ma resta il dubbio che buona parte di foto e filmati provengano, come d’abitudine, da giornalisti più o meno embedded che poi cedono i propri materiali alla questura. E’ una lezione che non si vuole imparare.

Ora il movimento rischia di avvitarsi ancora una volta nella sterile spirale repressione/protesta/repressione. Al di là della solidarietà ai colpiti dovrà capire che l’obiettivo primo rimane il cantiere e la realizzazione della grande opera. Il compito di tirarli fuori tocca al solito valoroso team di avvocati.(F.S. 18.12.2019)

Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...