Via col vento. Carla Guidetti Serra (1921-2017)

 

zia-carlaCon lei finiscono le radici “storiche”di quella famiglia allargata che comprendeva i Salmoni, gli Spriano  ma anche, sul piano ideale, culturale ed etico i Gobetti, i Levi, i Galante Garrone, i Bobbio e tanti altri protagonisti del Novecento torinese.

 

…Cercateli solo nei libri perché non sono più che un sogno da ricordare.  

Una generazione che se n’è andata via col vento…

La settimana scorsa, nella sua casa di Roma, è mancata Carla Guidetti Serra, sorella minore di Bianca e vedova dello storico Paolo Spriano, mia zia. Ancora quattro mesi e avrebbe compiuto 96 anni. I pochi amici rimasti, per ragioni anagrafiche, e noi parenti più vicini l’abbiamo ricordata e poi accompagnata al cimitero di Prima Porta dove riposerà vicino al marito, morto nel 1989, e a sua figlia, morta in tenera età a seguito di disabilità permanente. Quelle due perdite premature le avevano segnato la vita rendendogliela da quei momenti più triste. Peccato, perchè delle due sorelle era la più “allegra” o almeno meno presa dalla seriosità professionale e politica di Bianca. Con lei si rideva spesso, si parlava di cinema, di teatro, di fumetti, anche di frivolezze. Poi le avversità l’avevano cambiata, il tempo ha fatto il resto. Leggi il resto dell’articolo

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Bianca a Pianezza

Una serata di celebrazione dei 70 anni del voto alle donne in cui mamma Bianca è stata degnamente “raccontata”.

 Bianca

Venerdi 27 Maggip si è tenuta presso la Biblioteca Comunale di Pianezza una serata di commemorazione del 70° anniversario del voto alle donne, organizzata dalla sezione locale dell’Anpi. E’ stata una serata tutta targata Pd: relatori lo storico Gianni Oliva, già assessore regionale alla Cultura nella giunta Bresso e Nino Boeti, vicepresidente del Consiglio regionale, sonoramente fischiato dalla piazza del 25 Aprile a Torino.

Malgrado la marcata connotazione partitica sottolineata dalla presenza in sala del candidato sindaco Pd Aires e di diversi suoi collaboratori, la serata è stata gradevole per l’ottimo lavoro di regia a cura di Romano Vignolini, segretario della sezione Anpi, che ha organizzato gli interventi parlati e cantati (da Le Stelle Rosse) intorno a un power point illustrante la storia dell’emancipazione femminile in Italia a partire dalle lotte delle mondine. Leggi il resto dell’articolo

Intervento di Alessandra Cecchi alla presentazione degli archivi di Bianca Guidetti Serra

AlessandraCecchiAlcuni mesi fa, avvicinandosi il primo anniversario del fine vita di Bianca Guidetti Serra, un gruppo informale di compagne e compagni di Bologna ha deciso di mettere in scena un reading che la ricordasse, e che servisse a ragionare sui molteplici aspetti della sua esperienza e sulla loro attualità.

Innumerevoli sono le riflessioni su questa donna, che ha fatto di tutto, a partire da quel suo primo gesto adolescenziale, spontaneamente antifascista, di una notte del 1938, quando uscì per le strade di Torino per strappare i manifesti che definivano gli ebrei come “nemici della patria”.

Poi è venuto l’impegno nella Resistenza, e l’avvocatura militante che l’ha vista protagonista di mille battaglie civili.

È stata l’avvocatessa delle operaie tessili nella conquista della parità salariale, l’avvocatessa dei braccianti che occupavano le terre ad Isola Capo Rizzuto, degli arrestati di Piazza Statuto, dei detenuti che si ribellavano alle terribili condizioni carcerarie. È stata l’avvocatessa degli operai della Fiat, spiati e licenziati per rappresaglia politico-sindacale, e di quelli dell’IPCA e dell’Eternit, uccisi dalle nocività industriali. Leggi il resto dell’articolo

Intervento di Fabrizio Salmoni alla presentazione degli archivi di Bianca Guidetti Serra

24.Febbraio 2016 , alla Fondazione dell’Avvocatura Fulvio Croce, Torino

 

BiancaGrazie  a tutti per essere qui, grazie agli avvocati da parte di tutta la famiglia di Bianca e grazie soprattutto al Centro Studi Piero Gobetti per essersi fatto carico degli archivi di Bianca.

Come molti di voi sanno, per Bianca il Centro Studi non era solo un luogo di lavoro e di memoria storica ma anche un posto di amici. L’ha detto più volte pubblicamente.

Fino a quando le forze l’hanno assistita ha voluto farsi la passeggiata fino in via Fabro per rivedere volti amici, per fare due chiacchiere.

Era quindi naturale che i suoi archivi prendessero quella destinazione. Quello giudiziario l’aveva destinato lei personalmente fin dal 2006. Era logico che anche quello storico prendesse la stessa strada.

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Ritrovati diari e agende giovanili di Bianca

Rinvenuti nel corso dei lavori di ristrutturazione dello studio/abitazione di Bianca Guidetti Serra dei diari personali risalenti agli anni 1934-38 cioè a quando Bianca frequentava il ginnasio-liceo e il primo anno di università (tra i quindici e i 19 anni).

I diari, scritti a mano e in parte stenografati su tre quaderni “di scuola” e un fascio di fogli sciolti, contengono cronache della sua vita quotidiana e pensieri che rispecchiano in pieno la personalità e le idee dell’autrice fin da quella età. Un esempio sorprendentemente significativo? “11 novemnbre 1934…Come passa il tempo! Sono già in quinta ginnasio e mi pare ieri che ho incominciato le scuole. Probabilmente studierò legge e, col tempo, occuperò lo studio di papà: ‘Avvocatessa Bianca Guidetti Serra, via Cesare Battisti 7’. Ecco il mio luminoso e chimerico avvenire!”

Insieme ai diari sono venute alla luce alcune agende di piccolo formato, anch’esse parzialmente stenografate, risalenti agli anni 1939-1944. Sulla data 10 settembre 1943 si legge: I tedeschi occupano Torino

Diari e agende saranno completati con la trascrizione della parte stenografata con l’aiuto del Centro Studi Piero Gobetti che ha avuto in custodia l’archivio giudiziario e quello personale di Bianca. Saranno poi custoditi nell’archivio personale della famiglia.(F.S. 3.10.2015)

A voi la fiaccola. Bianca Guidetti Serra e Primo Levi

Bianca e PrimoIl 16 e 17 maggio si terrà a Bologna “Una montagna di libri contro il TAV”, una due giorni di incontri letterari, dibattiti, musica, cucina e teatro in solidarietà con la resistenza della Val di Susa.Durante l’iniziativa, promossa da Movimento No Tav, Carmilla e Vag61, è previsto un ricordo di Bianca Guidetti Serra e della sua lunga vita, dalla resistenza al fascismo al suo impegno contro lo sfruttamento del lavoro, la discriminazione di genere, le nocività industriali, le istituzioni totali minorili e carcerarie. Il ricordo, che avverrà attraverso la lettura dei suoi scritti e la testimonianza di chi l’ha conosciuta, comprende la divulgazione di materiali scritti. Fra questi il bellissimo saggio di Daniele Orlandi, che pubblichiamo come anticipazione.

 

«È un avvocato di Torino…», disse mia madre passandomi la cornetta. Un pomeriggio d’inverno del 2011, il Novecento mi telefonò a casa. Aveva la voce squillante di Bianca Guidetti Serra a novantadue anni, il suo rotacismo sull’accento piemontese. Le avevo scritto pochi giorni prima con una richiesta impossibile (me ne sarei reso conto in seguito): qualche aneddoto sulla sua antica amicizia con Primo Levi. La risposta di Bianca fu quella telefonata, resa difficile dalla mia emozione e dalla sua comprensibile debolezza di udito, quasi una tenerezza su una donna di acciaio. Una donna che li aveva conosciuti tutti: i fascisti e i partigiani, Bobbio, Togliatti, Pajetta, Galante Garrone, Ada Gobetti, i brigatisti, Margherita Hack, per citarne alcuni. Le sue parole che ho impresse nella mente furono: «Con Primo Levi, certo, eravamo amici. Ma lei cosa vuol sapere esattamente? Ecco, mi riscriva formulando una domanda più precisa e le risponderò senz’altro». Non ho altri ricordi diretti di lei, se non libreschi. Leggi il resto dell’articolo

I libri di Bianca a Meana di Susa

Firma Gallo SebastianoFirmata la donazione della biblioteca di Bianca Guidetti Serra alla Biblioteca popolare “Il Gallo Sebastiano” di Meana di Susa.Centinaia di volumi saranno messi a disposizione del pubblico.

Ieri, 29 Marzo, è stata firmata a Meana di Susa la donazione della biblioteca di Bianca Guidetti Serra all’associazione culturale “Il Gallo Sebastiano”. Nella sede della omonima Biblioteca popolare, si sono ritrovati il sottoscritto con la famiglia e Emanuela Tomassone, presidente dell’associazione, con alcuni degli iscritti che sostengono la gestione delle tante iniziative della biblioteca di via Mattie 4. La scelta di donare le centinaia di volumi a Il Gallo Sebastiano è stata dettata dalla speciale vicinanza di Bianca con la città di Meana, da lei frequentata nei mesi della Resistenza, e con Ada Gobetti a cui, come è noto, Bianca fu legata da grande stima e amicizia. Poco sopra Meana c’era la baita che fungeva da base per la banda partigiana che Leggi il resto dell’articolo

Addio a Rovoletto, un “cattivo” buono

E’ morto al Cto di Torino l’autista della banda Cavallero. Un ricordo da chi l’ha conosciuto.

 

banda Cavallero

 Foto: la banda Cavallero. Rovoletto è il secondo da sinistra

 Per quanto si possa viaggiare nella vita

Si incontrano personaggi fastidiosi

Alcuni ti rapineranno con una sei-colpi

Altri con una penna stilografica

 Ma per quanto io abbia viaggiato

Non ho mai visto un fuorilegge

togliere la casa a una famiglia

(Woody Guthrie)

 La sala mortuaria del Cto torinese è più nascosta che mai, su un lato basso del complesso ospedaliero oltre i container dei servizi e quasi occultata oggi da impalcature di cantiere. Si sa, i morti devono essere nascosti: da quando ce ne andiamo il processo di oblio, di rimozione collettiva inizia subito. In più, tanto per aggiungere mestizia, la giornata è tipicamente grigio-fredda.

Adriano Rovoletto è nella sua bara, consunto da quattro mesi di tormenti e da una vita consumata per 23 dei suoi 79 anni dietro le sbarre. Aveva il diabete in forma grave, non si era mai curato e la malattia si era impossessata di lui gradatamente fino a portarlo al ricovero, all’amputazione tardiva di una gamba e poco dopo alla morte. Intorno a lui, poche persone: vicini di casa che gli hanno fatto compagnia e portato aiuto, niente famigliari (col figlio non aveva buoni rapporti da tempo), la signora Anna, affranta, che l’ha assistito  amorevolmente fino all’ultimo  e piange accarezzando la bara. C’è Sante Notarnicola, l’ultimo rimasto dell’antico sodalizio, con cui è sempre rimasto in contatto e con cui ha condiviso isolamento, sevizie, maltrattamenti in tutti i peggiori carceri d’Italia. E ci sono anch’io, parecchio triste.

Ero troppo piccolo per avere memoria delle rapine della banda Cavallero e del processo ma, impressa in qualche angolo della memoria, ho sempre avuto l’intensità con cui Bianca aveva vissuto il processo e il rapporto successivo durante la carcerazione con lui e con gli altri, Sante e Piero Cavallero. Era la consapevolezza dell’ingiustizia, della pesantezza dell’ergastolo, che suscitava in lei, accanto al distacco professionale, una comprensione e una vicinanza umana che non tutti gli avvocati dimostrano, normalmente. L’avrebbe sentita e sofferta anche per il giovane Giuseppe Battaglia, della banda genovese XXII Ottobre e per diversi altri che durante la detenzione continuavano a ricordarsi di lei con affetto e deferenza e a diffonderne la fama tra i dannati della Terra. Un atteggiamento di cui anch’io a suo tempo ebbi occasione di godere i benefici.

Bianca aveva difeso Rovoletto nei vari gradi di giudizio perchè, casualmente, la sua mamma si era presentata in studio poche ore prima della mamma di Cavallero e, poichè dai primi elementi processuali sembrava poterci essere qualche contrasto tra le posizioni dei due, aveva dovuto declinare la difesa del capo. Ma di tutti e tre i condannati, nel corso degli anni, si era poi occupata per tutelarne diritti e controversie collaterali. In realtà, fin da subito, a processo imminente, aveva tentato invano di bloccare la distribuzione dell’ instant movie di Lizzani Banditi a Milano che, secondo lei, dava per ammesse le responsabilità e quindi poteva influenzare il giudizio.

Quando Rovoletto aveva cominciato a usufruire di permessi e di semilibertà veniva sovente a far visita al suo avvocato. E’ in quelle occasioni che ebbi modo di conoscerlo. Grande, grosso, voce tonante, portava fiori e piccoli regali, raccontava di come se la cavava, dei suoi lavori. Bianca era contenta di vederlo di nuovo in circolazione, si assicurava che tutti gli aspetti legali della sua situazione fossero sistemati. Lui teneva sempre a ricordare che non aveva mai sparato, una verità che non gli aveva risparmiato il concorso di reato, ma pur sapendo di aver sbagliato a imbarcarsi in quella sciagurata avventura, si sentiva relativamente a posto con la sua coscienza e dopo il lungo soggiorno in galera era chiaramente un uomo diverso, “normale”: lavorava, pensava, leggeva forse le poesie di Sante, sopravviveva come tanti, come il proletario che era sempre stato.

Abitava da solo per le circostanze della vita e il suo carattere impetuoso non l’aveva perso, si lamentava talvolta della mancanza di assistenza sociale ma non si autocommiserava. Solo con il suo cane e la signora Anna, da quando non riusciva più a muoversi si era fatto volere bene da tutti quei pochi che lo frequentavano per schiettezza, semplicità e bontà d’animo.

C’è qualcosa nel destino di tutti noi, forse delle casualità che talvolta ci portano  su sentieri sbagliati ma che non incidono sulla nostra natura. Per Adriano, Sante e Piero era forse stata la voglia di avventura, di dimostrare che qualcosa per uscire dalla propria condizione “si può fare”, la malintesa interpretazione del concetto di emancipazione di classe quando non ci sono altre vie d’uscita, quando anche la politica ti abbandona. Tutti e tre erano stati a piazza Statuto nel 1962 quando la folla di operai e proletari si era riversata nel centro di Torino per attaccare la sede della Uil che aveva fatto un accordo separato con la Fiat. Botte da orbi, con l’avallo di Cgil e Pci. Poi più niente speranze se non nella sopravvalutazione delle proprie capacità per cercare di vivere meglio, per far male al Potere dove fa più male: i soldi. Come Jesse James che credeva di vendicare la Causa Persa della Confederazione rapinando le banche degli ex nordisti e le ferrovie dei collaborazionisti, come Pretty Boy Floyd che vedeva nelle banche il nemico dei contadini poveri del sud ovest americano negli anni della Grande Depressione, come la XXII Ottobre genovese poco dopo, nei primi anni Settanta.

Nel settembre scorso ho fatto avere a Adriano la biografia di Bianca e il cartoncino di ricordo di lei, poi gli ho telefonato per sapere se aveva bisogno di qualcosa e avevamo chiaccherato per qualche minuto. Mi dicono che si era commosso.

Dopo averlo accompagnato al cimitero, ho voluto passare da piazza Crispi per guardare i luoghi “storici” della banda Cavallero. Dove c’era la sezione del Pci con annesso circolo Arci, ritrovo abituale dei tre, oggi c’è una banca. Il cerchio si è chiuso male. Chi ancora nutriva rancori può ritenersi soddisfatto ma il mondo senza Adriano Rovoletto non è certo migliore. (F.S.  27.2.2015)

 

 

Una Tshirt di Bianca

 

TshirtBianca L’ idea nata per ringraziare per la partecipazione ai funerali di Bianca Guidetti Serra si è concretizzata con la realizzazione di 28 T shirts con l’immagine in toga di una giovane Bianca, e la riproduzione sottostante di un estratto da una sua citazione. La firma in rosso completa l’immagine. La Tshirt è destinata a valorose donne-avvocato e a donne resistenti che seguono l’esempio di Bianca nella professione o nell’impegno sociale. Finora l’hanno ricevuta:

Avv. Valentina Colletta . Penalista specializzata in problemi carcerari, tossicodipendenze e immigrazione. Ha fatto parte del collegio difensivo al maxiprocesso contro i No Tav.

Avv. Michela Malerba. Penalista, membro del Direttivo del Consiglio dell’Ordine torinese.

Avv. Giusi Mele. Civilista specializzata in diritto di famiglia e minorile; da anni consulente della Casa della Donna di Torino ed esponente dell’Associazione Giuristi Democratici di cui faceva parte Bianca.

Avv. Cristina Patrito. Penalista specializzata in reati ambientali. E’ stata parte civile in processi per abusi edilizi e per reati nello smaltimento dei rifiuti. Ha fatto parte del collegio difensivo al maxiprocesso contro i No Tav.

Avv. Michela Quagliano. Penalista, appassionata di diritti, si è occupata, tra l’altro, di questioni di genere e di bioetica. È stata consigliera del c.d.a. della Fondazione dell’Avvocatura Torinese Fulvio Croce; dal 2015 è Presidente dell’Associazione Giuristi Democratici.

Avv. Barbara Spinelli. Penalista di Bologna specializzata in reati contro l’infanzia. Un settore particolarmente caro a Bianca.

Avv. Emma Vercellone. Già sostituta di Bianca, ora avvocato specializzata in diritto di famiglia e minorile.

Avv. Alida Vitale. Civilista, specializzata in diritto del lavoro, sempre e solo dalla parte di lavoratrici e lavoratori. Consigliera di Parità della Regione Piemonte.

Alessandra Algostino. Docente di Diritto Costituzionale, coniuga studio, insegnamento e militanza. Attiva sui temi dei diritti, dei migranti, del Movimento No Tav e della democrazia.

Chiara Appendino. Consigliere 5 Stelle al Comune di Torino. Particolarmente agguerrita in Sala Rossa, è presenza ostica per il sindaco Fassino. Voci non ufficiali la indicano come prossima candidata 5S a sindaco di Torino. Recentemente si è interessata alla vertenza sindacale ai Mercati Generali.

Alessandra Cecchi con Delia Bellanova, Gioconda Ciciriello, Giancarla Rotondi, Rosa Ugolini, organizzatrici della prima celebrazione di Bianca per Una Montagna di Libri 2015 a Bologna. Alessandra Cecchi è anche promotrice del blog Un Percorso lungo un Secolo, dedicato a Bianca.

Haidi Gaggio Giuliani. Mamma di Carlo Giuliani, assassinato dai Carabinieri nel corso di una manifestazione di protesta durante il G8 di Genova 2001. Parlamentare indipendente candidata da Rifondazione comunista nei due anni del Governo Prodi. Ha rinnovato il suo impegno contro i progetti di Alta Velocità.

Carla Gobetti. Direttrice “storica” del Centro Studi Piero Gobetti, amica e collaboratrice di Bianca, attualmente Presidente Onorario del Centro Studi. 

Santina Mobiglia. Insegnante, esperta di editoria, biografa di Bianca.

Patrizia Moretti Aldrovandi. Mamma di Federico Aldrovandi, ucciso di botte dalla Polizia, impegnata nella dura lotta per far individuare e punire i colpevoli.

Licia e Claudia Pinelli. Moglie e figlia di Giuseppe Pinelli.

Cecilia Strada. Presidente di Emergency.

Frida Tomizzo. Assistente sociale, membro del direttivo dell’Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie (ANFAA), di cui faceva parte anche Bianca. Con lei ha condotto molte battaglie sulle leggi per l’adozione e per il diritto all’assistenza per i non autosufficienti.

 CeciliaStradaCecilia Strada

Attiviste, militanti del movimento valsusino contro la Torino-Lione:

Doriella Cavazzini

Maria Chirio

Barbara Debernardi

Nicoletta Dosio

Marisa Meyer

Bianca Riva

Chiara Sasso

Doriana Tassotti  

 

Naturalmente niente Tshirt assegnate all’Istituto Storico della Resistenza torinese per l’ assenza totale ai funerali di Bianca e per i comportamenti dei membri del Direttivo nei confronti della famiglia.  

Da Sante Notarnicola, una poesia per Bianca

SanteTra i tanti che hanno reso omaggio a mamma Bianca in Sala Rossa del Municipio tra il 25 e il 26 Giugno scorso c’era un uomo dimesso, con un braccio al collo per un recente incidente, capelli e barba bianchi, lieve accento pugliese. Non l’ho riconosciuto perchè era tanto che non lo vedevo. Mi si è avvicinato e in un sussurro mi ha detto “Sono Sante…”. Era proprio lui, Sante Notarnicola, banda Cavallero, più di vent’anni di carcere duro, torture, pestaggi, rivolte. Bianca, al processo della banda, a Milano, aveva difeso Adriano Rovoletto, l’autista, ma in seguito aveva anche seguito per Sante l’iter per la semilibertà a legge Gozzini approvata e gli aveva fatto da tutore legale per permettergli di riscuotere i diritti d’autore per il suo libro L’evasione impossibile, edito da Feltrinelli.

Sia lui che Rovoletto si erano sentiti molto legati a Bianca fin dal giorno della sentenza d’ergastolo quando lei, istintivamente, li aveva abbracciati: aveva fatto quello che poteva e loro lo sapevano. Rovoletto, grande e grosso, veniva spesso a trovarla fin dal suo primo permesso; ora è a letto per malattia e impossibilitato a muoversi. Cavallero, le aveva mandato un suo dipinto da Porto Azzurro, Sante invece scriveva poesie che Primo Levi in un’intervista defini “piuttosto belle”.  E oggi me ne ha fatto avere una dedicata a Bianca che voglio condividere con tutti. Lei ne sarebbe stata molto toccata perchè non ha mai trascurato l’aspetto umano della sua professione. Anche per quello Bianca era speciale.

 

Stamani anche i mandorli sono fioriti. A Bianca

 

Alla maniera ebraica

qui sulla tua tomba

vengo a posare

la pietra del cordoglio

e a raccontarti

cose raccattate

sul selciato assolato

 

Sepolcro privilegiato il tuo

– si dice in giro –

proprio di fronte al mare

oggi infuriato e,

dall’altro lato, i tuoi

amati monti

e poi ancora

i fiorellini che coprono

tutto il prato intorno

 

Spero tu possa sentire

per un momento solo

questi profumi

che stordiscono

e udire se puoi

i rumori del vento

e del mare

che cullano il tuo sonno

 

Tutte le lapidi qui

sono ruvide, lo sai,

consumate dal tempo

del vento incessante

nei mesi più freddi

 

In questo pezzo di terra

volutamente disadorno

affido la memoria

mia e tua

a questa piccola pietra.

 

Sante Notarnicola

Giugnola, 7 Luglio 2014