Standing Rock. Anche Intesa Sanpaolo tra i finanziatori del Dapl!

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L’apporto sostanzioso di ISP al megaprogetto.  La Coalizione chiama al boicottaggio delle banche che finanziano la Grande Opera. La città di Seattle risponde, altre si apprestano a fare passi analoghi. Dai Water Protectors idee e proposte per un fronte mondiale contro il Serpente Nero che distrugge la Terra.

di Fabrizio Salmoni

Sarebbe clamoroso se dovessimo ancora stupirci. Perchè la piovra della finanza internazionale che include una Deutsche Bank, inquisita per riciclaggio e narcotraffico, non dovrebbe includere la più grande banca italiana? E infatti eccola qui, invischiata nello sporco affare della Dakota Access Pipeline, l’oleodotto che la lunga battaglia dei Sioux di Standing Rock e di tutti i nativi e cittadini americani consapevoli ha costretto allo stop (temporaneo) in attesa del temibile intervento della nuova amministrazione. L’oleodotto che i buoni cittadini di Bismarck non hanno voluto sulla loro terra ma sulla Riserva si, che violerà 1300 miglia di suolo per andare a inquinare tutto il midwest, è finanziato per 339 milioni di dollari da Intesa Sanpaolo, insieme ad altre sei grandi banche di cui una, il Credit Agricole, francese, su un totale si 2 miliardi e mezzo di dollari in prestiti.

Lo rivela il sito Greenreport che dettaglia ulteriormente l’importo diviso in linee di finanziamento che vanno direttamente al Dakota Access ma anche alla Energy Transfert Equity e ad Energy Transfer Partners la company che fa da general contractor e che i nostri lettori già hanno avuto modo di conoscere dalle cronache precedenti.

Dietro le companies  che costruiscono la pipeline  – riferisce l’organizzazione Food & Water Watch – c’è un insieme di potenti corporations  di Wall Street che pilotano un totale di 10.5 miliardi di dollari tra prestiti e linee di credito a vari stakeholders del progetto, tra cui Phillips 66, Marathon ed Enbridge. Un fronte impressionante che per operare indisturbato si avvale sia della difficoltà per il pubblico di accedere alle notizie finanziarie sia alla complicata articolazione su cui i grandi progetti si parcellizzano proprio come i tentacoli di una piovra.

Dalla parte dei Water Protectors ( e di noi tutti) si registra un passo coraggioso della città di Seattle il cui consiglio comunale il 12 dicembre ha approvato una mozione presentata da Kshama Sawant, una consigliera comunale di Socialist Alternative, che chiede di trasferire altrove i 3 miliardi di dollari di fondi che la città di Seattle fa “girare” nella Wells Fargo, come protesta contro il finanziamento di 467 milioni di dollari  alla Etp. Pur non potendo far rescindere alla radice i rapporti tra la città e la banca almeno fino a tutto il 2017, la mozione approvata impedirebbe per il momento alla città di dare a Wells Fargo la disponibilità di altri soldi per i prossimi 12 mesi.

campo-invernaleIl Sacred Stone Camp

Anche altre città come Minneapolis, e lo stesso Stato della California stanno verificando come danneggiare la Wells Fargo che risulta invischiata in una serie di truffe finanziarie nei confronti di propri clienti (già sentito?). Non facile spuntare qualche buon  risultato dato che le banche hanno in mano i bilanci di molte città americane ma anche per loro si stanno addensando nubi sottoforma di campagne di disinvestimento, come quelle innescate dal movimento Occupy Wall Street, che ha rivelato le politiche da strozzinaggio delle grandi banche su assistenza sanitaria e prestiti agli studenti ma alla lunga, qualcosa di buono potrebbe venirne fuori.

Intanto, a Standing Rock vige una tregua delicata in cui la Coalizione dei Water Protectors fa i conti con la situazione creatasi dopo lo stop provvisorio ai lavori e invita con un comunicato del 9 Dicembre a restare quelli che possono ma a portare consapevolezza e conoscenza della lotta ovunque altri debbano tornare: ” Come guerrieri dobbiamo essere flessibili e agili, dobbiamo adattarci alle circostanze che cambiano“. E la prossima fase potrebbe eessere ancora più dura visto che si dovrà affrontare un’amministrazione nemica della gente e della Terra. L’appello chiama anche il mondo ad unirsi al boicottaggio delle banche, il serpente nero che finanzia il progetto. Idee e proposte americane interessanti di azione diretta che potrebbero valere un dibattito anche da noi e dare spunti di iniziativa politica contro i nemici comuni. (F.S. 29.12.2016)

 

 

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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