Comunicato Presidio Europa/No Tav

  La Commissione europea tiene la bocca chiusa sulla destinazione dei finanziamenti alla Torino-Lione

 

Inviata una denuncia all’Ombudsman europeo per cattiva amministrazione


La Direzione generale trasporti della Commissione europea[1] non vuole rendere noto come sono stati utilizzati i finanziamenti europei[2] destinati alla realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Lione-Torino.

Numerose sollecitazioni scritte sono state inviate negli ultimi sei mesi dall’associazione Re:Common[3] alla Direzione generale trasporti della Commissione europea per sapere nel dettaglio quali studi e quali lavori sono stati pagati con i soldi dell’UE e quindi dei contribuenti europei.

La Commissione europea ha negato la disponibilità a divulgare le informazioni in suo possesso, affermando che “i documenti fanno capo a soggetti terzi … che non intendono renderli pubblici e non crediamo che ci sia un interesse diffuso in proposito”.

Successivamente, incalzata dai ricorrenti anche sulla base del mancato rispetto dei principi contenuti nella Convenzione di Aarhus[4] sull’accesso alle informazioni, alla fine del 2012 la Direzione generale trasporti della Commissione ha comunicato il valore dell’importo erogato fino ad oggi all’Italia (53.106.000 euro) senza entrare nel dettaglio.

Circa l’utilizzo dei fondi europei la Direzione generale trasporti della Commissione ha specificato che “è una questione bilaterale tra i due Stati membri (Francia e Italia, N.d.R.), che non prevede il coinvolgimento della Commissione”, di fatto lavandosene le mani e negando un ruolo di supervisione.

Adottando questa condotta la Direzione generale trasporti della Commissione avrebbe violato l’articolo 15 del Trattato[5]che regola il funzionamento dell’UE e secondo il quale la Commissione deve rispondere del suo operato ai cittadini che hanno il diritto di sapere come vengono impiegati i loro soldi.

Nello specifico, le Condizioni generali della Decisione di finanziamento[6] del 2008 prevedono che le richieste in merito ai pagamenti devono essere sostanziate da rapporti tecnici e rapporti finanziari, oltre che da informazioni su contratti, sub-contratti ed eventuali studi che riguardino il progetto. Non è quindi possibile che la Commissione europea non sia a conoscenza di come gli Stati Membri Italia e Francia abbiano utilizzato i fondi europei.

Il rifiuto a rendere pubblica quest’informazione viola anche i principi della Convenzione di Aarhus in materia di accesso alle informazioni ambientali e priva i cittadini della conoscenza circa la destinazione dei fondi europei.

“Ricordiamo che la Torino-Lione è, così come la definisce il Movimento No TAV, una Grande Opera Inutile e Imposta a cui si oppone la maggioranza dei Comuni della Valle di Susa, per cui riteniamo che sia evidente l’esistenza dell’interesse pubblico all’accesso a tutte le informazioni relative al progetto” ha dichiarato Paolo Prieri del PresidioEuropa del Movimento No TAV.

“Invece di scoraggiare la partecipazione dei cittadini, la Commissione europea dovrebbe adottare una posizione neutrale e rispettare i pilastri dell’ordinamento europeo e il dettato della Convenzione di Aarhus, con questo atteggiamento dà manforte all’opacità dell’operazione Torino-Lione” ha aggiunto Caterina Amicucci di Re:Common.

Per far valere le loro ragioni, Re:Common insieme al Presidio Europa No TAV hanno fatto ricorso all’Ombudsman europeo[7]che ha il compito di esaminare  le denunce relative ai casi di cattiva amministrazione che coinvolgono istituzioni e organismi dell’Unione europea e si augurano che il caso sia esaminato in tempi rapidi e approfonditamente.

I cittadini e le associazioni continuano a vigilare contro ogni spreco di denaro pubblico a livello nazionale ed europeo.

 
     

[2] Sovvenzione Ue di € 671.800.000 (Francia € 234.599.988 – Italia € 437.200.012 per studi e lavori da effettuare nel periodo 1° gennaio 2007 – 31 dicembre 2013) a fronte di un valore totale dei lavori di € 2.091.192.000, cfr. nota 6.

[5]Articolo 15 (ex articolo 255 del TCE)

1. Al fine di promuovere il buon governo e garantire la partecipazione della società civile, le istituzioni, gli organi e gli organismi dell’Unione operano nel modo più trasparente possibile.

3. Qualsiasi cittadino dell’Unione e qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di accedere ai documenti delle istituzioni, organi e organismi dell’Unione, a prescindere dal loro supporto, secondo i principi e alle condizioni da definire a norma del presente paragrafo. …

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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