Bussoleno 3. Odissea in Francia

L’allucinante avventura No Tav del 3 Dicembre a Lione. Un estratto dal diario di bordo.

di Mario Solara

Certo che se mi avessero detto ciò che sarebbe accaduto varcato il confine francese del Frejus, prima di ieri, li avrei presi per pazzi. Oggi non più.

Varcato il confine a bordo del pullman Bussoleno 3 veniamo fermati dalla polizia francese per il controllo dei documenti; “vabbè,faranno il controllo dei documenti e poi…” macché, sale una poliziotta minuta, una biondina, fogli alla mano, guarda un po’ alla spicciolata i documenti, segna alcuni nominativi sui foglietti e scende, poi risale e prende nota di tutti i nominativi delle persone a bordo, inclusa una bimba di 6 anni, che presumibilmente verrà segnalata all’Interpol…Ci diciamo “…fra un po’ ci lasceranno andare…” macché, sempre bloccati lì da un buon numero di poliziotti che piantonavano le porte degli automezzi… Chiediamo di poter scendere, almeno per sgranchirci le gambe e andare in bagno, la risposta è “…un moment, encore un moment…”. Intanto tra un moment e l’altro, due ore e mezzo bloccati lì. Estenuati, decidiamo allora, a sorpresa, di aprire la porta posteriore del pullman. Scendiamo velocemente alla spicciolata in direzione dei bagni con i poliziotti che ci rincorrono… Facciamo finta di non vederli né di sentirli e proseguiamo in direzione dei bagni. Lì chi troviamo ad attenderci, appostato per non farsi notare? Sorpresa, sorpresa: Massimo Numa…il  Premio Sciacquetta 2012 per il giornalismo al quale ovviamente non disdegnamo di esprimere tutta la nostra ammirazione… Lui batte in ritirata, come sempre, dietro gli sbirri. Lo fotografiamo per esteso sapendo che a lui non piace. Non siamo per nulla stupiti del fortunato incontro, d’altronde i bagni sono un posto indicato anche per fare conoscenze di un certo tipo…Torniamo ai pullman per riprendere posto, lì siamo strapazzati da alcuni agenti che addirittura mettono le mani addosso ad alcuni compagni; quelli di noi risaliti allora decidono di ridiscendere a protezione degli altri, ma siamo brutalmente spinti, manganelli alla mano, sulle scalette. Saliamo e come d’incanto decidono di farci partire. Forse un po’ di decisione non ha guastato o forse erano semplicemente stufi di sopportarci, fatto sta che il pullman riparte per raggiungere gli altri che prima di noi erano stati lasciati andare. Ma fermi nel piazzale vi erano ancora due pullman in attesa.

Raggiungiamo gli altri mezzi nel posteggio del primo autogrill ed attendiamo. Sembra non vogliano farli partire, qualcuno dice “…quelli se li vogliono tenere”. Dopo un breve consulto assembleare si decide che se non vengono rilasciati in breve tempo ci saremmo fatti “vedere” in autostrada. Il tempo di discuterne, di spiegare lo striscione, che arriva la notizia via telefono: “li hanno fatti partire”. Bene! Possiamo andare!… I No Tav sono ora, finalmente, in viaggio.

Sono le 13.30 circa, il nostro pullman rallenta, un area di servizio! “Wow! Sarà possibile scendere, sgranchirsi le gambe e per chi vuole, andare in bagno…” quand’ecco arrivare il contrordine bisogna risalire c’è la Police! – “…ma come? Di nuovo?Les papiers, les papiers!!!” – “ma…che papiers?…ma non li hanno controllati prima?” Decidiamo allora immediatamente di scendere nel piazzale per non rimanere nuovamente ingabbiati sui mezzi, proviamo a spostarci all’interno dell’area di servizio, ma sono davvero troppi, contiamo una ventina di furgoni della polizia ed un numero inimmaginabile di robocop alti due metri, dalle facce paiono incazzati come dei puma. Per cosa poi?…ma per impedirci di arrivare a Lione… Spintoni, qualche manganellata gratuita e risaliamo sui pullman alla notizia che ci faranno passare, almeno sembra. Parte il primo e subito riviene fermato, il capo della piazza, un gendarme sorridente aspetta il nulla osta dalla prefettura, ride e sorride, “…Allez, allez, c’est vrai!!!”. In quel momento, li sì, lo ammetto mi sono davvero sentito preso per il culo! Ed intanto abbiamo perso un’altra buona mezz’ora.

Ci rimettiamo in cammino, seguiti metro per metro da un elicottero della gendarmeria che ci sorvola e ci accompagna a Lyon. Troviamo già in periferia, su alcune passerelle che scavallano la tangenziale, gli uomini della police…Passiamo un paio di semafori ed ecco già i primi motociclisti della police che ci indicano la strada…Arriviamo finalmente in piazza che sono le 15 del pomeriggio, troviamo lì i compagni francesi, alcuni arrivano da Notre Dames des Landes…Si parcheggiano i pullman direttamente nella piazza ed è lì che ci accorgiamo che non si potrebbero comunque portare altrove, neppure volendo, la piazza è immediatamente stata bloccata dopo il nostro passaggio dalla police. Grate mobili con la scritta police sigillano di fatto ogni accesso alla piazza dalle vie adiacenti, nessuna possibilità di muoverci. Tutti gli esercizi, fatto salvo un tabaccaio, un ristorantino ed un bar sono chiusi, metrò sigillata, stazione di Lyon anche…La banda No Tav intona l’inno “a Sarà Düra” in versione internazionale. “Uh! Strano…” penso, mi guardo intorno e solo ora mi accorgo che siamo pochini, vediamo dunque: “siamo circa 600 noi arrivati in pullman, qualcuno arrivato in macchina, ma in tutto saremo circa un migliaio, ciò significa che i francesi sono trecento o poco più, in prevalenza giovani”.

…Si decide di fare un piccolo corteo, accompagnato dallo scoppio di alcuni petardi e fuochi d’artificio, questo lo sottolineo visto che taluni li confondono sempre con bombe carta, bombe a mano, bombe atomiche o termonucleari, no, sono solo petardi e fuochi d’artificio. Intanto si prova a trattare per il piccolo corteo, magari anche solo un paio di isolati, con la police francese, perché ci sono pure quelli italiani, in borghese, la Digos. Ma si sa, quelli li riconosciamo benissimo, gli stessi che trovi nelle scampagnate in Clarea, salutano un compagno con un grazioso “Bonjour!” – Bonjour un corno!!!

 Si prova a trattare dicevo, ma inutilmente. Porte chiuse, anzi grate chiuse e sempre più robocop circondano la piazza. Adesso, sarà forse l’imbrunire, appaiono decisamente più inquietanti, che so…quasi automatizzati, Terminator… Alcune mani cominciano a battere sulle griglie, poche all’inizio poi sempre più numerose, una battitura di rito oserei dire, ci concederanno almeno questa? …No, neppure quella. Partono i primi spruzzi di spray al peperoncino o al pepe…La gente si sposta, gli occhi e il naso bruciano, ci si allontana…Mi rendo conto che i compagni si stanno radunando verso il lato opposto della piazza, dove ci sono i pullman. Ne incontro uno che mi dice sarebbe meglio salire tutti sui mezzi perché la cosa sta prendendo una brutta piega, in effetti la tensione sembra salire minuto per minuto… I pullman cominciano a fare manovra e a disporsi in fila per la partenza. La gente sale, ci si rinfranca, si chiacchiera di quel delirio, ma ad un certo punto tutti cominciamo a chiederci: “…e i Francesi? …come faranno ad uscire dalla piazza?” Sembra che la police voglia solo fare andare via gli italiani, i francesi, staranno li. Non possiamo lasciarli soli, da noi vale un detto: “si parte e si torna insieme” aggiungerei sempre, anche in Francia. La tensione ora è davvero alta e grande è anche lo sfinimento. Apriamo le porte e ne facciamo salire cinque. Sono ragazzi francesi ed hanno davvero paura, l’avremmo avuta tutti al loro posto. Gli cediamo i posti a sedere per confondere i poliziotti che li cercano e che circondano il pullman.

Vediamo dai finestrini che altri compagni, da altri mezzi, sono scesi in sostegno dei francesi, noi non possiamo, abbiamo un cordone di sicurezza intorno che sbarra di fatto le porte. Temiamo per i cinque ma anche per noi stessi, poiché le notizie al telefonino parlano di cariche, idranti in piazza ed anche di lacrimogeni all’interno dei pullman. Siamo fermi in attesa che arrivino gli ordini al plotone che ci blinda. Guardo fuori, oltre i poliziotti, e  vedo una Lione che se ne frega altamente di ciò che accade pochi metri più in là. Shopping, gente che passa, neppure la curiosità di affacciarsi per capire cosa stia accadendo. Davvero un altro mondo. Come dice un amico “ragazzi…testa sotto, che qui fuori è un brutto mondo!!!”

Ci fanno andare, mentre nel pullman fermo dietro si scatena un battibecco tra i compagni e i poliziotti davanti alla porta, due manganellate e la porta si chiude. Partiamo scortati dalle moto della police ma subito dopo, quando la moto posteriore ci lascia, ci fermiamo bruscamente e alla fermata del bus, facciamo scendere gli amici francesi che stavolta l’hanno vista proprio brutta… Dopo poco una telefonata ci rassicura, i pullman stanno partendo con i poliziotti a bordo, caschi, scudi e manganelli. Dentro ad uno hanno addirittura spruzzato lo spray, la gente sta male, ma sembra essere ancora il meno che potesse capitare. Andiamo avanti allora sino al primo autogrill… Il freddo comincia a essere davvero pungente. Scrutiamo l’autostrada per aspettare i nostri compagni…ecco giungere un drappello di moto con i lampeggianti, dietro la colonna dei nostri pullman, tutto intorno almeno una cinquantina di furgoni della polizia. Saliamo velocemente e partiamo anche noi. Adesso siamo noi la scorta della police. “Bussoleno 3” all’inseguimento.

Si arriva così al primo casello dove i poliziotti scendono dai pullman per rientrare a Lione, li affianchiamo ed il nostro autista accelera davvero bruscamente quasi a dire con lo scarico del pullman…”La Valsusa paura non ne ha!!!” Sentiamo gli altri poco dopo, stanno tutti bene, stanchi, puzzolenti di gas, ma sani e salvi. Ora possiamo davvero tornare.

Credo di non aver mai pensato male della francia, anche se notoriamente non mi sta molto simpatica. Stavolta però mi sono reso conto che il motto “Libertè, Egalité, Fraternité” sono parole vuote, messe li a coprire la faccia sporca di una nazione capitalista, colonialista ed imperialista anch’essa messa con il le pezze al culo, proprio come le nostre!!!(4.12.2012)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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