Alla “Poderosa” per riscrivere la storia

Il libro di Franca Menneas e il dibattito sul ’77 bolognese ricordano Francesco Lorusso

Con la consegna di non dimenticare e di contribuire alla rivitalizzazione della storia degli anni Settanta, ridotti dalla retorica del potere “vincitore” (vediamo oggi con quali risultati) a “anni di piombo” e analoghe banalizzazioni politico-mediatiche, si è svolto giovedi 16 al circolo Arci torinese dal maestoso nome La Poderosa (v. Salerno 15a) il primo di una serie di incontri tematici dedicato alla Bologna del 1977. In un ambiente sobrio, da “sinistra” militante, che ricorda anche un po’ le cantine beat dei primi anni sessanta, c’era il pienone.

Supporto di documentazione, il libro di Franca Menneas, ricercatrice di storia politica, Omicidio di Francesco Lorusso. Una storia di giustizia negata (ed. Pendragon, con il sostegno dell’Istituto Parri e dell’Associazione Pier Francesco Lorusso).

L’autrice, insieme a Valerio Monteventi, testimone diretto di quella stagione, e al padrone di casa Stefano Alberione, ha ricostruito i fatti di quell’11 Marzo a partire dall’impetuoso sviluppo del movimento di giovani lavoratori, precari e studenti fino all’altrettanto tumultuoso convegno contro la repressione tenutosi pochi mesi dopo nella stessa città. Una storia nel suo insieme di grande rilevanza sociale perchè fatta non solo di cronaca di piazza ma di un’impennata culturale che solo i veri sommovimenti rivoluzionari riescono a suscitare spontaneamente: la Bologna del ’77 è infatti un enorme laboratorio di elaborazione politica e culturale (la musica, le radio, le fanzine, i libri e i film) che accompagnano la ribellione del nuovo proletariato giovanile contro un potere duro e spietato impersonificato dal golpista Cossiga, già sulla strada della futura paranoia, che userà i carri armati per reprimere l’insorgenza diffusa, che teorizzerà la mano di ferro e l’infilrazione di sbirri in borghese armati per far degenerare i cortei macchiando cosi la propria coscienza con gli omicidi Lorusso e Giorgiana Masi nel giro di poche settimane, prima che con quello di Moro; un potere democristiano che si apprestava ad accogliere al governo, per tamponare la propria debolezza, un Pci ottuso, autoritario, frastornato dall’ingovernabilità del Paese, scosso dalla perduta credibilità presso le nuove categorie sociali che cacciavano i Lama dalle piazze e dalle università. Un Pci che non poteva tollerare ribellioni in particolare nel suo feudo più prezioso e che si stava vestendo per una festa attesa da decenni ma che non avrebbe celebrato per le conseguenze del sequestro Moro.

Uno dei punti più dibattuti è stata proprio la possibilità che la durezza della spropositata repressione a Bologna, accompagnata dalla totale chiusura del Pci alle istanze sociali poste dal movimento, fosse una pressione voluta per consolidare e affrettare la soluzione politica ormai concertata e auspicata.

La svogliatezza dell’inchiesta giudiziaria sull’omicidio Lorusso fu probabilmente il corrollario all’atmosfera che si respirava nelle stanze del potere. Come con D’Ambrosio con l’inchiesta Pinelli (conclusa solo due anni prima con il famigerato ossimoro del “malore attivo”), cosi con Catalanotti per quella Lorusso, il Pci si offriva in quegli anni al potere, ai sogni di governo con la parte peggiore della Democrazia Cristiana.

Con la repressione dell’insorgenza diffusa nel Paese che continuerà per diversi mesi, Dc e Pci consegnano il Paese al terrorismo, ultimo e disperato anelito di ribellismo sociale. Pochi anni dopo verrà la sconfitta operaia e la fine dei sogni di governo per il Pci. Anzi, proprio la fine del Pci.

Interessanti anche i prossimi appuntamenti alla Poderosa:

11 aprile – presentazione del libro di Marco Clementi, Paolo Persichetti e Elisa Santaelena, Brigate Rosse. Dalle fabbriche alla campagna di primavera (DeriveApprodi), che si annuncia come primo volume di una trilogia sulla storia dell’organizzazione dal suo “interno” grazie alle tante interviste ai militanti superstiti. Insieme agli autori, contribuiranno Barbara Balzerani e Silvia De Bernardinis.

4 Maggio. Incontro con Marco Revelli e Marco Scavino sul tema  “Il ’77 tra crisi e movimento“.

(F.S. 17.3.2017)

 

Annunci

Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...