Mala tempora currunt

Stravince l’estrema destra, quella che gli industriali volevano per ricominciare a correre secondo le loro regole, quella dei corrotti, della mafia e dei neofascisti, quella  dei sindacati di polizia che chiedono sempre più mezzi letali per “difendersi”. Perdono i Cinque stelle per non aver mantenuto le promesse e per dilettantismo. Ora dovrebbero lasciare il governo per ricominciare con dignità.

di Fabrizio Salmoni

Proprio cosi. Non poteva andare peggio a questa Italia incattivita e tutto sommato mediamente soddisfatta delle proprie condizioni di vita se riesce a prendersela con i profughi, con l’Europa e a non prendersela con chi fa poco o niente per farla stare meglio.

Un’Italia a cui, malgrado le moine a Greta, non frega niente della salute del territorio, salvo poi piagnucolare e chiedere l’elemosina ai governi quando si allagano o crollano le case, a cui non frega niente della corruzione, salvo piagnucolare se non assumono un parente o se non ti danno un appalto, un’Italia che vuole pagare di tasca propria le grandi opere per conto delle lobby e degli industriali, che non ha memoria di un passato che comincia solo 14 mesi fa, insomma un’Italia meschina, ignorante e piagnona che si fa ammaliare dall’ennesimo “uomo forte”. Destino e anima malata di una nazione senza memoria.

 

Dunque stravince la Lega che capitalizza sulla campagna elettorale permanente del proprio Capitano che può ascrivere al proprio operato al governo solo il decreto sicurezza. Stravince col rosario in mano e in nome dei santi europei malgrado le deboli voci contrastanti che si levano addirittura dal Vaticano.

E con la Lega vince la destra e soprattutto l’estrema destra, non solo quella che si annida nelle fogne di Casa Pound o di Forza Nuova, ma quell’estrema destra che sta negli anfratti reconditi dello Stato, mafia compresa, e dentro i corpi e i sindacati di polizia che chiedono sempre più mezzi letali per “difendersi”. Una situazione che richiama quella peggiore del 1922: industriali che si affidano alla destra per ottenere libertà di sfruttare, per lucrare sulle grandi opere e per ogni possibile vantaggio; un partito che li asseconda su tutto e che dà le carte delle regole a un’Italia rancorosa; una polizia con licenza di spaccare ossa (vedi reporter di repubblica a Genova), squadracce nere sempre più audaci. Non escluderei che a media scadenza si debbano difendere le sedi dell’Anpi, dei centri sociali e, in progressione, di ogni associazione “comunista”.

Straperdono i Cinque Stelle, vittime delle loro promesse violate (Tap, Terzo valico, Ilva, forse Tav…), della loro incapacità di tener testa all’alleato di governo, delle ambiguità sul Tav, della loro mancata trasparenza e comunicazione col territorio. E fa riflettere che tutto quello non sia stato percepito come compensazione per il buono che , malgrado tutto, sono riusciti a fare (reddito di cittadinanza, decreto dignità, anticorruzione, taglio ai vitalizi). Hanno pesato di più evidentemente il salvataggio di Salvini, le promesse non mantenute, una comunicazione fallimentare. E naturalmente ha pesato il bombardamento mediatico senza precedenti da parte di una lobby giornalistica cialtrona, conformista, serva dei propri editori e del blocco di poteri che aveva come unico obiettivo quello di annientare l’esperimento Cinque Stelle, visto come unico anomalo ostacolo alla ripresa della corsa con le regole di sempre.

Un esperimento fallito, una delusione e tre passi indietro per i movimenti di lotta sociale che dovranno ricominciare da capo per di più con condizioni peggiori di prima.

Cosa dovrebbero fare ora i Cinque Stelle? Difficile che riescano a far passare ancora qualcosa di buono o che quell’eventuale qualcosa di buono riesca a far loro riprendere fiato e forze. Auguriamoci almeno che non si attorciglino su se stessi e che abbandonino subito un governo che non può fare loro che male, prede più di prima dell’assatanato Salvini che già spadroneggiava a manetta. Per rimettersi a fare politica sul territorio dopo una dura autocritica sui tanti aspetti dell’esperimento che si sono rivelati inadeguati se non fantasiosi (uno vale uno, voto online, limiti di mandato, selezione dei quadri…per esempio).

Con l’abbandono del governo da posizioni progressiste e ricordando a tutti con i fatti che solo loro possono essere argine alla destra. Non perderebbero certo di più che rimanerci. A patto che si offrano come difensori della Costituzione, della legalità delle politiche del lavoro, di un nuovo modello di sviluppo (spiegato però…). Forse solo cosi avrebbero possibilità di riprendersi perchè altra sinistra istituzionale oggi non c’è.

Bisogna spiegare chiaramente che il Pd è una destra travestita da sinistra, che non offre alcuna ipotesi di rinnovamento e in questo senso non possiamo che festeggiare quel poco di buono che da queste elezioni ci viene: la possibile uscita di scena di B. e di Forza Italia, ormai fagocitata dalla Lega (si attende solo il segnale del fuggi fuggi), e soprattutto la sconfitta di Chiamparino in Piemonte: perchè è meglio confrontarsi con la destra vera (a quando i primi avvisi di garanzia?) che con un suo surrogato, con un’entità ingannevole. Molti ci sono ancora cascati e ci si chiede quanto durerà ancora quell’ologramma.

Dei rimasugli della sedicente sinistra poco ci importa: non sono mai stati utili a nessuno e non offrono alcuna nuova idea.

Tutto da rifare dunque…e sotto a chi tocca! (F.S. 27.5.2019)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

One Response to Mala tempora currunt

  1. fausto says:

    “…la possibile uscita di scena di B. e di Forza Italia, ormai fagocitata dalla Lega…”

    Fagocitata? Scherziamo? Il signor B. è il proprietario formale di tutti i marchi ed i simboli dei leghisti. E ovviamente decide lui se costoro vanno in televisione o no.

    Tecnicamente parlando, i leghisti oggi sono una mezza via tra uno zombie e una lista civetta in mano al consueto padrone. Che li può eliminare quando vuole. Bisognerà che gli italiani tengano bene a mente queste cose, prima di azzardarsi a votare fantomatici governi “di centrodestra” che si riveleranno rapidamente essere letali governi “del signor B.”.

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