Standing Rock. Arrivano i media!

Cantiere Dakota Access Pipe Line, Riserva Sioux Standing Rock, North Dakota

27.11.2016 ULTIMA ORA

pressconferenceCome al solito, lo sa anche la Val Susa, ci vuole il sangue per scuotere i media. Cosi, ieri 27 Novembre, pochi giorni dopo la violenta aggressione poliziesca ai Water Protectors disarmati che ha causato più di 100 feriti e altrettanti arresti, sono accorsi in massa per la prima volta dall’inizio della protesta. C’erano persino Vogue, il Washington Post e il New York Times online ad ascoltare le parole di Eryn Wise, Apache Jicarilla, Dave Archambault II, presidente della comunità tribale di Standing Rock, Dallas Goldtooth e Nick Tilson, portavoce dell’Indigenous Environmental Network.

Il focus delle comunicazioni riguardava l’ingiunzione, appena pervenuta, del Corpo dei Genieri dell’Esercito di sgomberare i presidi di Oceti Saskawin e della Sacred Stone che ad oggi ospitano circa 10.000 attivisti e solidali. Invito respinto: “Rimozione dalle nostre terre e oppressione – ha ricordato Tilson – sono cose che soffriamo da sempre. Non ce ne andremo”. E tutti hanno respinto le accuse fatte a mezzo stampa dal Commissioner della Contea secondo cui “Accanto alla maggioranza pacifica c’è una minoranza violenta – (già sentito? NdR) – che si oppone con lanci di pietre, molotov, bastoni, bottiglie, lattine (!), sputi, insulti e persino causando “stampede” di bisonti contro le forze dell’ordine”.

I Water Protectors, minacciati da più parti, ora si rivolgono a un Obama che sembra non sentire. Nel 2014 aveva promesso di proteggere la sovranità tribale e il credo spirituale delle tribù. Finora il silenzio ha avvolto la lotta di Standing Rock. Ora la speranza, tra un affilar di spade di polizia, guardia nazionale, guardie private, US marshal, viene affidata ai media.

Intanto, nei giorni scorsi, il primo degli affari sul Dapl dell’era Trump si è realizzato: la Etp, impresa costruttrice e general contractor, ha firmato un accordo per 20 miliardi di dollari con la Sunoco Logistics Partners che potrà lavorare il petrolio convogliato sull’oleodotto. La Sunoco, secondo la Reuters, è l’impresa che causa più perdite dalle sue pipe lines di ogni altra impresa di settore. (F.S. 28.11.2016)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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