Probabili cerchi nel grano a Collegno

       

(aggiornamento al 16.5.2017)

Dopo qualche giorno di indagine sul terreno e di esame superficiale dei campioni di grano e terra, l’ipotesi  “naturale” sembra prevalere sia su quella “aliena” che su quella “umana”. Rimangono alcuni dubbi che, con i nostri mezzi non siamo in grado di sciogliere.

Un’ampia superficie sul lato est della bretella che da Collegno/Fermi va alla rotonda Ikea sulla Sp24 mostra una complessa rete di cerchi e altre forme geometriche nel grano. La superficie interessata, più ampia di quella visibile dalla bretella, è di circa un km di lunghezza ma un altro campo, oltre la sterrata che costeggia il primo, ospita altri disegni. Venendo dalla direzione opposta e guardando a destra verso la tangenziale scendendo la rampa, un altro campo presenta numerosi altri “ornamenti” Nel complesso l’area interessata potrebbe essere di almeno 3-4 kmq.

L’abbiamo notata già da venerdi scorso (12 maggio)  intorno alle 20, illuminata dalle luci stradali ma quello che si è rivelato ad una visita successiva il giorno seguente è stato di impatto ancora maggiore. Difficile dire da terra se il tutto compone una o più figure riconoscibili. Alcune depresssioni sembrano delle rette geometriche, alcune “dentate”, altre rotonde con sbuffi al centro o di forma non individuabile. Due sono i cerchi maggiori. L’intuizione suggerisce un lungo gambo e due grandi corolle di fiori con altri motivi adiacenti non identificabili. Un’altra ipotesi, sorta con l’osservazione di una porzione del campo dall’alto (40/50 m) dell’unica altura contigua, fa pensare anche a una serie di componenti elettroniche che ricordano i codici binari della “risposta di Arecibo” (v. link sotto). Insomma, un insieme di disegni di difficile comprensione.  Ci vorrebbe una foto o una ripresa dall’alto per una veduta di insieme.

L’area è immediatamente contigua a quella che nel giugno 2015 aveva già ospitato un magnifico pittogramma a ruota dentata di circa 100 metri di diametro (http://www.lastampa.it/2015/06/24/cronaca/gli- extraterrestri-sono-arrivati-a-collegno) in cima alla pista dell’Aeroclub, a pochissimi km dall’Alenia Aerospace.

Abbiamo raccolto campioni di spighe e di terreno dentro e fuori i “cerchi” da fare possibilmente analizzare per verificarne le caratteristiche secondo i protocolli scientifici stabiliti per distinguere i cerchi falsi (cioèquelli fatti da burloni umani) e quelli veri (cioè quelli di origine sconosciuta) e ottenere riscontri significativi. Chi fosse in grado di farlo si faccia vivo al più presto.

A primo esame, le spighe appaiono schiacciate a strati, più sollevate quelle sopra e leggermente contorte in senso antiorario, non spezzate. Alcune di quelle raccolte o esaminate hanno degli insetti (coccinelle?) morti appiccicati sullo stelo. Sembrano cotti. Le spighe piegate sono più molli di quelle ai bordi. Il terreno dentro i “cerchi” è più duro di quello appena fuori. . La lunghezza degli steli tra i nodi è totalmente variabile, non ci sono misure ricorrenti: ogni spiga ha nodi di diversa lunghezza e non ci sono nodi “esplosi”.  Tutti indizi contradditori rispetto alla casistica: questi ultimi dovrebbero escludere origini sconosciute mentre gli insetti “cotti” indicherebbero il contrario. Resta da chiedersi quale burlone si sottoporrebbe a una faticaccia veramente “sovrumana” per adornare un’area cosi vasta con le sue creazioni, considerando tanto più che avrebbe dovuto farlo nei giorni di pioggia della settimana scorsa. (

Per la stessa ragione viene difficile pensare anche a semplici vortici di vento.  E resta intrigante la vicinanza sia al campo interessato alla magnifica ruota dentata del giugno 2015 che alla Alenia Aerospace, visto che molti dei fenomeni, secondo casistica, si verificano nelle vicinanze di infrastrutture militari o scientifiche se non di siti archeologici.

Con gli elementi ora disponibili che escluderebbero sia interventi “sconosciuti” che “umani”, e in mancanza di test di radioattività o di variazione del campo magnetico, la spiegazione “terza” potrebbe essere quella formulata nel 1994 dal biofisico William C. Levengood di “vortici a plasma ionico“. Secondo la sua teoria, il plasma che si sviluppa nelle regioni instabili dell’alta atmosfera come risultato di uno scambio energetico tra ionosfera e temporali elettrici formerebbe dei vortici che vengono attratti dal campo magnetico della Terra. Questo plasma ionizzato genererebbe radiazioni a microonde con conseguente intensa radiazione termica; al suolo, produrrebbero “una varietà di forme geometriche complesse“. si tratterebbe quindi, secondo Levengood, di “forze energetiche  esterne che agiscono indipendentemente dall’influenza umana“. Una teoria plausibile per un numero di casi che presentino dati compatibili con quelli richiesti da Levengood ma insufficiente a spiegare i tanti casi  veramente “inspiegabili”. Come soprattutto il primo pittogramma di Chilbolton del 2001, detto “La risposta di Arecibo” (http://www.ilnavigatorecurioso.it/2016/10/13/arecibo-chiama-chilbolton-risponde-lenigma-irrisolto-della-risposta-degli-alieni/). (F.S. 16.5.2017)

     

 

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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