Intervento di Fabrizio Salmoni alla presentazione degli archivi di Bianca Guidetti Serra

24.Febbraio 2016 , alla Fondazione dell’Avvocatura Fulvio Croce, Torino

 

BiancaGrazie  a tutti per essere qui, grazie agli avvocati da parte di tutta la famiglia di Bianca e grazie soprattutto al Centro Studi Piero Gobetti per essersi fatto carico degli archivi di Bianca.

Come molti di voi sanno, per Bianca il Centro Studi non era solo un luogo di lavoro e di memoria storica ma anche un posto di amici. L’ha detto più volte pubblicamente.

Fino a quando le forze l’hanno assistita ha voluto farsi la passeggiata fino in via Fabro per rivedere volti amici, per fare due chiacchiere.

Era quindi naturale che i suoi archivi prendessero quella destinazione. Quello giudiziario l’aveva destinato lei personalmente fin dal 2006. Era logico che anche quello storico prendesse la stessa strada.

La Documentazione

Quando sarà finita la catalogazione si potranno vedere documenti riguardanti tutta l’attività “politica” di Bianca o relativa ai suoi tanti impegni. Vi si troveranno lettere, cartoline, interi dossier, oggetti, ricordi, materiali risalenti fino all’infanzia, all’adolescenza di Bianca e alla sua famiglia, tanto da potere , nel caso lo si voglia, ricostruire la sua stessa personalità. Mi piace ricordare che tra le fotografie sono compresi ritratti di Antonicelli, Carlo Mussa Ivaldi,  Ada, Marta e Paolo Gobetti, e in ambito famigliare di Paolo Spriano, suo cognato, mio zio. Con quelli e con alcuni mobili originali mi dicono che si potrà ricostruire in via Fabro un angolo del suo studio.

C’è  una parte di biblioteca comprendente 200 libri con dedica personalizzata.

C’è un’ampia documentazione del lavoro nel campo dell’adozione e della tutela minorile, della collaborazione in sede parlamentare con l’avv. Spagnoli e nella quotidianità con l’Associazione famiglie Adottive e Affidatarie (ANFAA) di Francesco Santanera, una persona che ha dedicato tutta la vita ai diritti dei minori e con cui è molto interessante e istruttivo anche discutere sui temi che proprio in questi giorni vengono dibattuti.

Mi manca molto l’opinione di Bianca al proposito ma  so solo che il suo punto di riferimento era la priorità ai diritti dei bambini sulla base del quale principio, qualcuno si ricorderà, aveva garbatamente polemizzato a distanza con Natalia Ginzburg in occasione del caso dell’adozione illecita della bambina che si chiamava Serena  Cruz di cui anche troviamo documentazione nell’archivio.

Come aspetto collaterale, vi potrà interessare sapere che durante il trasloco dallo studio sono venuti alla luce dei diari di Bianca e delle agende risalenti al tempo di guerra. In quella del 1943 al 10 settembre si legge “I tedeschi occupano Torino“. I diari sono continuativi solo dal 1934 (quando Bianca aveva 15 anni) al 1939; diversamente sono brevi ricordi scritti su fogli sparsi fino agli anni Novanta. Li stiamo trasferendo in formato digitale per averne un quadro completo. Vedremo poi cosa farne.

Intanto vi anticipo qualche passaggio: 11 Novembre 1934.”Sono già in quinta ginnasio, e mi pare ieri che ò incominciato le scuole. Probabilmente studierò legge, e col tempo occuperò lo studio di papà. Avvocatessa Bianca Guidetti Serra – via Cesare Battisti 7 ecco il mio luminoso e chimerico avvenire.” Si sbagliava solo sull’indirizzo

Questa invece l’ho scelta per un pubblico di avvocati: 7 Maggio 1997. “Come avrei voluto fare meglio l’avvocato. Più preparata. Siè parlato  alungo di avvocati, questa mattina al Carignano. Si commemorava a venti anni di distanza fulvio Croce, ucciso dalle BR. Un ricordo giusto. E un’occasione di parlare del ‘ruolo di garanzia dell’avvocato nel processo’ (Lozzi). Si è anche parlato del primo processo alle Br. Chissà perchè, con tante che ne abbiamo fatte di eccezioni in quella e analoghe occasioni, è saltata fuori quella che avevamo (avevo) fatto perchè la borsa non fosse perquisita all’ingresso dell’aula. Barbaro, il presidente Barbaro, chiacchierando oggi ha detto che è contento di avere accolto quell’eccezione. Ricordava che ero entrata in aula gridando:’ 27 anni di toga, ma nessuno mi ha mai perquisito la borsa!”

Ce anche  un aneddoto divertente. L’ho già letto in altra occasione ma eravamo in pochi quindi chi l’ha già sentito vorrà scusarmi:

 10 Giugno 1997. via Botero. Un uomo nè vecchio nè giovane cammina sul mio marciapiede in senso opposto. Si sta arrotolando una sigaretta, cosa che ormai non fa più nessuno. ‘E allora – mi dice – la facciamo questa bicamerale?’

‘Penso di si’ gli rispondo senza sapere chi è.

‘Io però sono ancora sempre per i 21 punti di Bordiga’

‘Può aver ragione. ma sono passati tanti anni e tanti fatti’

‘E’ vero! Ma io sono per la coerenza!’

‘Anch’io’ gli rispondo e ci allontaniamo. Discorso da matti?

 

Il contributo di Alberto Salmoni

Tengo a  ricordare che in questo archivio storico c’è anche un po’ di mio papà, Alberto Salmoni. Infatti, tra i documenti e i cimeli degli anni della Resistenza, diversi  provengono da lui. Alcuni sono unici e particolarmente interessanti: papà era partigiano GL. Come chi ha letto il Diario Partigiano di Ada Gobetti già sa, aveva esordito nella Resistenza in Val Susa, poi in Val Pellice e infine nelle Langhe dove fu Commissario politico della sua formazione. Nei giorni della Liberazione era entrato a Torino con la brigata da Moncalieri e aveva avuto come primo obiettivo  la caserma di via Asti. Lungo quella direttiva il reparto aveva occupato un comando di zona tedesco nell’area di via Mentana dove furono trovati ordini scritti e lo schema delle difese della zona. Quelle carte e quei disegni ora stanno nell’archivio storico.

 

Il Vincolo

E a proposito di Resistenza, voglio ricordare che la famiglia ha posto un unico vincolo alla consultazione: il vincolo riguarda l’esclusione dell’Istituto Storico della Resistenza di Torino, suoi delegati o rappresentanti, almeno finchè sarà in carica l’attuale direttivo, per l’assenza nei tre giorni dei funerali di Bianca malgrado una vita di collaborazione. Una assenza aggravata dal fatto che a quasi due anni dalla sua scomparsa nulla è stato detto o fatto dall’Istoreto per ricordarla come merita.

La nostra è stata una decisione amara, non facile perchè ha riguardato persone che ritenevamo amiche, parte della nostra comunità, come lo siete voi, ma se è vero che dobbiamo essere giudicati per le nostre azioni è giusto che le azioni si sappiano. Poi ognuno farà i conti con la propria coscienza, una cosa in cui Bianca aveva molta fiducia. Io ne ho meno.

 

Collaborazioniste

Ma per tornare all’archivio c’è un aspetto rilevante che mi preme di ricordare: riguarda le decine di interviste a donne collaborazioniste che dovevano costituire, insieme alle risultanze processuali del dopoguerra, l’oggetto di un libro rimasto incompiuto. Bianca ci ha lavorato tanto, lo faceva e lo disfaceva continuamente ma la malattia non le ha permesso di venirne a capo. Ha smesso di raccogliere documentazione quando non riusciva più a prendere un treno per andare nei tribunali a cercare atti e sentenze o a fare interviste. Me ne parlava sovente.

Mi parlava dei rapporti avuti con le intervistate e degli sforzi che faceva per mantenere oggettività, equilibrio e il giusto distacco con quelle donne. Devo dire che mi colpiva lo sforzo di comprensione umana che Bianca compiva nei loro confronti: voleva capire il perchè delle loro scelte di allora, scelte che per loro erano giustificate da fatti piccoli e personali ma che avevano sovente le conseguenze gravissime che potete immaginare. Lo stesso sforzo di comprensione che durante la sua carriera si trovò più volte a fare con imputati che sentiva in qualche modo di poter comprendere pur mantenendo sempre il giusto distacco professionale. La sua era curiosità umana e politica intesa come la intendeva lei, cioè rapporto con la realtà.

Quel voler capire è uno dei tratti della personalità che la rendevano diversa e gli interlocutori se ne accorgevano. Credo sia stata una grande amarezza per lei essere consapevole, finchè lo è stata, di non riuscire a finire quel lavoro. Ci piacerebbe che qualcuno prima o poi raccogliesse il testimone e lo concludesse per lei.

Ricordatevi di me!

Negli ultimi mesi di vita, più di una volta mi diceva “Ricordatevi di me!”. Credo che se potesse vederci tutti qui ora sarebbe proprio contenta o, per dirla con il suo abituale understatement torinese, sarebbe per lo meno compiaciuta.

 

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Gli altri interventi sono stati di:

Mario Napoli – Presidente Ordine degli Avvocati

Emiliana Olivieri – Presidente Fondazione per l’avvocatura F. Croce

Paolo Borgna – Magistrato

Pietro Polito – Direttore Centro Studi P. Gobetti

Guido Gentile – Archivista

Santina Mobiglia – biografa di Bianca

Francesco Campobello – Curatore dell’Archivio Bianca Guidetti Serra

Emanuela Tomassone –  Direttore Biblioteca Popolare Il Gallo Sebastiano, di Meana di Susa

Alessandra Cecchi – Curatice del blog Un Granello di Sabbia, dedicato a Bianca

Raffaele Guariniello – Magistrato

Gian Paolo Zancan – Avvocato

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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