Monti a Torino

Una tetra cerimonia di apparati. Il Potere si autocelebra mentre aleggia il ‘pericolo No tav’. Centro città blindato da centinaia di poliziotti. La casta a siderale distanza dal mondo reale.

 Basta guardare le foto per avere l’idea di cosa sono state le celebrazioni di domenica 18 marzo a Torino per la chiusura del centocinquantenario dellUnità: volti tetri, lugubri, non un segno di festa. La faccia di Fassino è un programma mortuario. L’unico accenno di sorriso di Monti è più inquietante che gioioso, niente a che fare con la sobrietà, più con la freddezza. L’insieme ricorda le foto sovietiche con Breznev e politburo. Insomma, la casta torinese si è ritrovata per autocelebrarsi quasi per dovere, un’incombenza che andava risolta perché non puoi aprire delle celebrazioni per poi non chiuderle. Già la visita di Napolitano, la settimana prima, aveva dato il segno della perduta sintonia con la gente: ad omaggiare Ponzio Pelato giusto qualche scolaresca comandata. Ieri neanche quella. Di torinesi ‘comuni’ nemmeno l’ombra, poca gente in giro. Solo tanta polizia che blindava il centro e l’accesso alle Ogr per uno stanco rito tra sovrano e cortigiani della cultura, tutti ben introdotti a corte. I boiardi di apparato che spingevano per farsi ritrarre con i potenti. Tutti a rappresentare una lontananza esemplare dalla gente, dalla società civile. Persino le dichiarazioni strappate da media affannati a trovare un po’ di ciccia fuori dalla convenzionalità danno il senso dell’evento: banalità e retorica come ‘Egoismo e individualismo, limiti da superare…’, ‘il senso civico è sempre più una necessità per i giovani…’, sul Tav  ‘è venuto il momento di fare un passo avanti…’ (?), sulla cena al Cambio ‘ Provo tanta emozione…’. Su tutto questo squallore si sentiva aleggiare il ‘pericolo No Tav’ , ragione principale della mobilitazione di centinaia di poliziotti che isolavano la casta dal resto del mondo. La protesta c’era ma lontana e circoscritta; non solo No Tav ma anche Sel, Usb, lavoratori del Regio. Il mondo reale e le marionette di una democrazia malata. (F.S. 19.3.2012)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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