C’è lavoratore e lavoratore: per esempio ci sono i crumiri
14 Maggio 2013 18 commenti
La disinformazione dei media e dei politici ha creato l’icona del “lavoratore”, universale e interclassista. Un trucco retorico per la sovversione mediatica da utilizzare quando più fa comodo.
Da tempo, forse da quando la “classe operaia” si è assottigliata e non fa più paura, si è fatto largo nel lessico di politici o dei media il concetto per cui a “chi lavora” è concessa qualsiasi giustificazione; il vocabolo è divenuto una specie di elemosina lessicale interclassista che vorrebbe incensare una categoria multiforme, universale. Secondo tale criterio, “lavoratore” è letteralmente chiunque presti la sua opera a pagamento, un concetto che però porta molto lontano: un mercenario, un killer, un pappone, un contrabbandiere, un faccendiere, sono “lavoratori”?
Se poi i “lavoratori” sono “operai” scatta il bonus e hanno sempre ragione. E’ una retorica figlia della peggiore mistificazione e si presta al disinvolto utilizzo disinformativo. Non per niente i più assidui frequentatori della provocazione a mezzo stampa (ben sappiamo chi) ne fanno un uso indiscriminato quando parlano di cantiere Tav e dei suoi frequentatori. Quanta mala fede in questo “lavorismo” o meglio “operaismo” al contrario rispetto al significato politico del termine!
Gli “operai”/”lavoratori” non hanno ragione perchè sono tali e non c’è bisogno di ripassare i classici per saperlo. Lo sanno bene tutti quegli operai o quei protagonisti di lotte sociali che hanno fatto progredire questo disgraziato paese nei decenni grazie alle loro lotte e ai loro sacrifici. In ogni sciopero di fabbrica, in ogni vertenza, dagli albori dell’era industriale ed anche prima, in cui ci si ribellava allo status attuale si è sempre dovuto lottare anche contro quelli che per ignavia, ignoranza, interesse individuale o partito preso, non partecipavano e anzi, con il loro comportamento antisolidale, danneggiavano l’interesse di tutti e di conseguenza facevano l’interesse della controparte, “padrone” o Potere politico. Li hanno sempre chiamati CRUMIRI e non hanno mai avuto vita facile. Lo sa chiunque abbia mai visto un picchetto di fabbrica. Non per niente a proteggere i crumiri ci hanno sempre pensato la polizia e i corpi armati dello Stato, anch’essi grandi “lavoratori” che sovente e volentieri si sono macchiati di eccessi (brutalità, omicidi, torture sui fermatti, e analoghe mansioni professionali). Oggi tanti pennivendoli fanno finta di non sapere tutto questo e chiamano all’indignazione per le occasionali disavventure in cui incappano gli “operai” del cantiere Tav, da contrapporre in sottinteso a masse di sfaccendati (non chiamava cosi i valsusini l’ex ministro Lunardi?) che violano il tabù supremo. Pennivendoli che, nell’ipotesi migliore, sembrano aver sempre vissuto in un altro mondo o non aver mai letto un libro. Oggi, politici decaduti e falliti, riescono ad appellarsi agli “operai” solo strumentalmente perchè li hanno da tempo sostituiti nella loro agenda con chi li mantiene nel quotidiano.
Parliamo chiaro: i pochi “operai” del cantiere di Chiomonte si fanno strumento della loro stessa controparte, tradiscono la propria comunità e la loro terra, piagnucolano ogni volta che incappano in qualche “incidente”, si fanno difendere dalla polizia e si macchiano di comportamenti abbietti e antisolidali (ricordate quelli che continuavano a lavorare mentre Luca Abbà era a terra o quelli di loro che tirano pietre ai dimostranti o li fotografano ad uso della Questura?). Ebbene essi sono la dimostrazione di quanto facilmente un uomo si possa vendere per trenta denari maledetti e subito a chi è responsabile primo della sua condizione di affamato. Come se poi fossero gli unici ad avere fame e a patire la crisi economica. La loro scelta egoista individuale li mette fuori dalla loro comunità e li condanna meritatamente a una difficile convivenza sul territorio. Quel loro essere “operai” non pulisce le coscienze. Rimangono solo CRUMIRI. (F.S. 14.5.2013)

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E tu rimarrai sempre e solo un fascista rosso e vigliacco
Solidarietà all’autore dell’articolo, questi commenti di piddini e “sindacalisti dei padroni” sono una vera vergogna..
Che cosa ha detto di sbagliato?
Due sole risposte per un articolo linkato sull’Huffington? Ma c’è davvero un clima di caccia alle streghe allora! Comunque , quanto più obbiettivamente possibile, l’articolo sembra davvero scritto da un appassionato odiatore.
Articolo triste che pretende di giustificare l’ingiustificabile con la solita retorica ed il solito ciarpane da scontro idologico stile anni ’70.
Per uno del PD lo scontro ideologico è il peggiore dei tabù! Non avete idee da oltre 30 anni ma continuate ad avvelenare la vita politica e sociale del paese. State al governo con Berlusconi e pretendete ancora di dire cosa è giusto e cosa è sbagliato!!
Ciao fabrizio….tutta la solidarietà da parte mia…e di torino e cintura….lavorare meno-lavorare tutti-lavorare meglio nel rispetto della dignità di ciascuno, della terra e del prossimo….inoltre è grazie a quello che qualcuno chiama ciarpame degli anni 70 che abbiamo conquistato molti diritti….sanità pubblica, scuola, aborto…diritti che ci stanno sottraendo.
Grazie fabrizio…LA TUA è UNA RABBIA SANA…DI CHI NON CI VUOLE ESSERE COMPLICE DI UNO STATO E DI UN POTERE CHE ABUSA
una soluzione : il reddito di base : http://www.youtube.com/watch?v=v5BvxZ2XTms
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Tutta la mia solidarietà. Un abbraccio con tutto il cuore da Tano D’Amico
Articolo fin troppo articolato. In ogni caso chi non vuol capire non capirà. Per gli altri: se non si discute per separare finalmente il grano dall’oglio non so per quale altra ragone si debba discutere. Continiuamo a fare scandalo tra i farise, allorai!
bravo.
mi sembra una buona analisi, soprattutto porta chiarezza sulla confusione e mistificazione dell’ideologia di cui ci si fa scudo quando non si hanno argomentazioni valide ma solo fumo
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Quindi gli operai della Fincantieri sono crumiri (costruiscono navi da guerra), quelli di Finmeccanica pure, quelli della Fiat anche ( comesse militari da 100 anni…), quelli dei petrolchimici anche (indovina chi costruisce esplosivi…), i tessili anche ( divise ecc.) ecc. ecc.
Una volta stabilito che tutti gli operai sono crumiri non ci rimane che la piccola borghesia quella si che è rivoluzionaria, gay a km 0 (occhio…), ecologica, politicamente corretta ecc ecc.
Domani mattina quando alle quattro e mezza mi alzero per andare a fare il crumiro in fabbrica Vi pensero e poi lavorerò felice sapendo che i bravi rivoluzionari staranno dormendo sonni tranquilli e che più tardi pensano al mio domani.
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