Un Virano verso il suo destino

Con il nuovo parlamento, le difficoltà del suo partito e le misure che proporranno i neoeletti, si minacciano tempi duri e un epilogo poco confortante per il Commissario al Tav che fino a ieri si permetteva di sbeffeggiare e insolentire i valsusini.

 Da beffardo, arrogante a mellifluo. Recentemente il Commissario per il Tav Virano ha dato il meglio di sé poi, forse allarmato dal corso degli eventi, ha iniziato a correggere il tono pescando nel suo infinito repertorio di trasformista. Rimane l’impressione che non si renda conto che le cose stanno cambiando e che la sua carriera di garante degli interessi delle lobby e dei partiti ha superato la cresta della collina avviandosi in discesa. La lettera con cui risponde al sindaco di S. Ambrogio sul sito sitavtorino è un capolavoro di arroganza e disprezzo per il piccolo, coraggioso, pignolo sindaco no tav e rivela clamorosamente la sua vera natura, quella che in tv cela abilmente dietro una calma professionale solo raramente disturbata da sensibili variazioni delle righe del volto quando affronta argomenti scomodi o situazioni impreviste. Come quando inghiotte manifestazioni nell’ordine delle decine di migliaia dopo anni di “Sono solo quattro gatti” e non sa che ribadire a macchinetta “Tanto il tav si fa lo stesso”. Con la piega che avevano preso le cose nel 2012 gli veniva facile sia mentire che imporre le sue versioni. Come altri del suo partito, non poteva immaginare che le cose potessero cambiare tanto sul piano istituzionale, quello su cui lui si muove con facilità. E invece deve incassare il “problema in più” dell’irruzione in Parlamento di una marea di neoletti no tav tra 5 Stelle e Sel. Alla nuova situazione reagisce con un attimo di mancamento (“…Ci vogliono i voti in Parlamento…”) poi, quando gli dicono che il suo partito viene investito della questione tav, si limita a “sperare” che non si voglia barattare il tav con la possibilità di fare un governo. Comincia a sospettare che i primi a tradirlo saranno i suoi.

Con la prospettiva di una visita al cantiere da parte di una folta rappresentanza di neoleletti e tecnici, in programma il mattino del 23 Marzo, il Commissario diventa improvvisamente cordiale “Ma che piacere, signori! Venite pure che discutiamo senza pregiudizi…sarò lieto di rispondere alle vostre domande…” subito gelato da un comunicato del neosenatore Marco Scibona che gli prospetta, secco, una commissione d’inchiesta sul suo operato “appena espletate le attività parlamentari propedeutiche alla formazione…del parlamento e del governo.” E con questo annuncio, visti gli enormi costi delle forniture dichiarati da Ltf e le ampie creste che si rivelano nei contratti diffusi in questi giorni nelle assemblee pubbliche di Torino e Valle di Susa, chissà se la grande sicurezza del Commissario non si incriccherà un po’. Tanto più che la commissione d’inchiesta non è la sola chicca che gli riserva il nuovo parlamento. Infatti si parla sempre di più di una proposta di legge che stabilirà la responsabilità civile individuale dei funzionari di stato sull’impiego dei soldi pubblici. E’ facile fare il beffardo con un piccolo sindaco, ma ora che in lontananza sembra profilarsi una qualche resa dei “conti” e la possibilità di un conseguente vago tintinnio di ferri, chissà che il Commissario Virano, tanto per cominciare, non si voglia meglio contenere e diventare più rispettoso dei sindaci e della Val Susa…(F.S. 15.3.2013)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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