Giorni cruciali

La strategia dei Si Tav di fronte alla determinazione della Val Susa. Ai pesanti attacchi militari, mediatici e giudiziari il fronte del No al Tav risponde allargando la protesta al versante francese ed i sacerdoti di Valle si rifiutano di fare la messa di Santa Barbara al cantiere. Sullo sfondo, delle elezioni che potrebbero cambiare tutte le carte in tavola e mandare all’aria qualsiasi accordo.

 Non c’è dubbio che i valsusini sono nuovamente sotto attacco di questi giorni, su tutti i fronti, un attacco potente, uno sbarramento di artiglieria pesante che farebbe a pezzi chiunque. Sul terreno, la Questura alza il livello dello scontro per sancire l’inutilità di qualsiasi atto di resistenza, per schiacciare gli attivisti sull’alternativa tra la rinuncia e l’accettazione di livelli militarmente insostenibili.Una strategia che ha pagato negli anni ’70.

 Se l’attacco mediatico sul piano locale ricalca gli stessi solchi di sempre, per cui tutto è già dato per fatto (accordi, finanziamenti), e tende a celare o a mistificare le molte incognite che ancora tengono in sospeso la fattibilità dell’opera (es. i finanziamenti europei, la predisposizione della Francia a verificare i costi), a livello nazionale la strategia è l’isolamento, la diversione sistematica dell’informazione su eventi distraenti come le “primarie” Pd per un elettorato manipolato, all’oscuro di quanto succede in Val Susa, di quanto deviato è il ruolo del loro partito in Piemonte, di quanto significativa è  la vicenda Tav per le tasche e il futuro di tutti.

Ma l’attacco giudiziario è il più micidiale e subdolo. Benchè Caselli continui a spergiurare che non si vuole colpire il movimento di resistenza, le cifre delle denunce e dei provvedimenti che escono a flusso continuo dagli uffici della Procura lo smentiscono. Perché se si parla di centinaia di provvedimenti nel giro di 11 mesi, si parla ovviamente di numeri che riguardano un’intera comuità e non uno sparuto numero di black block o di cosiddetti anarco-insurrezionalisti (ma chi saranno mai?).  Se poi gli attacchi giudiziari riguardano anche i giornalisti No Tav, le famiglie di minorenni attivi contro l’Alta Velocità, le chiusure dei presidii, il fronte è abbastanza esteso da poter parlare di tentativo di annichilimento della resistenza valsusina.

In Valle si tiene  il terreno essenzialmente grazie ai numeri di resistenti e ad una grande determinazione: si mantengono azioni di contrasto, si denunciano le imprese complici della devastazione, si organizzano momenti di controinformazione che riescono a saldare un fronte internazionale di movimenti contrari alla Torino-Lione. Ora persino i sacerdoti di Valle si rifiutano di andare a servire messa  nel cantiere costringendo la “coop rossa” Cmc ad importare appositamente un prete da Ravenna. Il rifiuto dei sacerdoti locali è un ennesimo segnale di unità della comunità ma viene svillaneggiato dal solito Esposito, unico parlamentare Pd disposto ad accompagnarsi ormai costantemente al fascista Ghiglia, che si permette di evocare preti-operai per adattarne la statura ai suoi intrighi.

La cricca Si Tav, che lui rappresenta, sente l’isolamento da un’opinione pubblica pressata dall’enormità di una crisi che giustifica sempre meno spese come quelle della Torino-Lione, sente il pericolo delle difficoltà del bilancio europeo (non approvato e rimandato a gennaio) e vuole tuttavia portarsi più avanti possibile con il lavoro per mettersi al riparo da brutte sorprese. Tra queste, la possibilità di un parlamento con un forte gruppo di eletti 5 Stelle (e sperabilmente altri) che bloccherebbero ogni misura per il Tav rendendone l’iter sempre più difficoltoso (1). Lo sanno, per questo spingono sull’acceleratore. Quello che ancora non sanno è che quando il Tav sarà cassato, per loro si aprirà la resa dei conti. L’associazione a delinquere che sta indebitando il paese per finanziare i propri partiti, la ‘ndrangheta, forse anche un po’ se stessi (magari con la pratica del voto di scambio), che ha devastato l’ambiente in Val Susa, che ha perseguito, represso e denigrato con ferocia un’intera comunità per anni, che ha mentito su tutto e su tutti, che ha commesso le più disparate illegalità amministrative e procedurali, che ha usato strutture e uomini dello Stato per i propri fini privati, dovrà un giorno rispondere di tutto questo. Sarà un piacere vederli varcare la soglia della galera, privati di tutti i privilegi di cui hanno goduto e, perché no, condannati a rimborsare personalmente tutti  i danni pregressi e non. La storia ha sovente accelerate imprevedibili. (F.S. 2.12.2012)

 (1)   Bisogna ammettere che Grillo non ha mai perso occasione per esprimersi contro il Tav ma sarebbe utile che in questo momento cruciale ripetesse forte che i parlamentari eletti 5 Stelle bloccheranno il Tav. Tale pronunciamento oggi metterebbe in forte dubbio qualsiasi accordo il governo attuale volesse stabilire per il futuro.

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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