Sinistra. Superare l’equivoco per andare avanti

L’equivoco è l’affannosa ricerca di una sinistra che non c’è. Le vicende politiche degli ultimi dodici mesi dovrebbero aver fatto chiarezza.

di Fabrizio Salmoni

C’è un equivoco che corre per tutta Italia (e non solo), che non riguarda solo le scadenze elettorali. Anzi ce n’è più di uno. Il grido di dolore che si leva dai media è: dov’è la sinistra, dove va la sinistra, cosa fa la sinistra, intendendo con quell’appellativo tutta quella che si autoqualifica sinistra istituzionale. Interrogativi e richiami accorati che in realtà, qui sta il secondo equivoco, sono rivolti sostanzialmente al Pd.

Noi cittadini ci facciamo sempre un po’ intortare dai media, talvolta ci facciamo coinvolgere in sterili dibattiti e ci preoccupiamo persino. A mente lucida e scevra da condizionamenti, da sensi di appartenenza, da retaggi remoti, dovremmo metterci in grado di vedere la dura realtà e ragionare per metterci l’animo in pace: quella sinistra non esiste più. Non ce n’è traccia. E non c’è bisogno di risalire a Renzi, è ben da prima. Ma restiamo all’oggi.

Ciò che si è già detto di Zingaretti dovrebbe bastare: la prima cosa che fa da neosegretario è venire a Torino per sostenere il Tav e il “vecchio che avanza” Chiamparino, che vuol dire industriali, commercianti, costruttori e banche, non proprio simboli di progresso sociale se non quello che fa comodo a loro; la seconda è di riciclare nell’apparato renziani e cacicchi longevi e trasformisti; sulle misure di uguaglianza sociale (reddito di cittadinanza, salario minimo, ecc.) manco si discute perchè li propongono i Cinque Stelle; fanno gli schizzinosi sull’autodifesa armata quando l’avevano già proposta loro; fanno i difensori dell’ambiente, osannano i ragazzi di F4F ma sostengono la cementificazione, le grandi opere, le trivellazioni, insomma tutto quello che è il contrario di ecologia. Neanche su questioni simboliche e storiche come l’antifascismo il Pd tiene: il revisionismo sui “ragazzi di Salò” e sulle foibe ha aperto da tempo la fogna da cui sono usciti incoraggiati Casa Pound, Forza Nuova e analoga immondizia; anche in piazza “contrordine compagni!”, a Torino si va con Fuan e i suddetti, nonchè con Lega e Forza Italia, ad invocare il Tav, e l’Anpi provinciale, enclave generazionale presidiata a muso duro dal Pd, manda comunicati ai giornali invece di chiamare alla mobilitazione contro le sortite neonaziste (l’ultima il 2 marzo di Lealtà e Azione). Per mimetizzarsi, rimangono argomenti “ideali”, quelli che non costano niente al suo sistema clientelare: il razzismo, l’ecologia generica, le leggi per il fine vita (devono ancora pensarci), le libertà sessuali e poco altro. Sulla questione immigrazione, con Minniti sono stati capaci di anticipare le politiche della Lega. Hanno anche Calenda che fa la destra della sinistra. A voler continuare ci vorrebbe un libro intero ma ci sono quelli già scritti e quindi mi fermo qui.

Nei cartelli elettorali, col Pd c’è +Europa, ex radicali sotto altro nome che nella loro storia, varcati le encomiabili soglie di divorzio e aborto, negli ultimi venti anni hanno viaggiato sia con Berlusconi che con Renzi, sono per fare il Tav, sostengono Israele e in genere tutte le politiche atlantiche. Insieme alla Bonino, sono oggi guidati da un ex Forza Italia (Benedetto della Vedova) e da un ex democristiano, Udc, Forza Italia, ecc. (Bruno Tabacci). Tutti indicatori qualificanti di un’ appartenenza a “sinistra”.

A sinistra di quella sinistra troviamo la galassia degli ex ridotta a spizzichi: da Rifondazione a Potere al Popolo (già divisi a un anno dalle elezioni): non sarà che certi richiami sono per lo meno da rivedere? Vogliamo parlare degli stalinisti di Marco Rizzo che vanno in piazza scandendo “Stalin, Berja, Ghepeù“? O dei profughi di LeU che non esiste già più (ma che sinistra era con Bersani, D’Alema, Speranza e Boldrini)?

Un caso clinico, almeno a Torino, è la Sinistra Italiana, costola dell’ex Sel: fino all’altro ieri stavano con il Pd di Chiamparino assecondandone tutti gli umori, poi in nome del Tav se ne sono staccati criticandolo flebilmente e togliendo voti alla sua maggioranza (senza metterla a rischio). Oggi stanno rimuginando di ri-apparentarsi per le regionali con Chiamparino pur mantenendo il No al Tav. “Per non far perdere la sinistra“. Stendiamo il proverbiale velo pietoso.

“Ma allora? – si chiedono gli orfani e i radical chic – chi votiamo?”. Non lo so e sono angosce che non mi appartengono. Quello di cui sono sicuro è che, da che mondo è mondo, la sinistra è quella che fa le lotte sociali le quali semmai creano le condizioni affinchè esistano forze politiche che portino nelle istituzioni le istanze sollevate dal basso, le sostengano e le rendano possibili.

Negli anni scorsi gli attori di quelle lotte sociali hanno pensato di investire il voto sul M5S che prometteva il cambiamento e di dare seguito alle richieste del territorio. L’esperimento sembra essere fallito per inconsistenza e incapacità di quella nuova classe politica, per le condizioni in cui si è trovata ad operare, per le contraddizioni in cui si è trovata invischiata, per la reazione di durezza senza precedenti di tutto il vecchio sistema che ha avvertito il pericolo e chiede a gran forza la restaurazione. Una reazione che ha messo a nudo l’unica verità: il sistema è tale perchè la cosiddetta sinistra non esiste. Sta solo nelle nostre teste e nelle nostre azioni. Quando l’avremo capito forse ci sbarazzeremo delle scorie e andremo avanti. (F.S. 17.3.2019)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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