Un 8 Dicembre di pressione sul cantiere

Un breve resoconto della giornata dell’8 Dicembre dal “fronte della Clarea”

di Leonardo Capella

Nonostante la nevicata del giorno precedente la mattinata è limpida e ventilata. Fa piuttosto freddo ma i No Tav sono in movimento fin da prima mattina. Due concentramenti sono previsti alle ore 14,  uno a Chiomonte presso il presidio “sequestrato” e l’altro a Giaglione.

A Chiomonte la situazione risulta subito tesa, le Forze dell’Ordine presidiano il ponte sulla Dora e bloccano l’accesso al sentiero per la Maddalena sulla SP 233 con una grata mobile sorvegliata da un plotone. Le ore passano e dopo la condivisione sul da farsi, l’assemblea decide di andare a bloccare il comodo acceso al Cantiere sull’autostrada A32 all’altezza della galleria del Cels; il blocco durerà diverse ore.

Da Giaglione si mettono in marcia circa 1500 attivisti, corteo dalla composizione variegata che va dai bambini ai piùanziani, chi viene dalla Valle e chi vie ne da fuori; alcuni ragazzi provenienti da Roma portano con loro la simbolica Trivella in gommapiuma; tutti in marcia nonostante il sentiero innevato e a tratti ghiacciato.Il primo ostacolo si trova al piazzale antistante le cabine di servizio della galleria autostradale di Giaglione,  jersey sormontati dal classico grigliato metallico e completati con filo spinato ,il tutto per bloccare il passaggio. Qualche decina di minuti e dopo un  poco di lavorio quest’ostacolo viene rimosso ed il flusso di persone ricomincia a scorrere verso il cantiere; poco prima di arrivare al  sul torrente Clarea la strada è ostruita dalle Forze dell’Ordine. Cori, slogan e canti fanno da corollario a questo primo confronto. La presenza del Legal Team  fa aprire una trattativa per il pacifico proseguimento del corteo, ma il permesso viene negato con  la motivazione della non comunicazione dell’iniziativa alla Questura. Il fronteggiamento diventa surreale, le persone invadono le aree prospicienti il torrente, qualcuno prepara un ponte di fortuna dove transitano numerose persone per la consueta manovra di avvolgimento degli agenti, una manovra che riesce parzialmente: alcuni gruppi riescono a scendere lungo il recinto e a mettere in allarme le truppe che si tenevano “in riserva”. Con l’arrivo della sera il grosso dei manifestanti comincia il rientro a Giaglione mentre un folto gruppo rimane, nel buio, a fronteggiare lo schieramento dei militari; tutto rimane tranquillo sino allo scoppio di alcuni petardi nel cantiere. Allora cominciano i lanci di lacrimogeni e di getti d’acqua mentre al limite del ponte del Clarea le FFO puntano direttamente sul gruppo che si trovano di fronte. I lanci di lacrimogeni si susseguono ad ondate ed il gruppo di manifestanti retrocede pian piano. La polizia tenta l’inseguimento lungo la strada per Giaglione ma si deve fermare alle porte del paese. (8.12.2012)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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