Tav. L’opera è sempre in bilico

Una calma in Valle che fa pensare alla cricca del Tav di avere strada libera mentre invece le condizioni di fattibilità dell’opera si fanno più difficili.

 Non si capisce perché i Sì Tav gongolino così tanto come danno da far sapere ai media: è vero che dentro il cantiere si stanno dando un gran da fare, che la Val Clarea è già stata devastata (e fa piangere il cuore vederne lo scempio), che le mobilitazioni di massa del Movimento si fanno attendere e che i Sindaci vanno a sentire le profferte di Virano e della cricca ma questo non vuol dire che la questione Tav si sia risolta.

Preoccupazioni

Certo non ci si può aspettare, come soprattutto il giornalista-provocatore Numa si augura,  un confronto militare per il cantiere. La gente sa che non è attuabile (lo sapeva anche il 3 Luglio 2011) di fronte ad uno spiegamento di forze e mezzi come quello impiegato che non fa che evidenziare l’imposizione violenta dell’opera al territorio, unica possibilità di sovrastare l’opposizione popolare. Il buon senso comune fa valutare correttamente le possibilità e le opportunità. Oggi, di fronte all’occupazione del territorio, alle offensive mediatiche e a quelle giudiziarie di un Procuratore che si dice neutrale ma persegue solo i No Tav, è tempo di pensare a come ottenere i migliori risultati col minimo costo. Il lavoro di informazione sul territorio prosegue e si allarga (i risultati elettorali ne sono la prova), i contrasti si fanno là dove gestibili (le scuole di Susa, Caselette, ecc.), ci si organizza adattandosi alla situazione. Le offensive della controparte pongono certamente dei problemi (‘Siamo umani’ – rispondono in Valle – e dobbiamo affrontare i problemi in una dimensione di movimento’) che sono vissuti paradossalmente in modo più sofferto da chi ha sempre puntato sulla resistenza pacifica.

E’ più preoccupato chi, nei propri afflati idealistici, si rende conto che il potere non rispetta l’idealismo o la fede (v. la rimozione del pilone votivo in Clarea), i gesti simbolici per quanto estremi, le merende alle reti o le gare sportive, tutte cose  che Virano ha già definito ‘una fisiologicità in un quadro gestibile’. La cricca che manovra il Tav va giù pesante fregandosene di legalità e di immagine: l’importante è portarsi più avanti possibile col lavoro in modo che si renda sempre più difficile uno stop. Per questo andranno a sollecitare cassa alla Commissione Trasporti dell’Eu e perché sanno che, malgrado una maggioranza favorevole, le condizioni per avere un contributo siano sempre più labili. Infatti il megaprogetto detto Corridoio 5 è diventato un topolino ingiustificabile di 57 km, nel piano Passera sulle infrastrutture di Torino-Lione non si parla, ci sono priorità critiche nel paese  specie dopo il terremoto, ci sono scommesse (la Salerno-Reggio C.) più eclatanti e non si vede come i ventilati project bonds possano supplire ad una mancanza di investitori privati.

Si riparte

E allora intanto l’iniziativa passa ai ragazzi, quelli che hanno difeso e poi già assediato La Maddalena per tutto l’anno scorso, che sopportano di meno la presenza delle divise sulla loro terra, che più hanno subito perdite fisiche e giudiziarie. Hanno ripreso l’assedio, hanno portato qualche azione di contrasto, si preparano ad ostacolare la logistica tutto intorno al cantiere, ben sapendo di avere la solidarietà di tutti, in attesa che si ripresentino le condizioni per ritrovarsi in tanti. E poi Luca è tornato a casa! Una notizia che sicuramente fa morale.

 Il fronte istituzionale

In queste ultime settimane si è assistito ad alcuni eventi importanti per lo sviluppo di una storia che potrebbe non essere lunga come si poteva pensare nell’inverno scorso: con le elezioni amministrative due Comuni, Avigliana e Rivalta, si sono definitivamente aggiunti ai contrari all’opera e se Avigliana era già schierata le elezioni hanno fatto ulteriore piazza pulita delle ambiguità di una Giunta divisa e soggetta a scorrerie; Rivalta invece è recuperata all’opposizione all’Alta Velocità e annuncia il ritiro dall’Osservatorio. Il resto dei Sindaci non sembra vacillare e solo le dichiarazioni vagamente generiche di Plano possono lasciare qualche traccia di ambiguità. Le dichiarazioni di Mauro Marinari (neo Sindaco di Rivalta) fanno piazza pulita delle profferte compensative (Non è un risarcimento, sono opere dovute!) e dei ricatti; così come quelle di  Nilo Durbiano (Interventi necessari in un paese civile): ma si è mai visto che le istituzioni offrano come ‘compensazioni’ la messa in sicurezza di scuole e territorio?

Inoltre, con l’avanzata clamorosa del Movimento 5 Stelle la questione Tav entra sempre più nella testa della gente come un nodo fondamentale da affrontare nell’offensiva generale contro la casta. I partiti sono terrorizzati dai sondaggi e sanno che in caso di crisi in Regione o Comune di Torino perderebbero probabilmente la maggioranza. Una cosa è sicura: se alle prossime elezioni nazionali il M5S prendesse il 20% e un buon numero di parlamentari il Tav non si farà, come tante altre cose. Parte dello sgomento dei partiti di fronte all’exploit elettorale dei 5S riguarda proprio il timore che tanti grandi affari vadano a monte, nell’eventualità. Di sicuro, oggi la Val Susa sa di avere un’opportunità politica da giocare. Qualche spiffero ha già messo in giro lavoce che Alberto Perino potrebbe essere il candidato dei 5S; un’ipotesi che si concretizzerebbe probabilmente solo dopo un ampio dibattito e con l’assenso di tutte le componenti. E forse nel caso che il pericolo per la democrazia si facesse più grave per il paese. Sempre che ci siano i requisiti richiesti dai 5S. (F.S. 20.6.2012)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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