Morire per difendere interessi privati

Non possiamo sapere le cause che hanno portato alla morte del Maresciallo Noro, dei CC di Strambino in forza al fortino Tav della Maddalena di Chiomonte. Un infarto  può avere tante cause  ma è molto possibile che condizioni di forte stress lo abbiano aiutato a svilupparsi, condizioni come quelle che subiscono i tanti agenti che presidiano il nulla, una recinzione vuota da mesi, al freddo, a turni defatiganti, senza pasti regolari, dal 27 Giugno scorso. A quei disagi si aggiungono quelli indiretti, l’incuria dei superiori (testimoni affermano che il Maresciallo non è stato soccorso subito ma solo invitato a ‘sedersi in macchina’), l’eccitazione indotta da dirigenti e ufficiali sconsiderati ed incattiviti per aggravarne l’aggressività e certamente anche lo stillicidio di allarmi causati dalla protesta dei valsusini. Sarebbe però strumentale ed in mala fede (di sicuro ‘Alessio’ lo farà dai pc de La Stampa…) dare la colpa alla legittima protesta dei valsusini ed ignorare le condizioni oggettive delle truppe di occupazione. La perdita del Maresciallo Noro è da addebitare in toto, tanto quanto i feriti valsusini, all’Architetto Virano, al poco ‘Onorevole’ Esposito, al Prefetto, a Cota, all’Assessore Bonino e a tutta la lobby politico-industriale che vuole il Tav a tutti i costi per nutrire di soldi pubblici i propri interessi trasversali, privati. Nella logica di costoro la persona umana non è di alcun interesse: il singolo poliziotto è carne da cannone da buttare nella mischia contro i cittadini offesi dalla follia del progetto Tav o da qualcun’ altra delle ingiustizie che dominano l’Italia di oggi. Se picchia va bene, gli danno anche un nastrino; se muore, pazienza, ce ne sono altri. E’ sempre stata la logica di chi ha il Potere ma sarà purtroppo difficile che gli agenti dei Battaglioni Mobili lo capiscano. Viene mentalmente più faile prendersela con chi ci si trova di fronte. Sarebbe comunque il caso che i vari sindacati di polizia e Cocer, invece di alimentare pretestuosamente animosità, polemiche corporative o rabbiose invettive, si domandassero che senso ha morire in servizio per difendere non lo Stato ma gli utili di Impregilo e della Lega delle Cooperative, per una diaria di 100 euro.

Oltre ai tanti feriti, il Tav ha già fatto una vittima quest’anno (ricordate la signora di Venaria travolta da un blindato dei CC in servizio in Val Susa?), il Maresciallo Noro è la seconda. Vorremmo che la lista finisse qui ma su questo, vista la pervicacia della lobby, siamo pessimisti. Ricordiamoci tutti però di chi sono le responsabilità, prima o poi bisognerà pur presentare il conto.(F.S. 20.12.2011)

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Info mavericknews
Organizzatore di eventi, laurea e master all'Università del Texas in Studi Americani, giornalista pubblicista dal 2009. Direttore della rivista American West, si dedica poi alle tematiche ambientali e alla cronaca delle lotte sociali. I suoi articoli sono stati pubblicati su Tg Maddalena, Tg Vallesusa, Valsusa Notizie, Prendocasa, Carmilla Online, Contropiano. Ha co-prodotto l'inchiesta filmata La Baita- Presidio No Tav in Val Clarea. Per Lu:Ce edizioni, ha pubblicato Resa dei Conti alla Maddalena. 2010-2011. Diario di due anni di lotta contro l'Alta Velocità in Valle di Susa.

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