Il Grande Cortile: un ambiguo incontro con i giornalisti

Un mal assortito gruppo di invitati, la sensazione di una maldestra prova di inciucio. La provocazione della Boccadoro a Maverick.

 In una strana atmosfera da ‘vogliamoci tutti bene’ si è svolto oggi a Villardora un incontro tra Movimento No Tav e giornalisti. Introdotti da un garbatissimo Luca Giunti erano sul palco alcuni volti noti ai valsusini: Paolo Piras, Milena Boccadoro (Rai), Paolo Hutter (free lance ambientalista), Massimiliano Borgia (Luna Nuova);    altri meno: Claudio Menicucci (Leonardo, Rai), Luca Rastello (Repubblica), Gobbi (Radio Popolare), ed altri.

In platea un pubblico di età media superiore (i giovani erano presumibilmente impegnati nella manifestazione per la liberazione di Giorgio Rossetto e in altri eventi locali) assisteva ad una rassegna di interventi che hanno commentato il rapporto talvolta conflittuale con i valsusini o hanno analizzato le difficoltà di capire le dinamiche dell’informazione. Non senza che dal pubblico si levassero occasionali brontolii di fronte a superficialità o a qualche luogo comune. Quello che più disturbava era la sensazione che alcuni di quelli più ‘noti’ per non dire la verità fossero lì per lamentarsi, giustificarsi o addirittura per ‘spiegare’ al movimento come ci si deve comportare con i giornalisti; una sensazione che col trascorrere dei minuti si aggravava del sospetto che fossero stati invitati dei ‘prescelti’ con cui qualcuno vorrebbe instaurare rapporti privilegiati personali. La conferma veniva dall’intervento conclusivo che tuonava: ‘Questi sono i nostri interlocutori!’, affermazione scontata per alcuni degli invitati che già da tempo lo sono, meno scontata per altri che non lo sono mai stati, non fanno la minima autocritica e tantomeno dimostrano nei fatti di volerlo essere. Come si può per esempio dare credito a una Boccadoro che non ha mai fatto, a memoria di molti, un servizio obiettivo o senza averne inquinato uno con dichiarazioni senza contradditorio? Come si può dar pieno credito a chi viene a dirci che ‘ci sono i violenti che maltrattano i giornalisti’ senza un minimo di senso del contesto in cui certi episodi si sono verificati? Eppure a qualcuno nel movimento vanno bene anche quelli. Perché? (F.S. 24.3.2012)

Maverick ha partecipato all’incontro ed ha voluto intervenire. Il suo intervento, quando ha toccato il tasto delle disponibilità personali alla corretta informazione a fronte della manipolazione dei servizi televisivi è stato interrotto da un’agitata Boccadoro che si è sentita portata in causa ed accusato personalmente di ‘aggressioni verbali’ nei suoi confronti in quel di Giaglione l’8 Dicembre. La cosa più grave è che è stato tolto al sottoscritto il diritto di replicare e di continuare il suo intervento. Forse aveva interrotto un tentativo prematuro di grande abbraccio collettivo. Qui sotto riporto i punti essenziali dell’intervento interrotto:

 Condivido in questa sede la precondizione della buona fede personale. Apprezzo la disponibilità di chi è venuto a parlarci di come funzionano i meccanismi della comunicazione e della manipolazione ma non mi va bene chi viene a fare dichiarazioni di innocenza o a dare lezione al movimento su come comportarsi. Ho riscontrato più volte in questi due anni atteggiamenti poco corretti da parte di giornalisti dovuti  basilarmente ad atteggiamenti inopportuni nei momenti sbagliati ma gli episodi di aggressività verso alcuni giornalisti sono rimasti assolutamente isolati ed episodici. Ci conosciamo tutti e molti di voi hanno cittadinanza condivisa nel movimento: ci si vede ‘sul campo’ e alle conferenze stampa e a nessuno di voi è mai stato impedito niente. Quello che mi importa sapere da colleghi giornalisti delle testate importanti, aldilà dei casi estremi come quello Alessio/La Stampa, è come avviene la manipolazione, la confezione dei servizi, come avvengono certi episodi. Mi ricordo di una pacifica manifestazione dell’estate scorsa sotto la sede Rai di Torino a cui seguì un comunicato dell’Associazione Stampa Subalpina che ‘denunciava l’aggressione all’informazione…la violenza contro i giornalisti…ecc.’ Allora mi chiedo: chi ha sollecitato tale comunicato? Che ci sta a fare un comitato di redazione (in buona fede) se permette che venga richiesto un intervento del genere? E ancora: ho riscontrato più volte la ripresa di manifestanti No Tav mentre facevano un blocco stradale che, seppur derubricato, rimane un illecito a carico di chi lo compie: era solerzia, stupidità, menefreghismo,o  complicità (visto che la Questura acquisisce i filmati)? Mi è anche capitato un paio di volte di raccomandarmi con il giornalista televisivo di turno di fare un servizio corretto e di essermi sentito rispondere ‘Tranquillo, il servizio è mio e nessuno me lo po’ cambiare!’ e di averlo poi visto cambiato o falsato. (Qui l’interruzione della Boccadoro!). Allora o i colleghi ci spiegano come possono avvenire cose come quelle citate o mi sfuggono i termini della loro affidabilità professionale. Vorrei che ci spiegassero chi interviene a cambiare i loro servizi, chi sollecita comunicati o censure, vorrei che ci aiutassero a fare controinformazione. Vorrei anche che smettessero di usare i termini che, se reiterati, fanno manipolazione: anarco-insurrezionalisti (ma chi sono?), black block (idem), scontri (quando sono solo botte  e gas per i valsusini), accordo (quando accordo non c’è), cantiere (idem), ecc. Vorrei che oltre a pescare foto o filmati a casaccio su Internet utilizzassero anche le tante foto e i tanti filmati che il movimento produce ( come per esempio quello dei poliziotti che si accaniscono in tanti su un fermato del 3 Luglio così che Caselli non possa fare il pesce in barile)…

Chi ha vissuto i giorni della strage di piazza Fontana sa che la verità è venuta dall’impegno di giornalisti nello scavare nelle indagini, nel condurre inchieste parallele, nel denunciare il ruolo dei vari personaggi coinvolti nella strage e nella morte di Pinelli. Questo si dovrebbe richiedere ai colleghi che vivono nelle redazioni i risvolti e i retroscena della vicenda Tav e che, come noi, ne percepiscono la negatività. Possibile che nessuno oggi voglia fare qualcosa di analogo?

 

Annunci

Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...