L’illegalità del Tav è lo specchio di questa classe politica

 In parlamento come sul territorio si moltiplicano le iniziative di critica alle tante illegalità della Torino-Lione mentre lo spettro della crisi minaccia partiti e promotori dell’opera. E Caselli lascia sul più bello dopo aver impostato la repressione giudiziaria dei valsusini.

posterlegalitàParlare di legalità quando si affronta il tema Tav è come dover affrontare la lettura di un bel tomo giuridico. e in effetti un libro bianco è previsto come esito di un lavoro collettivo di un gran numero di protagonisti civili della vicenda valsusini sotto la firma del Controsservatorio promosso, tra gli altri, da ARCI Valle Susa, Centro Studi Sereno Regis, Comitato Acqua Pubblica Torino, Comitato Rifiuti Zero,Emergency, Fiom. Pro Natura, Unione Culturale Franco Antonicelli, TG Vallesusa.

Non so esattamente da quale data il Controsservatorio darà l’avvio alla sua analisi perchè, solo a mia memoria, il primo caso risale al ri-affidamento dello scavo del tunnel geognostico alla Cmc, da Venaus a Chiomonte, senza rifare la gara d’appalto e con importo diverso dal primo, perchè immagino che si dovranno prendere in esame TUTTE le illegalità, comprese quelle amministrative e civili del progetto. Per quanto riguarda invece quelle penali, si può dire che in differente misura riguardano solo gli attivisti valsusini (circa 800 sono i procedimenti che li riguardano ad oggi) perchè, se si eccettua il singolo carabiniere inquisito per le violenze sui fermati del 3 Luglio 2011, non ricordo altri casi. Il tutto a fronte di indagini archiviate o mai portate a termine sugli atti di violenza sui presidi, sulle auto, sulle proprietà dei No Tav (cani compresi) per non dire delle lettere minatorie, ecc. Non per niente, uno dei reclami dei valsusini è per una “legalità a 360 gradi” mai contemplata da una Procura totalmente asservita agli interessi dei potenti. Solo oggi, in Tribunale di Torino sono state fatte richieste abnormi: 38 anni complessivi di reclusione per essersi opposti pacificamente a una trivellazione notturna presidiata da una torma di celerini comandati dal pregiudicato Spartaco Mortola, quello delle prove false alla Diaz di Genova,  un vero reparto-killer che nell’occasione quasi ammazzò di botte un inerme cronista di Radio Blackout e sfondò le ossa facciali di una donna percossa da otto agenti per quasi un minuto di tempo, secondo i testimoni (prendete un cronometro e provate a pensare quanto è lungo un minuto di botte).

Ma per tornare al filo del discorso, i volonterosi del nuovo Osservatorio dovranno affrontare anche l’elenco di irregolarità perpetrate da Ltf con la compiacenza dei poteri politici: ricordo la questione del Cup (numero di assegnazione codice valutazione ambientale) assegnato in ritardo ma utilizzato per validare i progetti, le limitazioni preliminari assegnate dal Cipe mai del tutto esaudite, le violazioni delle misure di sicurezza del cantiere tracui quelledenunciate da ProNatura (che hanno procurato una querela per “procurato allarme”), le reiterate ordinanze del Prefetto di divieto di violazione dell’area tra Giaglione e il cantiere (in numero non consentito dalle norme di pubblica sicurezza), le recinzioni su terreno non interessato dal cantiere secondo progetto, ecc. ecc. Notevole il caso della legge regionale detta Grand Chantier, ideata appositamente per far avere gli appalti alle pregiudicate ditte locali ma irregolare per le norme europee perchè in violazione delle regole sulla concorrenza e gli appalti. Non includiamo i vari piccoli e grandi abusi perchè nel panorama generale divegono quasi insignificanti e perchè non rientrano nel novero delle “illegalità” codificate…I parlamentari 5S in visita al cantiere di Chiomonte avevano ipotizzato di avanzare una proposta di legge che prevedesse la sanzione penale per chi avesse gestito irregolarmente i soldi pubblici destinati alle grandi opere. Qualcuno in quell’occasione aveva fatto il segno delle manette a Virano e chissà che il Commissario non avesse perso il sonno per un paio di notti a quel pensiero. Purtroppo non se n’è fatto niente finora ma coglierei l’occasione di ricordarlo a chi di competenza. In questi giorni in Val Clarea si sono documentate acque inquinanti e scarichi sospetti interrati dalle ruspe. L’Arpa ha raccolto campioni ma non si è ancora pronunciata, lo hanno fatto anche i No tav che ora attendono i referti delle analisi private. Si aprirà il fronte inquinamento ambientale? Lavoro per un Guariniello che per ora, per qualche ragione, si è ben guardato dall’interferire nella vicenda Tav. Fino a quando potrà chiamarsi fuori?

Parliamo della “stampa”? E’ un ruolo non nuovo quello assunto dai media nella comunicazione sulla vicenda Tav, che richiederebbe un volume a se stante.  La differenza tra il passato e l’attualità sta sostanzialmente nell’omologazione: tutti i media tifano per il Tav, quelli torinesi in particolare vanno anche oltre: si concedono l’aggressione personale, la segnalazione diretta di foto, filmati e nomi alla Questura, la disinformazione scientifica, la provocazione diretta, personale nei confronti dei valsusini, in particolare dai due cronisti di estrema destra nelle redazioni di Stampa e Repubblica. Dove sta l’illegalità? Facile, nella diffusa diffamazione, negli oltraggi, oltre che nella violazione delle norme deontologiche.

Oggi e per i prossimi giorni il focus della illegalità si sposta sul trattato con la Francia per la realizzazione della To-Lione (DDL 1309) in ratifica a Roma il 20 Novembre. Nei loro interventi alla Camera, i deputati  5S Castelli e Della Valle hanno bene riassunto la scia di illegalità e anticostituzionalità di un decreto che viene sottoposto nella più totale indifferenza delle altre forze politiche, tranne Sel: un trattato che prevede un’inedita cessione alla Francia di sovranità in materia giuridica affidando alla legislazione francese competenza anche alla tratta italiana (viene in mente un trascurato comma del recente Decreto sul femminicidio che prevede l’autorità della polizia straniera quando in servizio congiunto con quella italiana – prove di Europolizia in Val Susa?) facilitando cosi l’intrusione mafiosa negli appalti che allora non necessiterebbero neanche dell’innocuo certificato antimafia previsto dall’Italia. Per non parlare di un trattato approvato (forse) solo dalla Camera e non dal Senato.

A fronte di tutto questo, che è solo una sintesi, come si valuta la pericolosità di chi tira pietre o incendia una ruspa? Con anni di galera, risponde una Procura torinese latitante sui 360 gradi.

Abbiamo fin qui solo centellinato pillole sul tema dell’ illegalità in un Paese dominato da partiti corrotti, collusi con la malavita, alla fine della loro corsa storica, il cui unico interesse è quello di portarsi più avanti possibile con la devastazione economica e ambientale. Un gran numero di iniziative, parlamentari e di piazza, è previsto per far conoscere agli italiani lo stato penoso della democrazia mentre in Valle ci si prepara alla manifestazione di sabato 16. Cambierà poco o niente sull’immediato ma il fronte dell’opposizione popolare si allarga costantemente cosi come la crisi dei partiti che cercano di tenere lontana la prossima resa dei conti elettorale. (F.S. 12.11.2013)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

One Response to L’illegalità del Tav è lo specchio di questa classe politica

  1. Matteo says:

    Ho seguito questo corso per coordinatore sicurezza cantieri con rilascio attestato:
    http://masterfad.it/corso/coordinatore-sicurezza-cantieri/

    Lo consiglio a tutti

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