Interstellar e i fantasmi del nostro futuro

InterstellarUn film che è il manifesto delle ipotesi scientifiche più avanzate. Una prospettiva plausibile di futuro dell’umanità su una Terra destinata alla catastrofe ambientale. Un’interpretazione scientifica dei fenomeni “paranormali”.

 

Con qualsiasi occhio lo si voglia guardare, questo Interstellar prende e affascina. Si è detto che continui la strada di Odissea nello Spazio ma è veramente di più: è più scienza che fantascienza (il soggetto è del fisico Kip Thorne) e non percorre i significati esoterici di quello; è messaggio di emergenza ambientale; è verosimile conferma, in chiave universale, del mito della Frontiera americana; è annuncio, e allo stesso tempo speranza, che le nuove teorie su natura e composizione dell’universo abbiano qualche concretezza e si colleghino in qualche misura alle leggi della Relatività. Teorie che, nella loro immensità prospettica, nel film tengono conto ugualmente dei due principi base su cui, secondo l’autore e regista Christopher Nolan (Il Cavaliere Oscuro-Il ritorno), non si transige: la legge di Gravità e l’amore inteso come insieme dei sentimenti umani ( dolore e angoscia del distacco, affetti famigliari, abnegazione e disponibilità al sacrificio per la sopravvivenza della specie, profonda curiosità per l’ignoto).

Il film prende l’avvio dalla condizione ambientale del pianeta Terra ormai allo stremo, devastato da tempeste di sabbia che soffocano il respiro e la natura in uno scenario spettacolare ispirato alla Dust Bowl di Steinbeck, e la manifestazione di presunti fenomeni paranormali sottoforma di messaggi variamente cripati nella stanza della piccola Murph (a 13 anni una già bravissima Mackenzie Foy), figlia dell’ex pilota-astronauta (il migliore, ovviamente) Cooper*. I messaggi dall’ignoto spingono  Cooper a recarsi in una base segreta della Nasa ove lo scienziato Prof. Brand (Michael Caine) lo persuade a intraprendere un’ esplorazione spaziale verso un wormhole, o cunicolo spazio-temporale, comparso nello spazio di Saturno presumibilmente indotto da “qualcuno” che vuole indicare una meta per la salvezza dell’umanità nella presenza di tre pianeti dove già un equipaggio terrestre sarebbe approdato e avrebbe lanciato messaggi di “via libera”.

E’ straziante la scena dell’addio di Cooper ai figli malgrado i “fantasmi” trasmettano la parola Stay (Resta) ma la stessa scena riveste un significato fondamentale nel proseguo della storia.

Mackenzie FoyLa trama e le peripezie di Cooper e dell’equipaggio dell’Endurance potete leggerle altrove; sono le intriganti soluzioni scientifiche della narrazione a dare importanza al film. Il principio di Relatività fa trascorrere il tempo diversamente per gli astronauti e per chi resta dipingendo cosi le vicende di vita di Murph che diventa adulta e scienziata-assistente di Brand mentre il padre si mantiene secondo i parametri terrestri. Il film segue le vite parallele del padre disperso nello spazio e della figlia mentre si impegna a risolvere un’equazione “impossibile” per trasferire il destino della razza umana nell’universo, un quesito che Brand si dichiara infine incapace di risolvere. Sarà Cooper, finito attraverso un buco nero in una multidimensione spazio-tempo, a ri-vedersi mentre se ne va di casa all’inizio dell’avventura e a inviare alla figlia, con la forza dell’amore e della volontà, la soluzione dell’equazione rivelando allo spettatore che i messaggi del passato erano suoi e il “fantasma” era lui stesso.  “I genitori sono i fantasmi del nostro futuro” le dice Cooper e in quella frase vivono l’amore assoluto per i propri figli, una speranza di continuità tra vita e morte, e si offre una traccia per la comprensione di fenomeni che OGGI e QUI classifichiamo come “paranormali” e incredibili ma che forse gli scienziati potranno un giorno tradurre in leggi scientifiche: ci sono realtà là fuori che sfuggono per ora alla nostra comprensione ma che un giorno conosceremo e impareremo a utilizzare. Una fustigata agli scettici di professione (quelli che…”se non lo dice la scienza non può essere vero“) e una botta di speranza per la continuità di un genere umano che fa di tutto per autodistruggersi, come ben sappiamo. (F.S. 17.11.2014)

 

* Un magnifico Matthew Mc Conaughey, da Uvalde, Texas, che sancisce una grande carriera iniziata con qualche commedia leggera e un B-western (Lone Star) e culminata con Oscar e Golden Globe per Dallas Buyers Club. Con la scienza-fantascienza aveva già avuto a che fare in Contact (1997) con Jodie Foster.

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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