Ufo, sicurezza nazionale e progresso negato

UfoUn fenomeno ormai riconosciuto ma mai ufficializzato. Un enigma mantenuto nella completa segretezza da almeno settanta anni, celato negli apparati di sicurezza e intelligence e nei programmi segreti dell’industria aerospaziale. Perchè? la risposta sta probabilmente nella decodificazione della tecnologia che lo governa, una conoscenza “privatizzata” che significa potere e profitti enormi ma che, se divulgata, potrebbe essere fondamentale per il progresso dell’umanità. Chi detiene tale conoscenza? Il punto della situazione, il rapporto del  francese Comitato per gli Studi Avanzati, il rapporto del governo italiano sui fenomeni di Canneto di Caronia e un argomento in più per chi lotta per i beni comuni, per la trasparenza e per contrastare il capitalismo globale.

Versione originale dell’articolo pubblicato in tre parti su Carmilla Online dal Gennaio 2016

Ogni verità passa attraverso tre fasi. Nella prima è ridicolizzata, nella seconda è violentemente contrastata, nella terza è accettata come ovvia.” Arthur Schopenahuer

 

Nella mia quasi decennale esperienza di studio del fenomeno Ufo sono pervenuto a un buon numero di opinioni personali in merito. La prima è che non esiste fenomeno più strano, bizzarro, contradditorio, intrigante, inquietante e allo stesso tempo cosi potenzialmente importante per comprendere meglio la realtà in cui viviamo. Posso spingermi ad affermare che lo studio laico del fenomeno Ufo è un’esperienza rivoluzionaria perchè scuote inevitabilmente tutte le convinzioni e costringe a guardare al nostro mondo in una prospettiva totalmente diversa. Tutto ne viene coinvolto: storia, politica, economia, scienza, religione, cultura e, non in ultimo, la visuale di chi e cosa siamo nell’universo. Man mano che ci si addentra, saltano agli occhi anche le implicazioni che riguardano la nostra quotidianità: la politica, l’ambiente, il ruolo dei media, della scienza e valori fondamentali come la Verità. Qualcuno diceva che la Verità è rivoluzionaria, ebbene niente è più vero che nel  caso di questo strano fenomeno. Difficile da raccontare, non solo perchè estremamente complesso e articolato ma perchè inquinato da falsi dati, disinformazione, mezze verità che rendono arduo arrivare a coglierne la vera sostanza. Lo stesso campo dell’ufologia deve essere scandagliato con qualche cautela perchè, accanto ai ricercatori seri e puntigliosi si aggirano personaggi ambigui o inaffidabili, venditori di fumo, ispirati new agers e infiltrati. Risulta infatti evidente che ci siano resistenze a renderlo pubblico ed è provato che sia materia di servizi segreti: tutta la storia moderna del fenomeno è intersecata con l’intervento invasivo di apparati di intelligence che ne proteggono il segreto e ne impediscono la divulgazione. Qualcuno l’ha definito “il più grande segreto dell’umanità“. E’ come le radici di un albero secolare: più si scava e più diventa difficile orientarsi tra le migliaia di testimonianze, i documenti ottenuti e negati, le fotografie e i filmati, i rapporti ufficiali, le distorsioni dei media, il ridicolo sparso dalle organizzazioni “scettiche” e dagli scienziati mainstream. Eppure è altrettanto evidente che qualcosa c’è e che deve essere molto importante. E le sue implicazioni riguardano la nostra vita quotidiana, il nostro benessere, le nostre tasche, l’aria che respiriamo, l’inquinamento globale. Da qui bisogna partire per prenderne coscienza.

Con questo excursus di aggiornamento voglio tentare il punto di una situazione che presenta spunti di grande novità e fornisce una risposta consolidata: il fenomeno Ufo esiste, è reale. Lo dicono documenti ufficiali, alte cariche militari, piloti, scienziati, politici, che, insieme all’enorme mole di testimonianze, stanno creando le  prime significative crepe in un massiccio coverup che ha radici nelle paure americane della Guerra Fredda. A partire dal 1947, anno del primo avvistamento di “dischi volanti” sul monte Rainier nello Stato di Washington, e del caso Roswell, località del New Mexico dove presumibilmente (ma le evidenze ormai sono soverchianti) si schiantò un oggetto volante sconosciuto, il segreto viene gestito dapprima da commissioni presidenziali composte da politici e scienziati ma presto si disperde nei meandri dello sviluppo selvaggio del capitalismo e nella ragnatela del controllo “privato” intrecciandosi con segreti militari e conclamate esigenze di sicurezza nazionale. I dati ormai non mancano.

A partire dagli anni Settanta i ricercatori americani hanno fatto ampio e proficuo uso del Freedom of Information Act (Foia) che ha fatto emergere circa 10.000 documenti finora secretati, delle  leaks dagli ambienti clandestini. Anche il Regno Unito nel 2008 ha semi-desecretato (con dettagli cancellati e diversi omissis)  24 faldoni di documenti. Inoltre, la frequenza e l’invadenza di eventi difficilmente oscurabili come l’ondata di avvistamenti dell’inverno 1989-1990 sul Belgio e Germania settentrionale che costrinse la difesa aerea nazionale e Nato a intervenire, o i fenomeni come quello che coinvolge da più di dieci anni la comunità di Canneto di Caronia (v. sotto), hanno sottratto qualche capacità di controllo e si stanno rivelando cruciali nell’ allargare le crepe nella segretezza.

Dal cumulo di risultanze disponibili apprendiamo non senza qualche inquietudine che il fenomeno è di origine artificiale, intelligente, presumibilmente “non umana”, che interagisce con la nostra realtà  ma questa prima evidenza genera mille altre domande che sono affrontabili solo con i dati, con testimonianze multiple e affidabili e con tanta logica: che cosa sono gli Ufo? Perchè il segreto? Chi lo controlla? Quali sono gli interessi che lo nutrono da almeno settanta anni? Come e perchè ci riguardano?

Scricchiolii

Credi agli Ufo?” è la tipica domanda mal posta. perchè presuppone un atto di fede, non un’opinione su un fatto; e perchè fa trasparire il sarcasmo saccente di chi presume di avere “la verità” in tasca e intende rimarcare un’evidente inferiorità intellettuale dell’interrogato.

Con buona pace degli scettici “naturali” e di quelli interessati (1), il fenomeno Ufo sembra emergere ormai come una realtà con cui l’opinione pubblica e di conseguenza la politica mondiale dovranno prima o poi fare i conti. Se ne parla apertamente nel backstage della politica internazionale, delle intelligence, dei militari, della ricerca scientifica privata, persino del Vaticano (2) , delle grandi corporation dei settori aerospaziale, della tecnologia avanzata, dell’energia. Se ne è sempre parlato a livelli semiufficiali nei convegni, nelle riunioni, nelle commissioni di studio dei vari think tanks e probabilmente ha influito occasionalmente su eventi  di primo piano. Oggi si sa che, mentre lo si negava pubblicamente, lo si investigava e lo si monitorava dietro le quinte (3) .

E’ di Edgar Mitchell, astronauta dell’Apollo 14 (4) , lo statement che traccia il limite raggiunto dalla verità su un cover up di settanta anni: ” Si è investigato per anni ormai e la documentazione è piuttosto convincente. Manca solo l’ufficialità” (5) . Lo avevano preceduto colleghi astronauti e altri personaggi illustri nel proprio settore di competenza. Alcuni tra tanti: è nota l’affermazione dell’ ex Primo Ministro e ex Ministro della Difesa canadese Paul Hyeller, partecipante a tale titolo alle riunioni Nato, nel 2005: “…Gli Ufo sono reali al pari degli aerei che volano sopra le nostre teste…”(6) ; dal Regno Unito, Lord Hill-Norton, Ammiraglio e ex Capo gabinetto del Ministero della Difesa nel Luglio 2000: “…C’è una seria possibilità che siamo e siamo stati visitati da qualcuno proveniente dallo spazio, da altre civiltà; che è nostro interesse scoprire chi sono da dove vengono e cosa vogliono. Questo dovrebbe essere oggetto di studio scientifico e non materia di tabloid...” (7) ; più recentemente è stato John Podesta, ex capo dello staff del Presidente Clinton, ex capo del transition team del Presidente Obama, ora direttore del Center for American Progress, a pronunciarsi nei seguenti termini: “E’ giunta l’ora di aprire quelle pagine che sono rimaste oscure sulla questione Ufo. E’ giunto il momento di scoprire qual’è la verità. Bisogna farlo perchè è giusto e perchè lo vuole la legge…Il popolo americano e quello del mondo intero vogliono sapere e possono gestire la verità“(8) ; le cronache ci dicono che nel 2013 si è pronunciato anche Dimitry Medvedev, allora premier russo, in un fuori onda tv chissà quanto casuale: “Assieme alla valigetta con i codici nucleari, al leader del Cremlino viene consegnata una speciale cartella top secret che contiene solo informazioni sugli alieni che hanno visitato la Terra“(9) . Ha detto la sua anche Julian Assange al britannico Guardian nel 2010: “Vale la pena notare che in parti ancora da pubblicare dell’archivio cablogrammi del Dipartimento di Stato ci sono evidenti riferimenti agli Ufo” (10) .

Sono solo pillole dell’enorme mole di documentazione raccolta dai ricercatori nel corso dei decenni. L’evidenza è montata sempre più impetuosa a fronte del persistere della negazione verso l’esterno, e all’interno degli apparati bloccata da impegni scritti alla segretezza, da normative, dai tanti livelli di top Secret e dell’ultimativa regola del “need to know” (la necessità di sapere) che viene applicata senza riguardo per le linee gerarchiche. Almeno un paio di conferenze stampa, nel 1997 e nel 2001, sono state convocate per iniziativa indipendente presso il National Press Club di Washington per presentare nuove evidenze e sollecitare i politici ad occuparsi del problema, sempre senza conseguenze e nel silenzio dei media.

Ufo Desks sono stati attivati da tempo in numerose nazioni. Il più famoso è quello del Ministero della Difesa britannico a cui è stato assegnato dal 1991 al 1994 Nick Pope, colui che potrebbe essere il corrispettivo reale del Fox Mulder della serie X Files.(11) . Ufo Desks sono stati aperti in Cile (12) , Perù, Messico, in Belgio limitatamente al periodo di indagine relativa all’incredibile ondata (flap) di avvistamenti tra Novembre e Dicembre 1989 che ebbe una lunga coda fino al Marzo 1990 (13) , in Francia (Geipan), tutti con finalità di monitoraggio relativamente alla sicurezza nazionale o a quella dei voli civili. C’è un Ufo Desk anche in Italia, presso il Ministero della Difesa.

Il rapporto COMETA  RapportoCometa1

Il caso che si può dire decisivo viene dalla Francia dove nel 1999 è stato presentato il documento  del Comitato per gli Studi Avanzati (COMETA), un rapporto senza precedenti di un gruppo semi-ufficiale di tredici esperti, scienziati e generali. Il fatto che alcuni degli ufficiali fossero in servizio presso l’Istituto di Alti Studi per la Difesa Nazionale, un’agenzia governativa di programmazione strategica, ha dato al risultato della ricerca una grande importanza; il documento, formalmente “indipendente” fu tuttavia inoltrato ai più alti livelli politici: Jacques Chirac e Lionel Jospin.

Promotori dello studio erano il Generale a quattro stelle Gerard Bernard Norlain, ex comandante dell’areonautica militare tattica e consigliere militare del Primo Ministro; il Generale dell’aeronautica Denis Letty; Andrè Lebeau, ex capo del Centro Nazionale di Studi Spaziali (Cnes), l’equivalente francese della Nasa. Gli altri partecipanti erano un ammiraglio a tre stelle, il capo della Polizia, il direttore dell’ Office National d’études et de recherches aérospatiales (ONERA), un generale del Genio militare, un generale dell’aeronautica, più altri scienziati e ingegneri dei sistemi d’arma. Gente la cui serietà è difficile da discutere.

Nell’intro alle 90 pagine del rapporto intitolato “Ufo e Difesa: per che cosa dovremmo prepararci?“, il sottotitolo afferma il proposito di “contribuire a strappare il fenomeno Ufo dalla sfera dell’irrazionale“. Dopo tre anni di lavoro e circa 500 indagini su avvistamenti aerei, visualizzazioni radar e rapporti di piloti militari e civili, di autorità civili e di aviazioni militari di altri Stati, le conclusioni tratte sono sorprendenti. Vi si legge che numerose manifestazioni osservate da testimoni affidabili potrebbero essere opera di velivoli di origine extraterrestre” e che di fatto “la spiegazione più appropriata è l’ipotesi extraterrestre“; anche se non categoricamente provata, “forti elementi di presunzione esistono a suo favore e se è corretta è carica di pesanti conseguenze“. Secondo il documento,” al 5- 10% degli avvistamenti sui quali c’è solida documentazione non possono essere attribuite facilmente origini terrene come esercitazioni militari segrete”; questa quota di “non spiegabili”sembra essere costituita da macchine volanti dalle performance eccezionali guidati da intelligenze naturali o artificiali“; in proposito, si assicurano i lettori che tali velivoli non hanno compiuto atti ostili “anche se sono state confermate manovre intimidatorie”. In ultimo, gli autori sollecitano la Ue a farsi carico di un’azione internazionale, in particolare con gli Stati Uniti “per esercitare una pressione utile a chiarire questa cruciale questione che ricade nell’ambito delle alleanze politiche e strategiche”, allo stesso tempo accusando gli Usa di seguire una politica di disinformazione utilizzando anche regole che proibiscono a personale militare e funzionari civili il disvelamento al pubblico dell’evidenza del fenomeno (14) .

RapportoCometa2

Il team non si addentra oltre, non per esempio nel voler definire più precisamente il fenomeno. Non ci si pronuncia su “cosa” siano quei velivoli sconosciuti e che cosa si propongano le intelligenze che li controllano.  Questo è l’odierno punto d’arrivo conosciuto: confermato il fenomeno “non umano” ma ancora oscura, almeno per gli studi disponibili, la natura, la provenienza, la tecnologia, le intenzioni.

La risposta italiana

Ma ci siamo anche noi che condividiamo con i francesi il teatro strategico. E’ sorprendente l’analogia delle conclusioni della Commissione governativa istituita per investigare i fenomeni anomali insoluti che dal 2003 colpiscono l’area di Canneto di Caronia (Me) e un ampio entroterra: “Tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre potrebbero esporre in futuro intere popolazioni a conseguenze indesiderate. Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio militare tra forze non convenzionali oppure un test non aggressivo mirato allo studio dei comportamenti e delle azioni in un indeterminato campione territoriale scarsamente antropizzato”. E’ il punto-chiave estratto dal testo della relazione conclusiva del Gruppo Interistituzionale di Osservazione, istituito con I’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3428 dell’aprile 2005, sulla base della proposta avanzata dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile.  La commissione d’inchiesta era presieduta da Francesco Venerando Mantegna, del Comitato lstituzionale di Coordinamento del Sistema di Sorveglianza Sismica e Vulcanica della Sicilia, nonché Presidente ed esperto della Regione Siciliana in questioni di Crisi, coadiuvato dal fisico e Capitano di Fregata della Marina Militare Clarbruno Vedruccio (15) . Chi vorrà documentarsi troverà una massa di articoli e di informazioni sul caso in oggetto, comprese le interrogazioni parlamentari fatte, negli anni, da esponenti di tutti i partiti (16).

ClarbrunoVedruccioIl Cap. Clarbruno Vedruccio

Qui basti dire che i fenomeni riguardano la autocombustione improvvisa di ogni genere di oggetti, mobili, impianti elettrici, chioschi, mezzi pubblici, veicoli, roghi di vegetazione, addirittura un Tir nel garage della motonave Toscana (19 Dic. 2005), per non parlare dei danni alla salute pubblica (diversi decessi attribuiti all’esposizione ripetuta a radiazioni elettromagnetiche), tutto accompagnato da anomalie  dei campi magnetici, avvistamenti Ufo documentati (17) , cerchi nel grano.

Interessa ricordare che sono state rilevate fluttuazioni dei campi elettromagnetici e picchi di energia riconducibile alle microonde le cui origini in un caso sono state individuate approssimativamente ad est dell’Isola di Alicudi (Eolie) a 10 metri di profondità a una distanza da Canneto tra i 10 ed i 20 km a nord-est (la stima della distanza è discussa: si parla anche di 18 km o di 80 km in direzione del vulcano sottomarino Marsili). Le emissioni durano meno di un nanosecondo per cui  è stato finora impossibile stabilire il punto esatto di origine. La forza che colpisce l’abitato di Canneto raggiunge picchi di 3 gigahertz, quindi, dal punto stabilito al largo di Alicudi, per avere tanta potenza nel punto di arrivo, deve essere generata da qualcosa che sviluppa energia equivalente ad una centrale elettrica, perché per via della dispersione non potrebbe altrimenti mai arrivare tanto forte (si parla infatti di una potenza di parecchi gigawatt). Per tutte queste ragioni, la Commissione si è spinta ad affermare che le cause dei fenomeni, licenziata ogni analisi, NON sono di origine naturale: gli scenari ipotizzati sono due, ma con molti aspetti in comune: quello degli esperimenti di armi ad energia e quello di una presenza extraterrestre in loco. E’ ragionevolmente da escludere che una “potenza straniera” compia esperimenti di quella portata per un cosi lungo periodo di tempo senza una notifica o un accordo col governo. Se ci fossero accordi, perchè istituire una Commissione che arrivi a conclusioni cosi eccezionali, o peggio: perchè sopportare ingenti danni a cose e cittadini, una situazione di allarme sociale cosi prolungata, un cosi forte rischio di reazioni politiche e mediatiche per ospitare gentilmente gli esperimenti di un qualsiasi “potente alleato”?

UfoCaroniaUna delle foto di Ufo a Canneto di Caronia

Cometa, Caronia, pronunciamenti e leaks di ogni genere: tutto porta a concludere che si sia dunque in presenza di vistose crepe nello strato di segreto che avvolge il fenomeno Ufo da decenni. Ma perchè il segreto?  Se chiedessimo a chi ci sta intorno, o a noi stessi, se disturberebbe proprio tanto sapere che esistono omini grigi o verdi che scorrazzano per il pianeta, probabilmente la risposta sarebbe no (presumibilmente finchè la cosa non disturbasse la nostra esistenza quotidiana…). Un’inchiesta americana del 2000 documentava che l’opinione pubblica è preparata a digerire tale eventuale nozione: oltre il 50% è convinto che ET esista e non si sente disturbata dall’eventualità.

UfoCaronia2

Perchè?

E allora perchè? Un cover up come quello che nasconde da decenni il fenomeno Ufo sembra indicare molto di più. Follow the money è l’infallibile principio che presiede a ogni indagine e la logica porta inevitabilmente ai profitti generati da studio, sviluppo e applicazioni della tecnologia che determina le performance degli oggetti sconosciuti, rilevate nei rapporti militari: velocità, accelerazioni impossibili, traiettorie, levitazione, capacità di rendersi a tratti invisibili (ma non sempre ai radar), il tutto prevalentemente nel più perfetto silenzio. Prestazioni totalmente fuori dalla portata di velivoli “umani” in quanto a energia e propulsione, come anche rilevato dal rapporto Cometa. Studiare quella tecnologia estrema ed eventualmente tradurne parte in innovazione ad uso prevalentemente militare significa potenza e enormi profitti su applicazioni di ogni sorta e collega tali interessi alle esigenze della sicurezza nazionale. Ecco dove politica e interessi convergono.  Come può essere maturata nel tempo la commistione tra esigenze di sicurezza nazionale e affari ? Come interagiscono segretezza e sviluppo scientifico?

E’ il Colonnello Philip J. Corso, membro del National Security Council con l’amministrazione Eisenhower e addetto all’Ufficio Ricerca & Sviluppo del Pentagono che riferisce di aver fatto personalmente da tramite con l’Ibm e altre aziende appaltatrici della Difesa per l’affidamento in studio di reperti di Roswell. Da quei reperti, secondo Corso, vennero sviluppati i microchips, la fibra ottica, la visuale notturna a raggi infrarossi (18) , il misterioso Nitinol (19) .

Il segreto del fenomeno Ufo già nel 1950 – afferma lo scienziato canadese Wilbert Smith –  “è il più altamente secretato dal governo americano, più della bomba H” (20) . Ma lo diventa ancora di più man mano che la dottrina della sicurezza nazionale si diffonde negli apparati pubblici e privati, e si estende fino ad abbracciare sempre maggiori segmenti della società civile, del lavoro, della scienza. La segretezza si avviluppa strettamente a quelli che vengono ritenuti interessi vitali, economici e militari. L’apparato di intelligence si amplia (la Nsa viene istituita nel 1952 ma tenuta semisegreta fino alla metà degli anni Sessanta, il National Reconnaissance Office, Nro, nel 1960 ma viene tenuto segreto per quasi 30 anni). Allo stesso tempo si determina una compartimentazione della gestione dei segreti sempre più difficile per l’apparato istituzionale da tenere sotto controllo (è più che noto l’ultimo discorso di Eisenhower alla nazione in cui denunciava i rischi di perdere di vista il complesso industriale-militare), per l’enorme incremento del numero e della potenza delle corporation che ottengono contratti e appalti governativi. La compartimentazione dei lavori, e la conseguente parcellizzazione, è rafforzata dagli stessi appaltatori che distribuiscono il lavoro e i contratti tra filiali e associate ed il processo avviato si moltiplica e si articola all’infinito in spire che diventano sempre più difficili da seguire e accertare. Cosi come i budget.

Mentre l’Air Force vara una serie di progetti (Blue Book, Sign, Condon, Grudge, Robertson Panel) che hanno come unici scopi quelli di negare e occultare l’imponente documentazione che perviene dalle fonti più disparate (comprese quelle militari) e di avviare una politica di ridicolizzazione da affidare nel proseguo alle organizzazioni “scettiche” in collaborazione con le agenzie di intelligence militari e civili, in realtà il monitoraggio del fenomeno continua senza posa, la ricerca scientifica prosegue ininterrottamente e consegue riguardevoli risultati, se si sta alle testimonianze disponibili.

 

Il progresso negato

Si parla di applicazioni tecnologiche basate su nuovi principi della fisica in grado di produrre illimitate quantità di energia la cui produzione non richiederebbe la combustione di carburanti fossili ma tecnologie che, se rivelate e utilizzate per uso civile, darebbero un impulso incalcolabile alle condizioni di vita dell’umanità. Si parla per esempio di tecnologie operative da tempo basate sulla cosiddetta Energia Punto Zero (ricavata dal vacuum dello spazio – una fonte inesauribile), di elettrogravità, di magnetogravità, di plasma, di sistemi a combustione esterna ad emissioni zero e ad alta efficienza. Un numero di applicazioni pratiche che userebbero queste tecnologie ottenute con lo studio retroattivo degli Ufo abbattuti o recuperati, a partire da quello/i di Roswell, sarebbero state sviluppate nelle decadi passate, integrandosi con le innovazioni ricavate dagli studi di Nicolas Tesla. I risultati sarebbero  straordinari.   Paul Czysz, docente di Ingegneria Aeronautica al Parks College di St. Louis, Missouri, che ha lavorato otto anni presso la base militare Wright-Patterson, in Ohio, e trenta anni alla McDonnell-Douglas nella sezione “Tecnologie Esotiche“:   spiega: “…La Zero Point Energy fornisce circa 40-50 megawatts di potenza per pollice cubo (3 cmc) di spazio. Volendola utilizzare nessuno venderebbe più benzina o petrolio…Essa permea l’intero universo e fluttua continuativamente come interazione tra materia e antimateria…è una riserva grande quanto l’universo…si annichila e si ricrea da sola...” (21) .

PuhoffProf. Hal Puthoff

In tema di propulsione, Hal Puthoff, fisico teoretico e sperimentale con un curriculum che comprende General Electric, Stanford University, Sri International, Institute for Advanced Studies e , non casualmente, un periodo di collaborazione con la Cia su programmi pionieristici di “remote control”(Project Stargate), una consulenza alla Nsa riferisce che “…l’Air Force stabili un programma chiamato Mass Modification per studiare la possibilità di applicare le prerogative dell’Energia Punto Zero alla propulsione spaziale e verificò le (nostre) teorie consultando laboratori, aziende e università…una delle potenziali applicazioni minori è la produzione di energia a basso costo per la desalinizzazione dell’acqua…” (22) .

PaulLavioletteProf. Paul Laviolette

Paul La Violette, scienziato prominente in materia di propulsione e di gravità, autore di libri e papers su fisica, astronomia, climatologia, teoria dei sistemi, presidente della Starburst Foundation, istituto privato di “ricerca scientifica interdisciplinare”, parla con naturalezza della tecnologia maser (laser a microonde capace di vincere la gravità e tenere in sospeso un corpo solido), “molto segreta perchè ha a che fare con la propulsione degli Ufo…e del nostro TR3B che è uno degli Ufo triangolari di cui si parla. – e aggiunge – Gli Ufo possono essere di origine aliena ma alcuni li abbiamo creati noi usando quella tecnologia…” (23) .

Come mantenere un segreto

Come si mantiene un segreto che evidentemente coinvolge migliaia di persone, nei vari ruoli? Non è probabilmente cosi difficile se si guarda al precedente più illustre che coinvolse con successo per quasi dieci anni circa 120.000 persone, il progetto Manhattan che partori la bomba A. Sul piano individuale si ottiene imponendo segretezza al personale scientifico, militare e di sicurezza con contratti e impegni “a vita” (uno dei punti-chiave per smantellare il segreto è l’appello ai Presidenti affinchè ne svincoli per decreto i funzionari e gli ufficiali governativi), gestendo tramite i servizi segreti la disinformazione sui media (24) , moltiplicando i livelli di top secret, parcellizzando all’estremo la ricerca, incanalando ingenti  finanziamenti “in nero” in un numero impressionante di appalti semiclandestini affidati all’industria e alla ricerca privata.

Dopo l’11 Settembre, per la necessità conclamata di contrastare il terrorismo, negli Usa gli apparati di sicurezza e di intelligence si sviluppano in misura enorme esondando nel settore privato. Le agenzie di intelligence “ufficiali” americane ad oggi sono 16 ma quelle “non riconosciute” e private sono centinaia (25) , tutte in competizione per assicurarsi una fetta dell’enorme budget “nero” che si è gradatamente dimensionato al punto da essere diventato irrintracciabile e “unaccountable” (inaccertabile contabilmente), disperso in mille rivoli denominati Sap (Special Access Programs, Programmi a Speciale Accesso), su cui non c’è controllo pubblico e a cui si aggiungono programmi  “waived” (cancellati-non esistenti) o “unacknowledged” (non riconosciuti) accessibili solo ai più alti livelli di clearance e, a maggior garanzia, a chi è riconosciuto un “need to know” (necessità di sapere) (26) . E’ noto che al momento del suo insediamento come segretario alla Difesa, il 16 Luglio 2001, Donald Rumsfeld riferi al House Appropriation Committee di aver accertato un budget “nero” di cinque volte maggiore di quello ufficiale e di non aver alcun controllo su di esso. Dati riferiti solo al Pentagono (27) .  I destinatari dei flussi di finanziamento sono agenzie private d’intelligence, contractors, laboratori privati di ricerca scientifica, filiali “non riconosciute” delle grandi corporazioni dell’industria aerospaziale (Northrup, Lockeed, Boeing, ecc.), della farmaceutica, e della stessa Nasa (che, ricordiamo, è un’agenzia militare). Si calcola che quasi due terzi di quei flussi di denaro siano spesi per la “sicurezza” degli stessi e vadano ad agenzie di contractors specializzate. Una sicurezza nella sicurezza.

Dal 2001 a oggi, il settore intelligence negli Usa si è più che duplicato (28) , i livelli di segretezza sono aumentati a dismisura, la catena di controllo gerarchico istituzionale è totalmente annullata. Dan Morris, sottufficiale dell’Air Force e agente operativo del National Reconnaissance Office (Nro) riferisce di ben 38 livelli di top secret nella sua organizzazione (29) . Il giornalista Bill Sweetman ha stimato che a fine 1999 fossero attivi almeno 150 Sap solo tra quelli pertinenti il Pentagono, molti dei quali “non riconosciuti” con sistemi indipendenti di classificazione di segretezza e controllo totale esercitato da singoli program managers, la maggior parte dei quali non dipendenti dal Pentagono ma privati (30) , sganciati da qualsiasi catena di comando.

E’ sempre Paul Czysz che descrive come funziona il finanziamento “nero” dei Sap: “…Se si tratta di un progetto segreto, il finanziamento arriva via diverse fonti governative, nessuna delle quali è rivelata a chi vi lavora, non importa a che livello dirigenziale. Qualcuno lassù firma un contratto con il governo e il finanziamento arriva al momento e nel posto giusto…” (31) . Inutile chiedere ai presunti responsabili istituzionali nelle singole posizioni: nè un Segretario alla Difesa nè un Direttore Cia nè tanto meno il Presidente (si sa…i politici e i funzionari di nomina politica sono di passaggio) sono al corrente di tale imponente flusso di denaro e delle sue destinazioni.

Chi controlla tutto questo? Chi si avvale delle enormi cifre di denaro succhiate ai bilanci statali? Chi conosce e gestisce il segreto sui risultati dei Sap? Chi ha trattenuto per i propri interessi la conoscenza di enormi avanzamenti scientifici e tecnologici ottenuti anche dallo studio del fenomeno Ufo condannando cosi il mondo all’arretratezza?

BelgiumUfo2Foto “enhanced” di Ufo sopra il Belgio

Una “società in fuga”

Il 23 Marzo 1993, un personaggio di indiscutibile peso nel mondo delle corporation, Ben R. Rich, ex CEO della Skunkworks, branch della Lockeed che ha realizzato i progetti più top secret dell’aviazione americana (SR71 Blackbird, F117A Nighthawk) dichiarò con una certa nonchalance nel corso di una conferenza alla Engineering Alumni Association dell’Università di California a Los Angeles: “…Abbiamo già i mezzi per viaggiare verso le stelle. ma queste tecnologie sono rinchiuse nei progetti segreti e ci vorrebbe un miracolo per farle emergere a beneficio dell’umanità. Qualsiasi cosa possiate immaginare, noi sappiamo come farlo…” (32) . Chi abbia visto il film 2012 di Roland Emmerich (del 2009) in cui l’elite del potere mondiale attiva un programma supersegreto di sopravvivenza per se stessa che prevede l’evacuazione dalla Terra a bordo di astronavi approntate in diversi punti cruciali del pianeta per sfuggire a un’apocalisse naturale, troverà una certa coincidenza nelle parole di mr. Rich. Si sa, letteratura e Hollywood talvolta precedono la realtà…o ci vanno vicino. Ma è una rivelazione sconvolgente quella di mr. Rich, anche qui chissà quanto voluta, cui si stenta sinceramente a credere. Se fosse vera, e l’uomo, la sua posizione e la circostanza rendono difficile dubitarne, si tratterebbe di una finestra aperta su una realtà incoffessabile. Chi possedesse quelle conoscenze e quei mezzi si porrebbe “oltre” l’attuale livello del progresso riconosciuto; avrebbe un potere immenso e risorse incalcolabili; di conseguenza controllerebbe o condizionerebbe la politica e l’economia globale. Come dare un volto, un’identità a un’entità del genere? Qualcuno, sempre in base a dati e logica, ci ha provato.

Un identikit attendibile, condiviso da diversi ricercatori, porterebbe a uno o più gruppi transnazionali, trasversali agli ambienti politici, industriali, militari, tutti collegati in qualche misura ai Sap e alla finanza internazionale, in qualche misura in competizione fra loro ma uniti negli scopi: condividere (o spartirsi) la conoscenza delle tecnologie più avanzate e di traguardi scientifici molto oltre quelli ammessi nel mondo “normale”, controllare il mercato delle applicazioni scientifiche, proteggere lo sfruttamento delle risorse energetiche basate sui combustibili fossili. Si tratterebbe di  una consorteria ibrida tra politico e privato che, tra le tante funzioni, controllerebbe gruppi minori di collegamento nei media, nella comunità scientifica, nelle corporazioni di importanza strategica, nei think tanks di analisi politica, operativi di medio livello gerarchico nel mondo della politica, della difesa e dell’intelligence, unità operative non ufficiali del settore sicurezza. Ci si sente di ipotizzare che il management e il processo di decisione politica siano al momento attuale gestiti soprattutto dalla componente civile mentre quella militare fa da scudo protettivo.  Tale entità viene concordemente definita “breakaway society“, società in fuga, una elite che gestisce progetti clandestini, che controlla centellinandola la commercializzazione di prodotti derivati (circuiti integrati e miniaturizzati con relative applicazioni – quelle che utilizziamo tutti i giorni – fibre ottiche, tecnologia laser, ecc.), che domina il settore aerospaziale, che governa la scienza “privata” (avete notato che gli scienziati sopra citati hanno sempre operato all’interno di circuiti privati e di intelligence?) e avanzamenti estremi nei campi della propulsione, della biotech e della produzione di energia, che ha rapporto diretto con il complesso militare, che opera in un contesto extracostituzionale e transnazionale, che prolifica e prospera sulla base di un concetto autoritario, gerarchico, come può e deve fare solo chi si nutre del suo stesso essere segreto e clandestino. Che è talmente avanti, rispetto al mondo che noi viviamo, nel livello tecnologico e nella conoscenza del nostro ambiente spaziale e del nostro posto nell’universo che può a buona ragione definirsi “in fuga“. A giudicare da quanto la logica porta a ipotizzare, il gruppo clandestino potrebbe essere cosi tanto avanti da definirsi quasi estraneo alla realtà che conosciamo. E più che mai radicato in qualche misura nelle entità finanziarie internazionali per quanto riguarda il potere economico, in particolare in quegli organismi che controllano i meccanismi del prestito (Banca Mondiale, Wto, Fmi, ecc.) e che sono nella posizione migliore per pilotare le frodi finanziarie per alimentare il budget “nero” (33) . Accedervi è possibile solo per inclusione e per necessità senza che influiscano le singole posizioni: non importa se si è direttori della Cia, presidenti, segretari dell’Onu o semplici miliardari. Inutile sottolineare quanto le politiche di liberismo estremo, la difesa delle fonti fossili di energia, siano funzionali a un’entità di questo genere che fa del potere e del profitto il proprio unico scopo. I nomi ci sono, ci devono essere e c’è sicuramente chi sa di più (34) ma quella che traspare dall’identikit è l’immagine del capitalismo peggiore, del più selvaggio, quello che è pronto a devastare il pianeta come uno sciame di locuste per poi, come nel film, abbandonarlo al suo destino dopo essersi assicurata condizioni di sopravvivenza (35) . Se, a dar retta a mr. Rich, già nel 1993 sapevano di poterlo fare, oggi, dopo altri venti anni, a che punto sono arrivati? A quali conoscenze?

Complottismo? Con le risultanze acquisite nel tempo (dati, informazioni declassificate, testimonianze eccellenti) sembra un’ipotesi sempre più difficile da sostenere. E in tale contesto il fenomeno Ufo diviene più comprensibile e accettabile. E allora diventa d’obbligo chiedere e avere verità. Nascondere, negare le possibilità di progresso scientifico ed energetico significa ritardare il progresso stesso e mantenere gli squilibri economici tra i popoli.

Le testimonianze provenienti dal settore scientifico sommerso (36)  confermano che si conoscono sistemi per generare energia pulita e illimitata e sistemi di propulsione basati sull’antigravità capaci di sostituire tutti quelli attualmente in funzione senza inquinare, tanto da poter relegare la cosiddetta green economy già nell’antichità.

Se tali sistemi fossero resi disponibili – affermano i ricercatori – si potrebbero eliminare i combustibili fossili come fonti di energia e di conseguenza l’inquinamento di aria e acque, il riscaldamento globale, le piogge acide, le malattie da inquinamento entro una ventina d’anni; potrebbero finire lo spreco di risorse e le tensioni geopolitiche collegate all’accaparramento dei carburanti fossili; si fermerebbe la desertificazione e si incrementerebbe l’agricoltura tramite il deprezzamento della desalinizzazione; si potrebbero rimpiazzare molti dei mezzi di trasporto utilizzando le forme di energia derivanti dall’antigravità ed eliminare l’inquinamento di jet, camion e mezzi pesanti; si potrebbero eliminare le grandi condutture sotterranee e sottomarine di gas e petrolio; crollerebbero i costi dei servizi energetici domestici e industriali perchè sarebbe possibile creare autonomamente energiacon apposita tecnologia; si eliminerebbero o ridurrebbero fortemente le centrali nucleari utilizzando le nuove tecnologie per ripulire i siti e le scorie. Energia pulita e a basso costo (perchè infinita) avvierebbe una crescita economica esplosiva. Inutile dire che tali misure inciderebbero fortemente sul raggiungimento della piena sostenibilità per la nostra civiltà. Le aree impoverite del pianeta rifiorirebbero, la carestia e le siccità potrebbero essere sconfitte portando il terzo mondo ai livelli di vivibilità dei paesi sviluppati, la povertà potrebbe essere drasticamente ridotta. Certo, l’ordine attuale economico, sociale e geopolitico ne risulterebbe alterato. Sarebbe una vera rivoluzione, un immenso cambiamento che comprensibilmente le forze oscure  vorrebbero evitare. Per non parlare dei cambiamenti culturali, spirituali, politici che si verificherebbero. Ce n’è abbastanza per riflettere?

Che fare?

Se tutto quanto raccontato in queste pagine è vero, allora tutti noi ci troviamo di fronte a difficili sfide e enormi interrogativi che possono mettere a dura prova la nostra percezione della realtà. La consapevolezza individuale e collettiva dovrebbe essere la nostra prima risposta. Non è facile superare la visione della realtà che l’idea di una presenza non umana che interagisce con la nostra impone. Bisogna vincere l’inerzia mentale che ci frena nell’acquisire nuove prospettive, vincere la paura del ridicolo sapendo che è strumento indotto da chi frena il cambiamento e sapendo che può essere contrastata con l’informazione, la logica, i dati e un approccio laico, non superficiale. C’è anche la nostra paura dell’ignoto da vincere: conosco direttamente diverse persone che “hanno visto” ma che hanno rimosso il ricordo “perchè faceva paura” o semplicemente perchè mentalmente  “troppo impegnativo” relazionarvisi. Più che comprensibile. Dopotutto non sappiamo se quelle presenze sono buone o cattive nei nostri confronti o se seguono una loro agenda per cui la nostra presenza è insignificante. Ma la paura è gestibile con il raziocinio. Bisogna poi vincere le diffidenze ideologiche che impongono di diffidare di argomenti che sembrino esulare dalla concretezza delle esigenze quotidiane e materiali. Cosa c’è di più concreto che battersi per il superamento dell’attuale modello di sviluppo e per la sconfitta delle forze che perseguono lo sfruttamento intensivo delle risorse, il riarmo (anche spaziale), e un progetto di società mondiale che ci vuole solo cittadini inerti e consumatori passivi? Non basta: bisogna vincere le diffidenze parascientifiche di chi crede solo nei postulati della scienza mainstream senza pensare che la scienza stessa è una disciplina in costante evoluzione che dovrebbe confrontarsi con i dati e non escluderli a priori (37) . E senza sapere che le frontiere della scienza non sono fissate negli articoli di Nature nè nelle sedi di ricerca “pubbliche” con budget risicati e asfittici, con scarsità di mezzi e personale ma nei laboratori privati delle corporation, degli appaltatori della Difesa e della sicurezza nazionale, dove, come abbiamo letto, i finanziamenti arrivano a fiumi per mille canali, legali o “neri” e dove vige il segreto più stretto. Dove ci sono i soldi c’è il segreto e ci sono i veri risultati. Che gli altri si divertano con provette e acceleratori di particelle. Non fu forse un’azienda privata a svelare per prima la struttura del Dna?

Ci si potrà chiedere perchè sottoporsi a ulteriori nuovi stress e sforzi mentali per un problema cosi fuori dalla nostra portata. Siamo cosi immersi nella nostra stretta quotidianità e nelle pieghe di una tossica cultura di massa; già dobbiamo misurarci con le piccole tematiche della nostra politica, dobbiamo far fronte alle difficoltà quotidiane. Perchè andare cosi oltre e sconvolgere le nostre menti con l’idea di aver a che fare con qualcosa di sconosciuto e inquietante o mettere a rischio la nostra incolumità per aver ficcato il naso in cose troppo grandi e forse pericolose? Le risposte dipendono dal tipo di persona che siamo. Se non siamo fatti per viver come bruti ma abbiamo sete di conoscenza, se siamo curiosi e non ci soddisfano facili risposte a grandi questioni, o pensiamo che abbiamo diritto di sapere o sentiamo di voler scavare più a fondo, allora dobbiamo andare avanti sapendo che niente ci viene regalato e che, principio sempre valido, dobbiamo lottare per prenderci i nostri diritti. E il più grande di questi è la Verità specie se qualcuno ce la nasconde e se riguarda la nostra vita quotidiana, il nostro benessere e quello di tutta l’umanità.

La ricerca della Verità è il nodo cruciale che può aprire la porta al cambiamento, un obiettivo che può essere perseguito e declinato in mille modi ma che deve essere definito in termini politici. Può essere perseguito sia individualmente che collettivamente dandosi gli opportuni strumenti. Partiamo dal presupposto che la segretezza di Stato nuoce alla democrazia e sovverte la Costituzione perchè concentra la conoscenza nelle mani di pochi, non eletti e, come ben sappiamo, quasi sempre poco affidabili se non personalmente pericolosi. Non si può accettare che i cittadini vengano tenuti all’oscuro di fatti che li riguardano con la giustificazione quasi sempre pretestuosa di presunte esigenze di sicurezza nazionale. Se è comprensibile che certe cose possano temporaneamente non essere divulgate bisogna tuttavia stabilire dove tracciare il limite.  Esiziale dovrebbe essere la richiesta di ridimensionamento dei segreti di Stato e quantomeno la ridefinizione delle esigenze della sicurezza nazionale. Obiettivo arduo in tempi di terrorismo e di guerra come quelli che stiamo vivendo ma si potrebbe cominciare a fare piazza pulita dei segreti del passato e degli apparati più “a rischio”deviazione con severi protocolli di controllo (non basta il Copasir). Già cosi potrebbero scaturire sorprese e si potrebbero creare altre crepe nel muro della segretezza. Penso per esempio a Ustica, un caso dato per risolto con la conferma che aerei stranieri (francesi, americani?) hanno sparato i missili fatali ma che non lo è perchè, fateci caso, non si è mai data risposta a due domande fondamentali: a chi o cosa hanno sparato? A chi rispondevano i generali processati per alto tradimento e poi prescritti in secondo grado per derubricazione delle accuse (38)? Penso al caso Canneto di Caronia e al possibile collegamento tra i fenomeni “di origine non terrestre” e la destinazione d’uso del Muos.

Chiedere la verità e l’abolizione dei segreti di Stato sull’immediato significa minare le politiche sporche della “sicurezza nazionale”, significherebbe ostacolare le connessioni tra intelligence e criminalità organizzata, una delle maggiori fonti di sovversione e di creazione di fondi neri, le promiscuità con poteri occulti piccoli e grandi, le provocazioni e le operazioni clandestine più efferate, le connessioni con i meccanismi di corruzione finanziaria e chissà quant’altro.

La richiesta di Verità si può collegare alle lotte sociali antimilitariste. Se è vero che a utilizzare e sfruttare le scoperte e gli avanzamenti scientifici derivanti dalla retroingegneria sugli Ufo sono prevalentemente le corporation dei settori militare e avio-spaziale, allora può essere utile aumentare le pressioni e i controlli su aziende come Microtecnica (Utc Aerospace Systems), Avio (General Electrics), Skf, Teksid Getti Speciali, Alenia SIA, Alenia Aermacchi, Galileo Avionica spa, Finmeccanica e derivata Selex Es (in particolare, la presidenza De Gennaro in Finmeccanica è sintomatica della sinergia di interessi tra sicurezza nazionale e tecnologia militare aerospaziale).

Gli hackers come Anonymous o come Gary McKinnon, il giovane britannico che entrò nei sistemi Nasa per cercare risposte al segreto Ufo, possono costituire un’altra valida arma per forzare la mano e incoraggiare leaks, per ampliare le crepe del silenzio. Ma avere consapevolezza delle ragioni del progresso negato dovrebbe di per sè costituire uno stimolo a sapere di più, a darsi come impegno per esempio il contrasto agli armamenti, per ridurne il mercato e il potere di chi lo gestisce e lo alimenta (non per idealismo pacifista), a tutte le zone oscure del Potere, nonchè alle forze e ai progetti che devastano il pianeta, la natura e ne depauperano le risorse per interesse privato, progetti che indirettamente sono figli di chi ci mantiene nel buio della conoscenza.(Maverick, Marzo 2016)

NOTE AL TESTO

(1) Per una panoramica sulle organizzazioni “scettiche” e sul Cicap , v. Fabrizio Salmoni, Il Cicap: Men in Black?, Novembre 2011,  https://mavericknews.wordpress.com/2010/11/25/inchiesta-il-cicap-men-in-black/

(2) Delegato del Vaticano agli “affari ufologici” è stato a lungo Monsignor Corrado Balducci, deceduto nel 2008. Nel settembre 2000, in un’intervista pronunciò frasi inequivoche: “…Non possiamo più negare che qualcosa sta accadendo nel campo dell’ufologia, non solo dischi volanti.Sembra che ci siano vere entità extraterrestri… negarlo va contro il senso comune…Quando parliamo di entità extraterrestri dobbiamo supporre che abbiano un corpo e un’anima. Dio nella sua saggezza non avrebbe creato solo noi umani e tutte quelle creature portano gloria a Dio”. (Steven M. Greer– Disclosure – Crossing Point,2001)

(3) Tramite il FoIA è affiorata negli Usa una marea di documenti di Cia, Fbi e altre agenzie che smentiscono decenni di negazione e di disinformazione da parte degli apparati militari e di intelligence. In sostanza, mentre pubblicamente si negava, ci si preoccupava e si monitorava. v. Bruce Maccabee, The Fbi Cia Ufo connection, Rd Press, 2014.

( 4) Mitchell è un eroe nazionale, insignito della Presidential Medal of Freedom, della Distinguished Service Medal dalla Nasa e dalla Navy.

(5) Leslie Kean, Usa: Ufo and National Security,Giugno 2000, articolo su http://www.ufoevidence.org

(6)  e continua “…Il livello di segretezza relativo a quanto avvenuto a Roswell è stato sin dall’inizio senza paragoni…E’ giunto il momento di alzare il velo di segretezza che circonda l’esistenza degli Ufo e di far emergere la verità affinchè la gente sia messa a conoscenza di uno dei più importanti problemi che la Terra si trova ad affrontare…” da La Stampa, 26.11.2005

(7) Steven M. Greer, op. cit.

(8) John Podesta, Statement at the National Press Club,14 Novembre 2007, http://www.youtube.com/watch?v=B_2YcFQbijg

(9) La Stampa del 16.2.2013. Ho contattato personalmente Anna Zafesova, corrispondente da Mosca del quotidiano, autrice della segnalazione, per sapere se era uscita una smentita almeno dalla Tass. Dopo breve controllo mi ha confermato la notizia

 (10)Richard Dolan, Wikileaks and Ufos: Documenting Reality,  http://www.richarddolanpress.com/#!wikileaks/c4k1

(11) Nel 1994, l’Ufo Desk, integrato nel Secretariat Air Staff, fu chiuso con la motivazione che “non si era fino ad allora riscontrata alcuna minaccia per la sicurezza nazionale per quello che può riguardare il fenomeno Ufo”(No Defence significance). Non quindi una chiusura per negazione del fenomeno stesso.

(12). In Cile, l’Ufo Desk è stato formato sotto la supervisione del Comando dell’Aviazione Militare per monitorare e studiare i casi frequenti di near collision di voli civili e militari con oggetti non identificati

(13) In quel periodo ristretto furono circa 2000 i rapporti di multiple testimonianze raccolte dalle autorità belghe. Di quei casi, 500 sono rimasti “non spiegati”. Più di 300 riguardavano testimoni a meno di 300 metri dai velivoli, oltre 200 casi durarono più di cinque minuti; talvolta gli osservatori si trovarono proprio sotto il velivolo. In più occasioni fu impiegata l’aviazione militare per impegnare i velivoli intrusi.Fu stilato dal Maggiore P. Lambrechts dello Stato Maggiore dell’aeronautica un “Rapporto riguardante l’osservazione di Ufos nella notte del 30-31 marzo 1990“che include una completa cronologia degli eventi e un numero di testimonianze di agenti di polizia e che esclude confusioni con velivoli convenzionali o di nuovo tipo (stealth). Venne accompagnato dalle dichiarazioni del Maggior Generale Wilfried DeBrouwer: “…C’era una logica dietro i movimenti degli oggetti…Verrà un giorno in cui il fenomeno potrà essere osservato con mezzi che non lasceranno dubbi circa le sue origini…Ma esiste, è reale e questa di per sè è una conclusione importante“. v. Richard Dolan, Ufos and the National Security State 1973-1981,Keyhole publ.2009.

(14)  v.  www.cnes-geipan.fr

(15) Al Gruppo, coordinato operativamente da Mantegna hanno contribuito i professori Bruno Azzerboni (Ordinario di Elettrotecnica all’Università di Messina), Giuseppe Maschio (Direttore del Dipartimento di Chimica all’Università di Padova)) e il dottor Massimo Chiappini (Direttore del Laboratorio di Geomagnetismo del I’Ingv -Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia-). Vi partecipano anche numerosi ricercatori, studiosi e specialisti appartenenti ad istituzioni pubbliche quali il Ministero delle Comunicazioni, la Marina e I’Aeronautica Militare, l’Arpa Sicilia, il Sias della Regione Siciliana, Telespazio, I’Enel, la RFI ed altri.

(16) Nel 2005, interrogazione alla Camera dell’ On. Perrotta (F.I. ). Nel 2007 (5 Dic.) interpellanza al Senato diretta al Presidente del Consiglio Romano Prodi dai Senatori Bartolo Fazio (Ulivo Margherita), Fabio Giambrone (Italia dei Valori), Stefano Cusumano ( Udeur), Antonio Papania (Ulivo),Antonio D’Alì (Forza Italia), Giovanni Pistorio (Democrazia Cristiana Indip- Mov per l’autonomia), Giuseppe Naro(Udc), Calogero Mannino Udc), Nino Strano, Roberto Centaro (Forza Italia) , Domenico Nania (Alleanza Nazionale), Accursio Montalbano (Ulivo), Giuseppe Di Lello Finuoli (Progressisti federativo), Carlo Vizzini (Partito Socialista Democratico Italiano), Costantino Garraffa (Ulivo) e Giovanni Battaglia (Ulivo). Nel 2014, interrogazione alla Camera degli On. Erasmo Palazzotto e Arturo Scotto (Sel); al Senato del sen. Bruno Mancuso (Ncd) che ha anche promosso l’audizione del sindaco di Caronia,Calogero Beringhelli in XIIIma Commissione Territorio e Ambiente, avvenuta il 3 Settembre. Non risultano risposte soddisfacenti.  

(17) In foto e in video disponibili in rete. (v. https://www.youtube.com/watch?v=7mlOb-GFnZY). Famose  le foto di Antonino Spinnato dell’elicottero della Protezione Civile inseguito e danneggiato da un oggetto non identificato (https://www.youtube.com/watch?v=Ic1xQVbENZA).Per una panoramica dei fatti di Canneto di Caronia, v. anche Speciale Voyager, Tg2 Rai del 12.10.2014, e La Stampa 20.8.2005

(18) Philip J. Corso, The Day After Roswell, Simon & Shuster 1997. Un libro controverso per alcune valutazioni estreme che sembrano soggettive ma la documentazione esibita e i riferimenti precisi e specifici ne fanno un testo giudicato basilarmente affidabile.

(19)  Il Nitinol, o Ni.Ti. è un materiale intermetallico composto prevalentemente di titanio e nickel. Il Nitinol è un cosiddetto “memory metal” che, come certi reperti ricuperati a Roswell dal Maggiore Jesse  Marcel, ufficiale addetto all’intelligence della base aerea locale, dimostra la capacità singolare di “recuperare forma”: se piegato “ricorda” la sua forma originale e la recupera. E’ resistente,leggero e sopporta altissime temperature. E’ oggi impiegato in campo medico, per le antenne, per le montature pieghevoli di occhiali e numerose applicazioni in campo avionico-militare. E’ ritenuto probabile che il Nitinol sia uno dei risultati dei tentativi di riprodurre le proprietà dei reperti di Roswell per sfruttarle prevalentemente nel settore aerospaziale. La singolarità di quei reperti stava non tanto nelle componenti minerali principali (nickel e titanio sono reperibili sia nell’universo che sulla Terra) quanto nel trattamento sconosciuto a cui erano state sottoposte. Anche la purezza del 99.99% dei minerali necessaria a riprodurre l’effetto “memory” non era disponibile negli anni Quaranta. Il Nitinol fu ufficialmente introdotto dai laboratori del Naval Ordnance e brevettato tra il 1962 e il 1963, 15 anni dopo Roswell. In merito, v. Thomas J. Carey e Donald R. Schmitt, Witness to Roswell, New Page Books 2009.

(20) Leslie Kean, Ufos – Generals, pilots,government officials go on record, Harmony Books 2010

(21) Steven M. Greer, op.cit

(22) Steven M. Greer, op. cit.  Hal Puthoff  fonda nel 1985 l’Institute for Advanced Studies a Austin, Texas (Iasa) che si occupa di ricerca su argomenti correlati alla generazione di energia e alla propulsione spaziale, ricevendo fondi da “donatori anonimi”. Per molti anni Hal Puthoff ha avuto autorizzazioni governative di accesso ad alti livelli di sicurezza

(23) Steven M. Greer, op. cit.

(24)Terry Hansen, The Missing Times, TH 2000. Il rapporto tra intelligence e media è argomento che regala spunti di grande interesse e analisi dei meccanismi di disinformazione, manipolazione delle notizie e di infiltrazione nei media applicabili ad ampio raggio. Merita uno studio specifico.

(25)Dana Priest, William Arkin. Top Secret America, The Rise of the New American Security State, Little Brown & Co., 2011

(26) Tra i programmi invisibili, un’ulteriore distinzione è fatta per i programmi “non esistenti” considerati talmente sensibili da essere esenti da esigenze di rapporto al Congresso. Il presidente di commissione o il membro anziano e talvolta altri esponenti dello staff delle commissioni parlamentari possono essere informati solo oralmente dell’esistenza di tali programmi (1997, U.S. Senate Document 105-2, Report of the Commission on Protecting and Reducing Government Secrecy). “Possono“, ma ignorandone l’esistenza è improbabile che chiedano.

(27) Per la precisione Rumsfeld dichiarò 2.6 triliardi di dollari di ‘soldi mancanti’, poi ridotti dopo varie verifiche a qualche centinaio di miliardi di dollari. Una cifra comunque fuori da ogni buon senso di cui si era persa traccia. (v.  Lost Spendings, American Forces Press Service, 20/2/2002, www.defense.gov/news/newsarticle.aspx?id=43927) Secondo una più recente valutazione, il totale budget nero attuale si aggira intorno ai 500 triliardi di dollari – di fondi pubblici, naturalmente.

(28) Dana Priest, William Arkin, op. cit.

(29) Steven M. Greer, op. cit.

(30) Richard Dolan, After Disclosure, Keyhole publ. 2010

(31) Steven M. Greer, op.cit.

(32)Timothy Good, Earth, an Alien Enterprise, Pegasus Books 2013; anche Tom Keller in MUFON Journal, Maggio 2010. e in http://www.abovetopsecret.com/forum/thread 965970/pg1

(33) Catherine A. Fitts, What’s up with the Black Budget?, Settembre 2003, https://solari.com/blog/whats-up-with-the-black-budget

(34) In un’intervista telefonica del 1987, il Dr. Eric A. Walker, presidente della Penn State University con una lunga storia di rapporti di alto livello nella comunità dei think tanks sui problemi della sicurezza nazionale, ex presidente dell’ Institute for Defense Analysis e precedentemente (1950-1951) Segretario Esecutivo della Commissione militare Ricerca & Sviluppo, cosi rispondeva, enigmatico:                                     

Domanda: Dr. Walker, esiste un tale gruppo e se si, include degli scienziati?                                                Risposta: Immagino che lei intenda chiedere se lavorano per la Difesa o per i militari…                                             D.:Esatto.                                                                                                                                                                                              R. Li è dove si sbaglia. Sono una piccola elite. Qualora si fosse invitati a farne parte, io lo saprei.                                                                                                                                                                                                D. E’ un gruppo simile al Bilderberg o alla Trilateral?                                                                                                            R. (lungo silenzio) Qualcosa del genere.                                                                                                                                   D. Lei ne fa parte?                                                                                                                                                                           R. Non posso rispondere. Quanto è buono il suo sesto senso? Quanto ne sa di Esp (Extra Sensorial Perception)?                                                                                                                                                                                     D. Qualcosa ne so. Ma che c’entra questo?                                                                                                                               R. A meno che lei ne sappia e  sappia usarne non verrebbe accettato. Solo pochi ne sanno. (in Richard Dolan, Ufos and the National Security State 1973-1991, Keyhole publ.2009)

(35) Interessante la ricerca dello Swiss Federal Institute of Technology di Zurigo, pubblicata da New Scientist nel 2011, che da un data base di 37 milioni di aziende internazionali ha individuato quella che definiscono un’ “entità superiore” in 147 aziende (meno dell’1%) strettamente collegate tra loro che controllano oltre il 40% dell’intera rete economica mondiale. Tra le Top 20 ci sono Barclays Bank, JP Morgan, Chase & Co.,Goldman & Sachs Group. E’ sconcertante vedere quanto nella realtà le cose siano connesse” ha dichiarato in merito George Sugihara, esperto di sistemi complessi e consulente della Deutsche Bank. La maggior parte delle azioni di quelle 147 aziende sarebbero di proprietà di gestori di fondi che a loro volta le controllano.(www.Newscientist.com, Ottobre 2011)

(36) Steven M. Greer, op. cit.

(37) Il rapporto tra scienza e fenomeno Ufo è talmente complesso che merita di essere trattato separatamente.

(38) Sul caso Ustica, v. Fabrizio Salmoni, Ustica: un segreto più grande, https://mavericknews.wordpress.com/2013/03/12/ustica-un-segreto-piu-grande

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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