“Droni” britannici. Dopo Gatwick tocca a Heathrow

Ieri è stato bloccato Heathrow dall’incursione di uno o più velivoli non identificati che i media e le autorità continuano a chiamare droni senza che le indagini trovino una soluzione “vendibile” all’opinione pubblica. Intanto si mobilitano forze spropositate.

di Fabrizio Salmoni

E’ paradossale quanto i media riescano a occultare notizie poco convenzionali, che non offrono spiegazioni immediate e rassicuranti.

Ricordate la crisi natalizia dell’aeroporto di Gatwick, bloccato per qualche giorno dalla presenza nello spazio aereo di servizio da un numero mai precisato (due, quattro, sessantasette?) di cosiddetti “droni”(globulari, a forma di croce…? mah!)?

Be’, su La Stampa di oggi l’occhio mi è caduto su un articolo a tutta pagina titolato “Allarme dell’intelligence Usa. L’Isis vuole attaccare con i droni“. Con qualche curiosità per l’allarmismo della notizia ho affrontato la lettura accorgendomi subito che la prima metà dell’articolone era in realtà dedicato al nuovo caso di “droni” sull’altro aeroporto londinese di Heathrow: ieri, martedi 8, un velivolo (o due) non precisato nei dettagli sarebbe stato visto “vicino alla pista”causando il blocco dei voli con conseguente caos per circa due ore. Questo malgrado la supertecnologia Drone Dome israeliana per individuare e distruggere velivoli “non graditi”, installata – si dice – non più di una settimana fa in entrambi gli aeroporti.

Già per Gatwick a dicembre si erano mobilitate forze apparentemente sproporzionate ai presunti bersagli: truppe speciali, esercito, aviazione; la polizia aveva rastrellato l’area ampia dei sobborghi fermando due coniugi, messi subito alla gogna su tutti i giornali come i presunti dronisti, ma rilasciandoli poi con tante scuse 24 ore dopo.

La confusione delle autorità era stata massima: dichiarazioni e smentite sul numero dei velivoli, poi anche quella più controversa da parte del vice capo di polizia del Sussex, Jason Tingley, secondo cui “c’è sempre la possibilità che in realtà non ci sia stata genuina (grassetto nostro, NdA) attività di droni...” che aveva aumentato la confusione e lasciato i cittadini a chiedersi “E allora cos’erano?”

Ora ci risiamo. E gli interrogativi riguardano il “come è possibile che…?” e l’inafferrabilità di presunti operatori clandestini (cioè non autorizzati) che si divertirebbero a infestare i cieli degli aeroporti. Si parla di leggi speciali, di provvedimenti straordinari allo studio, di competenze militari, di risse politiche sull’argomento, di riunioni urgenti di polizia, aviazione e capi della Difesa, (!), ecc. Roba seria.

Stiamo a vedere gli sviluppi, in attesa di ulteriori dettagli che probabilmente non mancheranno in modalità confusa, come prevedibile.(F.S. 9.1.2019)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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