Incidente a Gatwick. Aeroporto bloccato da “droni”

Cosi la stampa si è affrettata a definire gli oggetti che hanno costretto per quasi 48 ore l’aeroporto alla chiusura (con conseguente caos del traffico natalizio). ma la reazione delle autorità, le solite contraddizioni della versione ufficiale e le testimonianze suscitano tante perplessità. Un buon Natale da lassù?

Alcuni oggetti volanti etichettati come “droni” hanno fermato l’ottavo aeroporto europeo per quasi 48 ore provocando l’annullamento di voli per migliaia di persone e una serie di misure straordinarie che finora non hanno chiarito la natura del fenomeno.

I fatti, secondo le cronache dei quotidiani britannici: intorno alle 21 di mercoledi 19 dicembre vengono avvistati due “droni” che si muovono “vicino a una pista” a non specificata quota. L’aeroporto si ferma poi i “droni” scompaiono. Alle 3.01 di notte (giovedi) la pista viene riaperta ma di nuovo chiusa dopo 45 minuti dopo che un “drone” ricompare. Altro avvistamento viene registrato a mezzogiorno e un altro ancora alle 22. In aeroporto è un caos di passeggeri.

Accorre la polizia, constata la presenza dell’oggetto ma, a detta del Direttore dei voli Chris Woodrooffe, “non poteva abbatterlo per timore dei danni eventuali causate da pallottole vaganti” (ma il cielo non era sgombro di voli?). Viene esclusa l’origine terroristica e si avviano le ricerche nel raggio utile di manovra dell’eventuale operatore dei “droni”, anzi sembra che “ogni volta si pensi di essere vicini all’operatore il drone scompare e riappare quando si pensa di riaprire le piste“. Incalzato dai giornalisti, Woodrooffe dichiara. “Voi capirete che ci sono cose di cui non posso parlare” e non esclude altre interruzioni.

Intanto è intervenuto anche il Segretario alla Difesa Gavin Williamson che dice di aver richiesto l’aiuto delle forze armate “per gestire la situazione“. Dichiara: “Le forze armate hanno speciali capacità e tutto questo non è ciò che normalmente dispiegheremmo ma saremo li per asssistere e fare qualunque cosa per riaprire presto l’aeroporto“. Con pochi risultati sembra, perchè il Times riferisce di ben 40 avvistamenti da mercoledi sera. Tra le attrezzature militari impiegate vengono segnalati droni speciali, jamming machines per bloccare i sistemi elettronici degli oggetti, “attrezzature sofisticate“.

Notizie dal Daily Mail dicono che c’è una persona sospetta identificata ma nello stesso articolo si nega che ci siano dei fermi. Vengono formulati sospetti su un’azione di una “protesta ambientalista“. Insomma, non sanno che pesci pigliare. E intanto, malgrado polizia, forze armate, tecnologia militare, alle 17,10 di ieri, venerdi, un “drone” è ricomparso e di nuovo l’aeroporto si è fermato fino alle 22. La situazione si fa dunque paradossale e i social impazzano: “Se ci sono aggeggi elettronici che possono tirare giù dei droni perchè non le usano?” (John Kissamitakis); “In Irak volano bombe vicino all’aeroporto ma gli aerei atterrano. Qui dei droni fanno chiudere un aeroporto” (passeggeri irakeni), ecc.

Entra in scena anche il viceministro dei Trasporti Chris Grayling che parla di multipli “substantial drones ( droni materiali, solidi…ma che vuol dire?)”, di “nuovo tipo di minaccia…Improbabile che i droni siano provenienti da uno Stato straniero ma sinceramente non lo sappiamo“. Ma che autonomia di volo avrebbero se provenissero dall’estero?

Gira una foto diurna (quella che riportiamo vicino al titolo), non ingrandibile, con un oggetto a una quota apparentemente di 100/150 metri ma di sicuro nel frattempo le forze di sicurezza hanno avuto modo di farne altre che finora non sono pubblicate. Repubblica e Corriere online pubblicano un video in cui si vedono due luci nel buio del cielo, quella più bassa apparentemente immobile, l’altra che si sposta lentamente.

Naturalmente, tutto questo caos genera innumerevoli domande che convergono su quella principale: come è possibile? Il raggio di manovra di un drone commerciale non supera i 1500 metri, non dovrebbe essere difficile individuare gli operatori. E che vuol dire che “compaiono e scompaiono“? Se sono dei droni si dovrebbe vedere che si allontanano e ritornano. E ancora: ma non può bastare un cecchino per abbatterli?

Sarà interessante, se ce lo concederanno, conoscere le conclusioni del Joint Airmiss Working Group, un’unità mista di specialisti di aviazione militari e civili che indaga sulle cause di mancate collisioni nei cieli britannici

Precedenti? Quello del 15 luglio 1991 che riguarda il volo British Airways dalla Grecia in discesa su Gatwick il cui equipaggio vide un oggetto oblungo e nero sfrecciare a soli 50 metri dal portello laterale. Un contatto confermato dai controllori di volo, visibile su radar a 10 miglia nautiche dal Boeing muoversi alla bassa velocita di 120 miglia all’ora e cambiare direzione improvvisamente verso un altro aereo in avvicinamento. Il JAWG classificò l’incidente con la dicitura “unexplained – non spiegato”.

Il 21 aprile dello stesso anno il Ministero della Difesa aveva cercato di giustificare come un drone un oggetto oblungo che aveva attraversato la rotta del volo Alitalia AZ284 in arrivo da Milano su Heathrow. Il risultato dell’inchiesta del Ministero fu redatto come segue: ” In assenza di una chiara evidenza che permetta di identificare l’oggetto è nostra intenzione trattare questo avvistamento come ogni altro riferibile a un Ufo e pertanto non siamo in grado di proseguire con questa inchiesta”. (DEFE 24/1953/1) *.

Interessante notare che il Rapporto segreto Condign, commissionato nel 1996 dal Ministero della Difesa e prodotto nel 2000, stabiliva che “è possibile che un incidente fatale possa avvenire a seguito di improvvisa manovra aerea per evitare collisione con un Ufo a bassa quota“. E’ probabile quindi che proprio su quella base sia stato deciso oggi di chiudere l’aeroporto. Per la cronaca, la conclusione finale del Rapporto Condign confermava che “certamente il fenomeno Ufo esiste ma non pone minaccia alla difesa nazionale“. A seguito di questo statement fu decisa la chiusura “ufficiale” dell’Ufo Desk in opera fin dagli anni Cinquanta. Fu proprio l’ultimo titolare del Desk, Nick Pope, che dichiarò che in realtà la competenza fu passata ad altro ufficio del Ministero.

Il caso odierno dei “droni” di Gatwick è certamente uno dei più interessanti nel campo della prevenzione delle “collisioni mancate” a causa di oggetti volanti non identificati. Almeno per ora sembra proprio un X File. Vedremo se ci saranno sviluppi per ulteriori interrogativi. (F.S. 22.12.2018)

 

* Entrambi i casi citati da National Archives, The Ufo files, 1978-2007, http://www.nationalarchives.gov.uk/ resi pubblici nel 2008.

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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