Chi manda le lettere minatorie? Un’ipotesi da verificare.

Gli interventi di “terzi” nella questione Tav hanno sempre avuto la funzione di “sollecitare”a procedere col progetto. Le lettere anonime di oggi danno più l’idea di un’azione preventiva.

E’ di oggi, proveniente da La Stampa a firma congiunta Tropeano-Numa (sappiamo quanto particolarmente quest’ultimo sia amico della Questura) la notizia di tre lettere anonime di minacce al sindaco di Susa, al sindaco di Chiomonte e alla presidente dell’Ascom di Susa. La storia di questi anni di opposizione popolare all’Alta Velocità ha visto in più occasioni l’irrompere sulla scena di un “terzo protagonista” che si è mosso apparentemente in modalità bipartisan: pallottole a Chiamparino e a Esposito, incendio dei presidii e lettere anonime (in dialetto calabrese) a sindaci e a Perino con minacce di “scioglierlo nell’acido”  nonchè veleno per i cibi della mensa alla Maddalena. Come ho già avuto occasione di scrivere, gli atti criminosi si erano palesati in momenti di stallo della situazione in Valle e sembravano avere sì la funzione di intimidazione ai valsusini ma soprattutto quella principale di “sollecitare” una soluzione, un “avanzamento dei lavori”, ai fautori del progetto. La Procura di Torino non ha mai voluto o saputo andare a fondo di indagini che avrebbero potuto svelare interessi “altri” da quelli ufficiali sul Tav e nell’inchiesta Minotauro si sono fermati a Rivoli, alle porte della Valle. Si deve quindi presumere che il messaggio della Procura sia “in Val di Susa non c’è la ‘ndrangheta” malgrado fatti gravi e presenze più che sospettabili.

Nel 2011, in occasione di un recapito di pallottole a Esposito e a Merlo avevo scritto: “…la ‘ndrangheta …è il terzo incomodo a cui bisogna pagare pegno e ha i suoi metodi per accelerare decisioni che a suo giudizio i politici non riescono evidentemente a imporre con sufficiente sollecitudine…certa gente, invitata a tavola ma rimasta senza cena, potrebbe sentirsi tradita negli interessi e si sa come quella gente reagisce.

Quale relazione può esserci con le lettere di un oggi che vede il cantiere blindato ed i lavori apparentemente imminenti? Semplice, la pura manovalanza: non si nega un piacere agli amici.  Qualche giorno fa su questo blog postavo un articolo in cui sottolineavo la necessità per il movimento No Tav di una forte iniziativa mediatica su Torino, tale da portare danno elettorale al Pd, il partito che sta al vertice del sistema di potere che vuole il Tav.  Forse l’eventualità di un’iniziativa forte di quel tipo, sapendo che se ne sta discutendo, è sembrata a qualcuno talmente minacciosa da richiedere un’azione preventiva di discredito del movimento No Tav (“qualsiasi cosa dicano non credete ai violenti…”). Inviterei la Questura a fare un pensierino su questa ipotesi e i valsusini a valutare. (F.S. 29.1.2013)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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