Amministrative a Torino. Sui grandi temi è ora di reagire

Finora Chiara Appendino si è tenuta sul generico e sulla difensiva ma di fronte agli attacchi sui grandi temi ci si aspetta una reazione che chiarisca le vere differenze tra gli schieramenti. Di troppa bontà si può morire.

AppendinoE’ più che comprensibile la cautela di Chiara Appendino, candidata sindaco M5S a Torino, nel trattare i più spinosi argomenti ed è vero che noi sabaudi, specie da quando le lotte operaie (quali?) non ci coinvolgono più come prima, apprezziamo moderazione e buon senso. E’ altresi ovvio che in prospettiva ballottaggio ci si possa offrire alla più larga platea con larghezza di vedute ma come si suol dire, di troppa bontà si può anche morire. Perchè quando si passa dalle buche nell’asfalto ai grandi temi non si dovrebbe sfuggire: la posta è troppo alta. E se il tasto su cui legittimamente e produttivamente battere è il “cambiamento” le sfide bisogna accettarle pur eloquiando con la giusta misura.

Sabato scorso abbiamo assistito al faccia a faccia con Fassino dalla Annunziata e abbbiamo notato che quando ha avuto lo spunto buono, il grigio Fassino è andato all’attacco sulle Grandi Opere (Tav, Città della Salute, ecc.) e le risposte della Appendino si sono fatte più vaghe. Ci si è poi messa l’Annunziata ad incalzarla su campi rom e centri sociali (“Chiuderete i centri sociali?“) e qui la 5S si è incartata rifugiandosi in un generico, sfuggente “affronteremo tutte le questioni confrontandoci con ogni interlocutore“. Poteva cavarsela alla grande facendo chiedere a Fassino perchè, se proprio si deve, in 5 anni non li ha chiusi lui o poteva molto istituzionalmente dire che le regole sono tali per tutti e che sono da far rispettare, e invece ha accusato il colpo.

Ma è soprattutto sui No da dire, sul tema Grandi Opere e sui relativi finanziamenti che non si possono accettare le argomentazioni di Fassino. I No sono tanti perchè riguardano un unico atteggiamento ideologico sulle questioni della crescita e dello sviluppo: investire denaro pubblico per costruire e cementificare ad libitum, inquinare l’ambiente con inceneritori, scorie e cantieri infiniti, per alimentare allo stesso tempo il proprio sistema di potere (Pd, banche e industriali) e calpestare la democrazia (l’abbiamo ancora vista calpestata in questi giorni con la militarizzazione di Rivalta e Buttigliera, con l’arroganza del Commissario di Governo verso sindaci e cittadini). I No sono, devono essere tanti perchè i Si stanno da un’altra parte, in un modello di sviluppo che richiede di investire su “altre cose” e in modo virtuoso, cercando di creare sinergie diverse e vantaggi diversi per i cittadini. Quelle “altre cose”  ci aspettavamo di ascoltare, gli “investimenti” della Appendino, insieme a una denuncia delle falle del modello Pd/neoliberista.

C’è ancora qualche giorno per rimediare ma bisogna farlo. Ci va un po’ più di cattiveria, meno sorrisi e qualche buono spunto come quello della Raggi sull'”onestà” di Giachetti che ha fatto il botto. Come mi diceva un’amica torinese, se sei troppo buono passi per ingenuo mentre invece è il momento di attaccare dove l’avversario è manifestamente debole e perdente: la natura del suo potere. A tanti cittadini non è chiaro e su questo si può sferrare il colpo del ko. Non aspettiamo altro. (F.S. 13.6.2016)

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Foto: Buttigliera, 8 Giugno 2016. La democrazia delle Grandi Opere

 

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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