Dopo la manifestazione Si Tav. Altri elementi di riflessione

E’ chiaro che i promotori della protesta di piazza castello si ripropongono di far cadere giunta Appendino e governo prima che fermino il Tav. E allora che fare?

di Fabrizio Salmoni

A seguire sui quotidiani l’evoluzione della situazione politica creatasi a Torino sul tema Tav risulta chiara la strategia delle forze che hanno promosso e sponsorizzato la manifestazione del 10 novembre: far cadere la giunta Appendino in primis, logorare il M5S e, alla media distanza, far cadere il governo (possibilmente prima che blocchi il Tav e altre Opere) per poi annientare e definitivamente cancellare l’esperienza Cinque Stelle, la componente governativa che più si caratterizza come potenziale “forza di cambiamento”.

Dai salotti tv a tutti i giornaloni, l’attacco al M5S è concentrico mentre la Lega e Salvini sono “raccontati” ampiamente con evidente indulgenza. Non c’è da stupirsi: per l’establishment e per i rimasugli dei vecchi partiti, ma soprattutto per i poteri orfani di rappresentanza e di incidenza, oggi la Lega è la scialuppa a cui aggrapparsi. Tutti si appellano alla Lega per fermare o edulcorare i provvedimenti di legge che la faticosa coalizione di governo già deve annacquare, delegittimandone i promotori. Cosi a Roma come a Torino, dove la Lega locale sta con i promotori della manifestazione e si prepara ad incassare l’appoggio dei poteri forti, grazie al peso acquisito sul piano nazionale, per la scadenza delle elezioni di primavera. E’ la prospettiva più inquietante: quando si saldano gli interessi dei grandi imprenditori e delle categorie corporative con quelli di un partito che gestisce gli umori più retrivi della piazza, il pericolo di una svolta MOLTO autoritaria diventa reale. Come nel 1920, come nel Cile del 1973. Leggi il resto dell’articolo

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L’Ondina Si Tav è la maggioranza silenziosa di sempre

Mezzo flop della manifestazione pro Tav. Ma il peggio non sono i numeri, è la qualità di quella folla.

di Fabrizio Salmoni

Giornata campale per le forze del Tav. Dopo due settimane di una campagna mediatica senza precedenti negli ultimi quarant’anni, i promotori davano i numeri già prima dell’oggi fatidico: la seconda “marcia dei quarantamila”, 100.000 adesioni sui due appelli postati in rete, quello delle “sette bellezze” sedicenti apartitiche e quello dell’ex Forza Italia Giachino (quello che vaneggia di Via della Seta...), attese almeno 40.000 persone, no: 50.000, e via sognando a occhi aperti. Si elencavano le adesioni: naturalmente tutte le sigle degli industriali, i partiti sconfitti alle elezioni (più la Lega) le corporazioni cittadine, il sindacatino trilaterale degli edili, l’ordine degli architetti contestato da dentro e da fuori per la scelta pro Tav, e poco d’altro. Niente Università, niente Cgil-Fiom, niente Ordine degli Ingegneri, niente tanti altri.

Siamo andati a vedere e l’Onda si è rivelata nel suo bluff, un bluff che continua sulle pagine web de La Stampa con numeri prevedibilmente falsi (30.000) e titoli trionfali. State tranquilli, non è cosi. Quella mezza piazza piena è stata da sempre omologata per 5/6000 persone. C’era poi un ricambio continuo dalle tre vie principali, molti sembravano arrivare, fermarsi dieci minuti (c’era un pessimo audio, incomprensibile se non si andava sotto il palco) e continuare la passeggiata per una valutazione di altri 2/3000 per un’ora di manifestazione (da non confondere con il pubblico sgranocchiante di Cioccolatò che debordava sulla piazza). Un totale approssimativo quindi di meno di 10.000 persone. Si può definire un mezzo flop? Vedete voi. Leggi il resto dell’articolo

Visitatori all’ospedale di Cuneo

Che succede al Santa Croce di Cuneo? Ripresi da agosto al 1 Ottobre, arrivano tre filmati sensazionali che ripropongono domande mai risposte.

Prima metà di agosto scorso. Il luogo è l’ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo. Il sig. Charlie (nome fittizio) è degente in una camera multipla. Nota qualcosa di strano dalla finestra nel cielo. Si alza e riprende con il cellulare. Concentrato su quello che vede, si inciampa nella sedia vicino al letto ma continua a filmare. Grande stupore e mille domande.

Pochi giorni dopo, verso sera Charlie, che adesso guarda più frequentemente la finestra, vede qualcosa d’altro di insolito, ri-afferra il cellulare, si alza con più fatica, forse anche con sofferenza e fa un’altra ripresa. Nelle ore successive pensa a quello che ha filmato e mostra tutto al malato nel letto di fronte. Quello  non ne vuole sapere ma la signora torinese, un’amica che lo assiste, invece si mostra interessata. Ha sempre avuto una grande curiosità per il fenomeno Ufo ma non ha mai approfondito.  Charlie le inoltra i due filmati. Alcuni giorni dopo Charlie muore in ospedale.

La signora Maria (nome fittizio) se li guarda a lungo, li fa vedere a qualche amico poi a settembre qualcuno le dice di fare avere i filmati a Maverick che comincia a esaminarli.

Il 1 Ottobre, un altro ricoverato dal corridoio dello stesso ospedale (sig. Rossi) filma un altro oggetto dalla finestra. Nell’immagine si vede un tratto dell’edificio ospedaliero. Forse memore delle discussioni sui filmati del sig. Charlie, il sig. Rossi gira anche il suo filmato a Maria e cosi anche il terzo arriva a Maverick. Questa è la storia di questi video sensazionali. Vediamoli insieme. Leggi il resto dell’articolo