Sinistra. Superare l’equivoco per andare avanti

L’equivoco è l’affannosa ricerca di una sinistra che non c’è. Le vicende politiche degli ultimi dodici mesi dovrebbero aver fatto chiarezza.

di Fabrizio Salmoni

C’è un equivoco che corre per tutta Italia (e non solo), che non riguarda solo le scadenze elettorali. Anzi ce n’è più di uno. Il grido di dolore che si leva dai media è: dov’è la sinistra, dove va la sinistra, cosa fa la sinistra, intendendo con quell’appellativo tutta quella che si autoqualifica sinistra istituzionale. Interrogativi e richiami accorati che in realtà, qui sta il secondo equivoco, sono rivolti sostanzialmente al Pd.

Noi cittadini ci facciamo sempre un po’ intortare dai media, talvolta ci facciamo coinvolgere in sterili dibattiti e ci preoccupiamo persino. A mente lucida e scevra da condizionamenti, da sensi di appartenenza, da retaggi remoti, dovremmo metterci in grado di vedere la dura realtà e ragionare per metterci l’animo in pace: quella sinistra non esiste più. Non ce n’è traccia. E non c’è bisogno di risalire a Renzi, è ben da prima. Ma restiamo all’oggi.

Ciò che si è già detto di Zingaretti dovrebbe bastare: la prima cosa che fa da neosegretario è venire a Torino per sostenere il Tav e il “vecchio che avanza” Chiamparino, che vuol dire industriali, commercianti, costruttori e banche, non proprio simboli di progresso sociale se non quello che fa comodo a loro; la seconda è di riciclare nell’apparato Leggi il resto dell’articolo

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Un’Italia malata

Votoeuropeo

Un ritorno di tsunami elettorale respinge a riva i 5 Stelle che contavano quasi di vincere. In Piemonte prevale Chiamparino, il vecchio che ritorna, mentre (naturalmente) resiste, anzi avanza la Val Susa, sempre più spina nel fianco del sistema. Scampoli di analisi.

di Fabrizio Salmoni

Sto leggendo i titoli de La Stampa del 27 Maggio: Pag. 30. Arrestato l’ex ministro Clini (quello delle Larghe Intese di Monti, che contrastava i magistrati di Taranto); pag.31: ‘Tutta l’Italia è diventata un’immensa discarica’“. Ascolto la radio e apprendo che il capo camorrista Iovine ha appena dichiarato ai magistrati che la malavita organizzata “non ha infiltrato la politica ma bensi le si è sovrapposta” condizionando sindaci campani di ogni colore. In altre pagine de La Stampa ci sono invece i report elettorali con la “marcia trionfale” di Renzi: il 47% dei votanti (66%) lo ha scelto. L’Italia rimane in balia di una nuova Democrazia Cristiana, tecnocratica e prepotente, di un sistema di potere clientelare e corrotto che invece di cedere si consolida malgrado le inchieste della magistratura. Un Potere forse peggiore della vecchia Dc – mi fa notare qualcuno – perchè almeno quella prevedeva e gestiva una spesa sociale. Questi tagliano, spendono e depredano. Leggi il resto dell’articolo