Primo Maggio buio per Fassino

Il sindaco torinese del PD contestato, fischiato, insultato da diverse categorie di lavoratori e giovani. Clamorosa beffa dei centri sociali che issano la bandiera No Tav sul Municipio.

 Un corteo del primo maggio aperto da uno stuolo di poliziotti in assetto antisommossa. Non ricordo che sia mai successo, neanche negli anni ’70. E infatti qualcuno già protesta prima di partire e viene fermato senza complimenti con qualche botta di contorno: saranno denunciati in tre su quattro per ‘resistenza’. Qualcuno se la prende con Fassino già da subito ed è solo l’antipasto per il Sindaco dell’inceneritore, del Tav e dei tagli ai servizi che deve sfilare tra fischi e insulti, insieme alla poca nomenclatura di politici che lo accompagnano, circondato da caschi, scudi e manganelli: ecco come finisce un partito che fu dei lavoratori. A rendergli la giornata dura sono i dipendenti delle cooperative sociali che non prendono lo stipendio da mesi, i precari, i dipendenti delle scuole materne e degli asili nido, gli studenti universitari fuori sede, Cub, Cobas, centri sociali, no tav. Lui riesce a stento a parlare dal palco, reitera il mantra sulla violenza di chi fischia  ricordando addirittura  ‘chi tirava i bulloni a Trentin’…poi si ritira in tutta fretta con la scorta. Il discorso rituale del solito sindacalista chiude velocemente la manifestazione a scanso di guai cioè prima che entri in piazza la Fiom e la lunga coda sociale di sigle e movimenti impegnati sul territorio. Uno spezzone di diverse centinaia che non ne vogliono sapere di chiudere lì. Così dribblano la polizia che si aspettava la solita invasione del palco e a sorpresa si dirigono al Municipio per indicare con evidenza la responsabilità del PD e del suo sistema di potere locale nel contribuire a rendere la questione sociale sempre più insostenibile. Corre la Celere per sopravanzare il corteo e chiudere la strada ma senza successo. Quando ci si arriva, la piazza del Municipio è stata blindata su tre lati mentre in mezzo stanno schierati i carabinieri, uno spiegamento che non promette niente di buono. Il camioncino che apre il corteo si posiziona sotto il balcone principale, tre ragazzi montano con noncuranza un ponteggio su cui viene appoggiata una scala. Ci salgono in due, raggiungono il balcone e srotolano i manifesti con i volti di due arrestati poi issano una bandiera No Tav sul pennone ed uno striscione Liberi tutti Liberi subito tra gli applausi di sotto. Un vigile e due solerti uscieri cercano di prenderli ma uno di loro sale sul cornicione e lì tutti si bloccano temendo un nuovo incidente del calibro di Luca Abbà. La polizia carica nella piazza ma solo per alleggerire la pressione e fa due feriti ma la gente si ricompatta e torna sotto. Si sviluppa un negoziato che si sarebbe detto impensabile: devono aver ordine di non causare incidenti e temono il fatto grave, quindi cedono, si spostano pressati dal furgone che fa manovra quasi spingendoli per riposizionarsi. Viene eretto di nuovo il ponteggio, ecco la scala ed i due dimostranti scendono con le loro gambe. Bandiera e striscione rimangono al loro posto per una decina di minuti finchè il corteo si allontana poi vengono ritirati da uscieri solerti. Digos e dirigenti della piazza sembrano seccati, forse non hanno gradito le briglie corte e la beffa. Chi domani sarà più seccato sarà sicuramente Fassino che in Consiglio comunale e sui media dovrà affrontare la bagarre collettiva per l’affronto subito da lorsignori e dall’istituzione mentre il PD farà nel segreto delle stanze i conti con se stesso e con le proiezioni elettorali per la settimana prossima. (F.S. 1.5.2012)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

2 Responses to Primo Maggio buio per Fassino

  1. Fabrizio says:

    Sono troppo giovane, anche se non più “giovane”, per avere esperienza diretta degi anni 70; tuttavia questo primo maggio blindato mi ha convinto poco e ancor meno mi convince l’atteggiamento di chi dovrebbe, da posti di responsabilità, dare risposte serie e comunicare alla base, sempre più sconfortata, contenuti che diano forza per affrontare la situazione. Ed invece si vedono sempre i soliti ragionieri, alle prese con proiezioni di voto e incapaci di esorcizzare i fantasmi del momento.

  2. hahaha says:

    Signori (si fa per dire) No tav e dei centri sociali: ANDATE A FARE IN CULOOOOOOOOOOOOO!

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