Una visita istruttiva

Dai parlamentari europei in Val Susa tante informazioni utili ed un prezioso supporto istituzionale.

 Come è ormai noto a tutti, tranne che ai lettori di Repubblica che ha semplicemente ignorato la notizia, quattro parlamentari europei sono venuti in visita non ufficiale in Val Susa il weekend scorso in rappresentanza anche di altri 20 firmatari di un appello alla Commissione Europea a ri-verificare gli studi di fattibilità del Tav e ad inviare una delegazione ufficiale a constatare la militarizzazione del territorio a fronte della totale assenza di lavori cantieristici.  Ma al di là del fatto rilevante e delle sue positive appendici per i valsusini, è utile analizzare serenamente quanto è scaturito dalla visita e dai colloqui che l’hanno contornata. Non tutto incoraggiante.

Da quanto ci hanno riferito i parlamentari (bel peperino quella Sonia Alfano!) abbiamo appreso che anch’essi devono sostenere una lotta notevole in ambito europeo; che hanno a che fare con colleghi totalmente disinformati su quanto succede da noi o totalmente asserviti alla linea del loro Partito; che il loro intervento è spezzettato nelle varie commissioni sì da avere scarso peso; che, a dispetto delle visioni comunitarie così tanto enunciate, a Bruxelles domina un atteggiamento particolarista per cui le questioni italiane devono sbrigarle i parlamentari italiani e se non lo sei ma ti poni ugualmente un problema di portata collettiva vieni invitato esplicitamente a farti gli affari tuoi (del tuo Paese). Abbiamo appreso che la lobby pro Tav è attivissima e gode degli appoggi degli alti livelli; che l’ideologia che sta dietro l’Alta Velocità è quella del progresso affidato alla tecnologia ed agli ‘affari comuni’; che le mafie delle Grandi Opere sono al lavoro su tutto il fronte europeo; che il Quaderno n.8 dell’Osservatorio su costi e benefici della To-Lione del settembre 2011 è stato pubblicato ma che è tenuto nascosto. Insomma, abbiamo appreso che il successo del loro lavoro dipende da quanto si fa  qui per dar loro materia e materiali di intervento e che più stretto deve essere il coordinamento e l’informazione tra Susa e Bruxelles. E’ venuta naturale la  richiesta del movimento che l’Osservatorio di Virano venga escluso dalla lista degli interlocutori europei per aver manifestamente mentito su ogni aspetto della questione Torino-Lione.

Dal comportamento delle autorità piemontesi (Fassino, Cota, Saitta) che si sono negati all’incontro con i parlamentari col pretesto che non era una delegazione ufficiale si ha la conferma sia del loro grande imbarazzo di fronte a chi chiede loro conto sulla base di dati e fatti concreti (non hanno argomenti per discutere ma lo si sapeva già) sia della strategia del silenzio imposta sulla questione Tav: l’argomento è off limits, non si deve parlare di Tav se non per dare voce alle veline della lobby e della Questura, per disinformare sistematicamente (v. il non-accordo italo-francese spacciato per un successo definitivo) o per dare rilevanza negativa ad aspetti minori della protesta (le scritte sui muri, i blocchi dei treni nei momenti sbagliati,ecc.). A questo sono delegati i professionisti della provocazione nelle varie redazioni locali. Scopo ultimo, con la collaborazione di una Procura torinese asservita al PD, è di far maturare progressivamente la teoria secondo cui chi protesta contro ‘un interesse dello Stato’ è equiparabile ai terroristi. Lo dimostra l’arresto del 70enne ex Br Ferrari (cosa avrà mai fatto?)  insieme agli altri attivisti, lo dimostrano le veline della Digos che spingono per attribuire ad Alberto Perino un ruolo di ‘capo’ di un’ associazione a delinquere. Silenzio e menzogne per isolare tardivamente un movimento che si fa sentire sempre più forte, che stabilisce alleanze ad ampio raggio nel corpo sociale di questa povera Italia infetta. Da oggi i valsusini sanno comunque che c’è chi si batte insieme a loro in Europa, pronto ad infilarsi nei varchi e nelle contraddizioni che si potranno creare  e sanno anche di dover fare molta attenzione a non cadere nelle trappole della criminalizzazione. (F.S.12.2.2012)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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