Addio a Margherita, custode di memorie

margherita2Ci sono persone che stanno nel cuore di ciascuno di noi più di altre che apparentemente hanno stessi meriti o ruoli simili. Persone che per carattere o umanità o coerenza o lucidità di pensiero si pongono involontariamente come punti di riferimento per chi a un certo punto della vita ha smarrito la strada o il filo conduttore di un proprio percorso. Margherita D’Amico era una di queste persone per i rimasti e i sopravvissuti alla grande esperienza politica di Lotta Continua. O  almeno per una parte di quelli. Quelli che non hanno salutato con gioia la liberazione dalla militanza, quelli che hanno sentito la sconfitta sulla loro pelle, quelli che non lottavano perchè era di moda o una via per esteriorizzare il proprio edonismo, quelli che per estrazione sociale e ruolo di classe avevano da perdere più di altri con la dissoluzione, con il cosiddetto “terremoto”; quelli che in fondo rischiavano più di tutti per difendere fisicamente gli spazi conquistati al contropotere. A tutti quelli soprattutto, Margherita si è offerta fino all’ultimo per riflettere insieme, per ragionare sul passato e trovare un senso al presente, per ricevere e ridistribuire ricordi, per mantenere vivi memoria e orgoglio. Conosceva tutti e tutto dei militanti torinesi, le storie, le qualità e le debolezze, anche i lati del carattere criticabili (e li diceva all’interessato), ma la sua lettura delle persone era sempre in funzione delle rispettive scelte politiche. Leggi il resto dell’articolo

Per ricordare Tonino Miccichè

Miccichè

A 40 anni dalla sua uccisione, chi era con lui allora vuole rinnovarne la memoria e l’esempio.

Tonino Miccichè, nato a Pietraperzia in provincia di Enna, emigrato a Torino alla fine degli anni Sessanta, è stato operaio Fiat, dirigente di Lotta Continua e del Comitato per la casa nel quartiere Falchera di Torino. Ha vissuto gli ultimi mesi della sua vita assieme alle centinaia di famiglie operaie che chiedevano il diritto a una casa decente e che tennero in scacco tutti i poteri cittadini dal Novembre 1974 all’agosto 1975 con il supporto delle organizzazioni rivoluzionarie.

Lo chiamavano affettuosamente “il sindaco della Falchera”: era lui infatti che trattava con le autorità, che assegnava provvisoriamente gli alloggi a quanti andavano a occupare, era lui che risolveva i mille problemi quotidiani che nascevano dalla convivenza di tante persone, assegnatari e occupanti. Leggi il resto dell’articolo

Per non dimenticare. In memoria di Pietro Bruno

pierobrunoIl 22 novembre 1975 si svolge a Roma una grande manifestazione per chiedere il riconoscimento da parte dell’Italia della Repubblica Popolare dell’Angola, appena liberatasi dal colonialismo portoghese. Mentre il corteo si snoda per va Labicana, una decina di manifestanti si stacca, all’altezza dell’Ambasciata dello Zaire, con l’intenzione di compiere un’azone dimostrativa contro un regime attivo nell’aggressione imperialista in Angola.  Appena affacciatosi in largo Mecenate, il gruppo ha chiaro sentore d’ una trappola.

Dopo aver lanciato alcune molotov per coprirsi la fuga, i giovani iniziano a correre. Contro di loro poliziotti e carabinieri scatenano un vero e proprio tiro al bersaglio.  Piero Bruno, 18 anni, studente dell’ITIS Armellini e militante di Lotta Continua, Leggi il resto dell’articolo