Fascisti: scioglierli si deve e si può

 Milano, 24 febbraio 2018 *

Condizioni storiche che si ripresentano, necessità attuali, pericoli reali. Le leggi ci sono e bisogna applicarle. L’alternativa è l’iniziativa dal basso, come negli anni Settanta.

 di  Fabrizio Salmoni

(Le fotografie delle manifestazioni di ieri a Milano sono di Bruno Marro tranne dove indicato *)

Una classe politica corrotta e impresentabile, dei media cialtroni, conformisti e complici stanno servendo a un’Italia impoverita, a un corpo sociale diviso, eticamente e culturalmente inquinato, inferocito dalla gestione fallimentare del fenomeno migratorio, il piatto avvelenato del “fascismo del nuovo millennio”. La campagna elettorale a cui Casa Pound e Forza Nuova hanno avuto concessione di partecipare sta contribuendo a diffondere la malattia con le conseguenze che si stanno manifestando nelle tante piccole e grandi situazioni locali.

Un ministro Minniti dall’inquietante pelata che prima minimizza (“…tutto sotto controllo, niente pericolo fascista…”) poi a fronte delle proteste si corregge in peggio (“La situazione è grave”), imitato nei suoi tentennamenti dal segretario del suo partito; la sua polizia che ha tra i dirigenti (vedi le promozioni dei violenti del G7), nella Digos, nei reparti antisommossa e nei suoi sindacati (v. la candidatura per la Lega di Gianni Tonelli del Sap) forti propensioni per l’estrema destra, come sempre Leggi il resto dell’articolo

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Processo Numa vs. Maverick. Quarto round

Torino, 19 Febbraio 2018. No, non è ancora finita! Questa doveva essere l’ultima udienza in quanto era prevista la deposizione del sottoscritto, la discussione tra le parti e la sentenza. Cosi non è stato per la leggera indisposizione del mio difensore (afonia) che ha chiesto di rinviare le arringhe.

Ho sostenuto dunque una deposizione per quasi un’ora e mezza rispondendo alle domande di Pm e parte civile. Ho documentato le aggressioni e le minacce via mail del querelante nei miei confronti e ho elencato col supporto di ampia documentazione le numerose ragioni per cui ho definito Numa “famigerato” nell’articolo “incriminato” specificando che con quell’aggettivo ho semplicemente riportato un’opinione diffusa in diversi ambienti: quello delle lotte sociali, quello giornalistico torinese, quello delle vittime “at large” del Numa (Associazione Exit, Scientology, Chiese evangeliche). Ho appena toccato l’argomento del fascismo, tralasciando altri dettagli ma dovevo attenermi alle domande. Abbiamo prodotto ulteriore documentazione.che riteniamo possa avere qualche peso.

Il pubblico era più numeroso che nelle precedenti udienze: amici (anche dagli Usa), compagni No Tav da Torino, dalla Valle e da altre province, e la cosa mi ha fatto un enorme piacere. Dalle reazioni raccolte tra tutti i presenti, ritengo di avere fatto bene la mia parte e di essere stato efficace. Se davvero è stato cosi, sono felice di avere avuto conferma della stima della mia “comunità”: un premio già impagabile di per sè che ripaga delle fatiche e della rabbia e che mi auguro si aggiunga a una prossima assoluzione.

La prossima e ultima udienza sarà dunque il 19 marzo, ore 9,30, aula 86. No pasaran!

 

Un Ricordo da aggiustare

Mentre nel Paese si scatena la retorica nazionalista sulle foibe ed è in pieno sviluppo il ritorno alla superficie delle organizzazioni nazifasciste,  un Convegno di studi a Torino cerca di ristabilire la verità storica e si impegna a contrastare la contraffazione della memoria. Il “comunicato di replica” a Mattarella.

di Fabrizio Salmoni

E’ il momento di reagire alla disinformazione storica e di andare all’attacco!” Questa l’esortazione che chiude il convegno sul Giorno del Ricordo, tenutosi al Caffè Basaglia di Torino, sabato 10 febbraio. Organizzato dal Coordinamento nazionale per la Jugoslavia Onlus e dalla rivista Historia Magistra con l’adesione  dell’Anppia (Ass. Naz. perseguitati Politici Italiani antifascisti ) nazionale e sezioni di Torino, Genova e Cuneo, delle sezioni Anpi di Grugliasco (To), Chivasso (To), Montebelluna (Tv), Casale Monferrato (Al), Avigliana (To), Bassi Viganò (Mi), Valle Elvo e Serra (Bl); dell’Aicvas (Ass. Italiana Combattenti Volontari Antifascisti di Spagna), del Cvig (Centro Iniziative Verità e Giustizia), del Centro Studi Italia-Cuba, del Comitato di lotta antifascista per la memoria storica di Parma, della redazione di Marx.21.it, di Casa Rossa Milano, del Comitato contro la guerra di Milano.

Tra gli altri, hanno inviato messaggi di saluto i partigiani Bruno Segre, Lidia Menapace, Italo Poma e il vicesindaco di Torino Guido Montanari.

Nella lunga lista di adesioni, spicca l’assenza dell’Anpi provinciale, un segnale inquietante che si spiega con le esitazioni espresse a livello nazionale dopo i fatti di Macerata. Sala piccola ma strapiena con gente fuori. Leggi il resto dell’articolo

Ufo: le conferme del Pentagono sul New York Times

Il Pentagono e gli apparati di intelligence monitorano permanentemente il fenomeno con programmi segreti e finanziati “in nero” . Una curiosa breccia di notizie in simultanea sul grande quotidiano americano e su un noto blog di cronache politiche conferma le affermazioni di ricercatori e giornalisti indipendenti, suscita interesse e tante domande. Gli interessi dell’umanità.

di Maverick

pubblicato su carmilla online il 1.2.2018

Talvolta i media locali sono fonti di notizie insolite snobbate dai fratelli maggiori. Compaiono perchè interessano direttamente il territorio o perchè non hanno trovato spazio altrove. I media locali sono anche i meno monitorati, almeno sull’immediato, e difficilmente controllabili.

E’ stato Metro, un piccolo ma diffuso quotidiano a distribuzione gratuita nelle metropolitane a riportare notizie che solo quattro giorni prima avevano trovano un clamoroso spazio sul New York Times e su un blog di qualche prestigio..

Le notizie

Il Metro del 20 dicembre scorso, sotto il titolo Il Top Gun e l’Ufo su San Diego – “No, non veniva dalla Terra…”, riferiva un caso di incontro ravvicinato del 14 Novembre 2004 tra un FA/18 SuperHornet della Marina e un oggetto non identificato sull’oceano al largo di San Diego, California, con tanto di immagini della rilevazione radar. Il pilota David Fravor, che comandava una squadriglia in esercitazione, ricevette l’ordine via radio di accertare la presenza di oggetti volanti che “scendevano da una quota di 24.000 m fino a 6.000 m e poi scomparivano“. Si trattava, vista la presenza della squadriglia in zona, di andare a controllare da vicino. Lo fecero in due, Favor e il Tenente Jim Slaight.  “Era bianco e aveva la forma di una mentina – dichiara Fravor – delle stesse dimensioni di un Hornet, lungo 12 metri ma senza ali, fluttuante vicino all’acqua”… mentre mi avvicinavo ha accelerato ed è scomparso. Più veloce di qualsiasi cosa abbia mai visto…”. Leggi il resto dell’articolo

Il dovere di non collaborare. Storie e idee dalla Resistenza alla nonviolenza.

di Pietro Polito

con prefazione di Paolo Borgna

Ed. Seb 27 – € 15

 

di Fabrizio Salmoni

Ho letto con grande commozione questo lavoro di riflessione di Pietro Polito (che io chiamo affettuosamente “vice-Bobbio” perchè ha assistito il filosofo torinese nei suoi ultimi anni curandone il trasferimento dell’archivio personale al Centro Studi Piero Gobetti di cui è attualmente direttore) perchè coinvolge un numero di persone che ho avuto la fortuna di conoscere o frequentare fin dagli anni della mia infanzia e adolescenza. Oltre a una in particolare, Bianca Guidetti Serra che è mia mamma. Mi riferisco soprattutto alla famiglia Gobetti con cui sono cresciuto e che considero la mia seconda famiglia “storica”. Bobbio, Antonicelli, Galante Garrone come anche Giorgio Agosti, Massimo Mila e tanti altri sono state presenze costanti nell’ambiente partigiano in cui mi sono formato, persone che, senza neanche accorgermene, ho ammirato e, perchè no, amato perchè erano un tutt’uno con la mia famiglia, di fatto una famiglia “estesa”. Da loro ho saputo e capito precocemente cos’erano stati il fascismo e la Resistenza, da loro ho assorbito anche indirettamente idee, principi, ragionamenti, comportamenti. Quanto io sia stato capace di interpretarli non so dirlo ma so che un libro come questo , pur nella sua ardita impostazione, ne celebra in qualche misura pensiero e azione. E ci fa sentire la loro mancanza come figure-guida da prendere a esempio e riferimento nella confusione dominante dell’oggi, sempre più difficile da interpretare e da vivere con coerenza. Leggi il resto dell’articolo