Se c’è un’opposizione parlamentare al Tav, che si espliciti!

C’è stata assenza dei parlamentari No Tav sulla questione dell’assegnazione dei fondi compensativi ma c’è anche poca chiarezza sulle strategie per fermare il progetto. Chi lotta sul campo deve sapere cosa verrà fatto a Roma.

 E’ già successo un paio di volte nel recente passato che la lobby pro tav si sia trovata in difficoltà e si sia mobilitata con affanno per tappare qualche pecca burocratica che rischiava di far saltare l’opera: nel Luglio 2011 quando i parlamentari Esposito e Ghiglia, anticipatori in Piemonte dello scellerato patto bipartisan odierno, si precipitarono al Ministero dell’Ambiente per ottenere la ratifica del VIA bloccata in mancanza di apposita commissione; nella stessa occasione, un Virano preoccupatissimo corse da Gianni Letta per farsi dare le assicurazioni del caso mentre si mobilitavano anche Cota, Tremonti, Calderoli e Maroni. Ci riuscirono per un pelo e al cittadino non restava che constatare che anche gli intoppi burocratici ad alto livello per la Casta sono più che superabili.

Anche quando un anno dopo la Corte dei Conti francese espresse dei dubbi circa la convenienza dei costi per il Tav, l’affannato Virano cercò l’ambasciatore di Francia e il sottosegretario/banchiere Clini scrisse al Ministro dell’Interno francese per avere assicurazioni politiche che, naturalmente non mancarono.

Oggi, di fronte alla disposizione del Cipe che destina i fondi delle compensazioni Tav altrove, ecco tuonare di nuovo Esposito e tutta la cricca torinese (Saitta, Fassino, Giachino, Costa) ed una delegazione tripartisan (cioè anche Scelta Civica) accorrere dal ministro Lupi che prima dà una risposta poi, probabilmente pressatissimo, la cambia e nel giro di quattro ore ripristina i finanziamenti.

Ma se fino a febbraio scorso i valsusini dovevano subire le iniziative del fronte istituzionale, ora c’è una folta delegazione di parlamentari, 5 Stelle e Sel, che hanno promesso di fare di tutto per bloccare il Tav. Se la promessa di commissione d’inchiesta non si è ancora materializzata per il ritardo nell’istituzione delle commissioni stesse, ci si può legittimamente chiedere perchè i parlamentari di opposizione non siano intervenuti nella disputa sulle compensazioni e soprattutto quale strategia vorranno seguire per bloccare o boicottare il progetto.

Se la lobby piemontese pro tav è sempre vigile e reattiva ci si può aspettare e si deve chiedere che i corrispettivi parlamentari contrari lo siano almeno altrettanto, pur con le difficoltà dell’opposizione.  Ma chi li ha votati, chi è impegnato ogni giorno sul campo e ogni giorno affronta botte, soprusi e/o repressione giudiziaria ha necessità di sapere che c’è chi lo tutela sul piano istituzionale e che c’è un programma di iniziative che affiancano la lotta popolare. (F.S. 10.5.2013)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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