Expo, Mose…a quando il Tav?

 

di Fabrizio SalmoniGalan

Domande che molti si stanno facendo, da entrambe le prospettive…In attesa di quelle crepe che faranno crollare la diga delle complicità e dei multipli interessi del “sistema Piemonte”. La realtà è già sotto gli occhi di tutti, basta volerla guardare.

Parlare di costernazione non ha più senso. Noi della Val Susa non ci stupiamo neanche. Lo sappiamo già cosa comportano le Grandi Opere e lo sperimentiamo sulla nostra pelle tutti i giorni. L’avevamo letto nel libro di Ivan Cicconi che il 30% di ogni budget delle Grandi Opere finisce in tangenti e alla mafia; che il project financing è stato adottato per “socializzare le perdite e privatizzare i profitti“. L’avevamo letto nel libro di Ferdinando Imposimato che Falcone e Borsellino sono stati fatti fuori quando hanno affrontato la pista del “modello Tav”. Era già tutto scritto. In Sicilia c’era la mafia classica, ma qualcuno può negare che un Greganti sia un mafioso e non un “libero professionista dell’intermediazione“? E come chiamare un sistema che depreda le finanze pubbliche per convogliarne ampie fette ai partiti lasciando i cittadini a dibattersi nelle spire della crisi? Nessuno vede se non quando scoppiano i bubboni: nè Napolitano, nè Renzi, nè alcuno dei giornalisti che reggono abitualmente il moccolo ai potenti. Inutile sbandierare sempre davanti all’opinione pubblica che i corrotti “agivano per proprio conto” e la teoria delle mele marce in un paniere virtuoso: sono talmente tanti ormai i coinvolti nella corruzione che bisognerebbe far vergognare le anime belle che ancora si esercitano in distinguo e giri di parole.

E non cadiamo nell’equivoco di tenere fuori Renzi dal verminaio: l’ebetino non è nato ieri nè tantomeno è entrato ieri nel Pd. E’ li già da un pezzo, abbastanza da ritenerlo corresponsabile se non altro del silenzio e dell’inattività sul apparato di potere marcio che è il suo partito. E se non sa come funzionano le cose, se il partito ha una vita parallela “a sua insaputa“, che ci fa ai vertici uno che cade dal pero?

Dopo Expo e Mose, toccherà alla Torino-Lione? Prima o poi si, certamente ma dovranno accadere alcune cose perchè qualche altro magistrato (cioè non della Procura di Torino) vada ad alzare il tappeto della conclamata normalità del progetto Tav: si dovranno essenzialmente produrre crepe di qualche tipo nel “sistema Piemonte” (un pentito, un arresto eccellente, un concusso, un incidente …) – cose possibili in ogni momento – e allora ci sarà da ridere. Perchè, per minori che siano finora i capitali “investiti” rispetto ad opere più avanzate, siamo già nell’ordine di un paio di miliardi fatti girare tra progettazioni, consulenze, lavori al cantiere, servizi, sicurezza, ecc.; perchè le avvisaglie della malversazione già si erano manifestate con l’inchiesta su Martinat buon’anima, e si erano segnalati i discutibili movimenti degli appalti alla Cmc (da Venaus a Chiomonte), a Italcoge e Geomont, i costi spropositati del cantiere denunciati da Pro Natura, i rischi sanitari determinati dalle polveri sollevate dal cantiere, la devastazione ambientale,ecc. Per non parlare delle tante piccole e grandi illegittimità come la reiterazione delle ordinanze prefettizie, l’intervento poliziesco del 27 giugno 2011, le sevizie sui fermati, la persecuzione giudiziaria, tutte conseguenze documentate in Tribunale della fretta di aprire i cantieri per avere accesso ai fondi europei.

Quando si andrà a scavare appena sotto la superficie si scoprirà che i valsusini hanno sempre avuto ragione a dire che il Tav è il bancomat dei partiti. Non ci stupiremo nel vedere riproporre in cronaca nera lo stesso organigramma di Expo e Mose: politici (specialmente senatori), tangentari, magistrati, poliziotti, prefetti, questori, giornalisti, imprese piccole e grandi. Perchè non è questione di Autorità di controllo, volontà dei singoli, leggi e regole: è la natura stessa dell’attuale sistema di potere che comprende tutti e tutto che non può cambiare pena la propria sopravvivenza.. E’ solo questione di tempo. (F.S. 5.6.2014)

 

 

 

 

 

 

 

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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