Compagni di “pacco” bomba

Un attentato che sembra arrivare al momento giusto per recuperare visibilità.  Il gioco ha già funzionato e con l’aiuto dei media compiacenti si può tornare ad essere importanti per un giorno e ad accusare gli anarchici. Come da migliore tradizione.

stefano-esposito-770x512Troppe volte ormai, pallottole, bombe, bombette hanno affollato la vicenda Tav in modo bipartisan. Si ricordano le minacce di avvelenamento dei viveri per la Libera Repubblica della Maddalena, i roghi dei presidi (recente quello di Vaie), l’avvelenamento  reale del cane di Alberto Perino, le pallottole a Chiamparino, il pollo scannato sullo zerbino del senatore, le lettere minatorie, il taglio di gomme ai No Tav e al furbetto Ferrentino (che, dicono quelli che lo conoscono abbia piuttosto da nascondere qualcosa in famiglia). Avevamo scritto che è in attività in Valle una banda di malavitosi, probabilmente legati in qualche misura al cantiere di Chiomonte, che danno corpo ai risentimenti contro gli attivisti e compiono atti pericolosi per intimidire. I Carabinieri probabilmente li conoscono come li conoscono tutti a Susa e dintorni.

Ma il Tav, come si sa, è un malloppo sostanzioso che interessa anche  a gente che non è disposta a lasciarselo soffiare. E cosi, si sa che quando i politici, che siano in Sicilia o in Val Susa, non ci mettono abbastanza impegno o le cose vanno a rilento, qualcuno si incarica di mettere loro fretta. Questo in un quadro generale. Poi ci sono quelli che sembrano “aiutini” al momento opportuno, quando c’è bisogno di aggiustare qualche situazione. Cosi, nel pieno della campagna dell’Anpi sul libro di contenuto neofascista  del cronista preferito dei Si Tav, compagno di merende del senatore, ecco un “pacco bomba” inviato al soggetto che prontamente si rifà i connotati con la solidarietà a pioggia. Ora quelle “bottiglie molotov” spente (se non si accendono non servono) sullo zerbino all’altro protagonista della campagna di denigrazione e repressione dei valsusini (curiosamente dopo che i due compari si sono incontrati ai giardinetti – come in un film di spie da guerra fredda – per passarsi chissà quale messaggio) sembrano voler dare spessore e visibilità a uno che la visibilità se la cerca ogni giorno con le sue roboanti dichiarazioni, con l’aggressività che distribuisce talmente a man bassa da risultare insopportabile anche ai suoi compagni di partito.

I tempi sono complicati per “Bingo” Esposito, il “ragazzo di strada” come ama definirsi: le compensazioni da lui promesse e inseguite in ogni commissione parlamentare sono scomparse, le sue fortune politiche sono molto incerte anche perchè nella guerra di bande nel partito ha sbagliato mossa (dopo aver testato i renziani, si è schierato con Cuperlo) e ora probabilmente sente di scivolare sempre più indietro nelle chance di rielezione (tanto più che senza le nomine del porcellum dovrebbe chiedere le preferenze. Ma uno cosi chi lo vota?). Ha persino toppato di nuovo sul suo terreno preferito, quello del gioco d’azzardo, votando per la norma che incentivava i sindaci a promuovere le slots, subito cassata per vergogna dal resto del suo partito. Sarà anche che in qualche anfratto profondo del suo ego cominci a farsi largo qualche dubbio sulla possibilità di realizzare in pieno la sua opera preferita o a sentirsi assediato da un’opinione pubblica sempre più lontana dal Tav.

Nelle sue dichiarazioni a La7, il senatore incolpa senza alcuna prova, e secondo tradizione consolidata del potere dai tempi di piazza Fontana, i soliti anarco-insurrezionalisti, tanto per non smentire la propria retorica forcaiola, in attesa di parole solidali dai soliti amici di lobby (Fassino, Lupi, Renzi, Crosetto, Gelmini, ecc.) e di qualche titolo di Tg che lo rimettano sotto i riflettori per un giorno. Poco da stupirsi. Ma chi ha messo le molotov? I No Tav si sono sempre pronunciati contro quel tipo di pratica e rinnovano il loro rifiuto pur senza esprimere alcuna solidarietà per il loro persecutore #1 (e ci mancherebbe). La tendenza  in Val Susa è quella di guardare ai precedenti genovesi G8. Ma i valsusini, si sa, sono incattiviti e malpensanti.

Io sono un poco di buono

Lasciami in pace perchè

sono un ragazzo di strada

e tu ti prendi gioco di me….” (I Corvi)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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