TAV. Raffica di bugie sull’accordo Italia-Francia

Colpo grosso della controinformazione No Tav: reperito l’irreperibile documento d’intesa che dice il contrario di quanto annunciato. Un brutto colpo mediatico per la lobby pro Tav e per l’informazione ‘manipolata’ di un giornalismo che recita veline e non va a cercare la notizia.

 Vi ricordate ‘Linguetta’, alias Gianfranco Bianco, che quel 30 Gennaio scorso al TG Piemonte annunciava con non celata soddisfazione ‘E’ fatta! La Torino-Lione è una realtà. Accordo tra i due paesi. Inizio dei lavori nel…’?. Era una spudorata bugia. Basata su uno solo dei due comunicati emessi dopo l’incontro dei viceministri, tanta era l’unanimità sui contenuti, quello italiano che dava addirittura le cifre di spesa diverse da quelle fornite ai francesi: 8,2 miliardi, 8,5 miliardi per i francesi. Ma la spudorata bugia era a monte, proprio nell’incipit del documento, nell’art. 1: l’accordo ‘NON HA COME OGGETTO DI PERMETTERE L’AVVIO DEI LAVORI DEFINITIVI DELLA PARTE COMUNE’ e rimanda ad ‘un protocollo addizionale separato tenendo conto in particolare della partecipazione definitiva dell’Unione Europea’. Capito? Niente lavori, se ne riparla se e quando si conoscerà l’apporto finanziario dell’UE (che a sua volta richiede accordi definitivi e chiarezza sulle cifre dei due paesi). Ma non basta: il famoso 40% sbandierato come contributo europeo non è un dato confermato ma bensì un tetto: da 0 a 40%…Infatti, secondo l’art.16, ‘le parti si rivolgeranno all’Unione Europea per ottenere una sovvenzione pari al tasso massimo possibile per questo tipo di opera.’ Al fine di definire tale sovvenzione, i furbetti della lobby hanno inserito nel testo il presupposto per fare pagare all’Europa il più possibile allungando di circa 50 km la cosiddetta tratta internazionale, da Montmèlian a Chiusa San Michele (invece che da St. Jean de Maurienne a Susa/Bussoleno). I costi ripartiti, che Linguetta e gli altri media hanno dato per 57,9% italiano a fronte del 42,1% francese non esplicitano chiaramente che ‘sottratto il contributo europeo e la parte finanziata dai pedaggi…i costi saranno ripartiti al 50% tra la parte italiana e la parte francese.’

Alla luce di tutto questo, le considerazioni vengono spontanee: c’è una campagna mediatica pilotata, manipolata dalla lobby pro Tav, volta a spargere rassegnazione e sconforto presso chiunque pensi che sia possibile fermare l’opera (Tutto deciso, si mettano il cuore in pace!  – Cota) e ad ingannare una volta di più l’opinione pubblica sulla reale portata dei costi. E’ sconfortante rilevare quanto il giornalismo ‘istituzionale’ assecondi e sia asservito agli interessi dei Partiti, anche quando tali interessi sono inconfessabili pubblicamente. Quella campagna mediatica ‘psicologica’ si accompagna a quella ‘giudiziaria’ che sempre più veementemente spinge nella direzione di fornire un servizio alla lobby politico-industriale lavorando per configurare l’opposizione popolare valsusina ad un’organizzazione terroristica, anti-Stato. Lo dicono i rapporti della Digos alla magistratura su Alberto Perino e sulla Libera Repubblica della Maddalena, lo dice chiaramente Marcello Sorgi (La Stampa) a Prima Pagina del 9 Febbraio, lo dice l’azione stessa della magistratura torinese che con gli arresti del 26 Gennaio dice di perseguire un’ ‘obiettiva gravità dei fatti…perché compiuti in modo organizzato e attrezzato, di lunga durata…’ con il rischio di nuove azioni ‘ reso concreto dalla mobilitazione in corso contro la realizzazione del progetto ferroviario’(proc. Alberto Perduca). L’immagine di una protesta popolare che in burocratese giudiziario si avvicina pericolosamente alla sedizione, all’associazione a delinquere. Brutto segno per un Paese che dovrà vederne ancora delle belle nel prossimo futuro in materia di libertà costituzionali, di repressione del dissenso e di omologazione al pensiero unico di chi affida la propria sopravvivenza politica alla rapina dei fondi pubblici ed agli accordi sottobanco con la malavita organizzata, i 130 miliardi annuali dai budget delle grandi opere che prendono la via mafiosa. (F.S. 10.2.2012)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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